Un film leggero e profumato come un buon bianco di Borgogna

Per raccontare Ritorno in Borgogna, il film uscito da pochi giorni nelle sale italiane, abbiamo voluto giocare paragonandolo ad un buon calice di vino bianco del terroir da cui prende il nome, immaginandone sentori e note gustative.

Ritorno in Borgogna, film tra vino e affetti familiari

Ritorno in Borgogna, la locandina del film.

Ritorno in Borgogna” (titolo originale “Ce qui nous lie“) è l’ultimo lavoro di Cédric Klapisch, già regista de “L’appartamento spagnolo”, che racchiude un fine bouquet delicato, floreale, a tratti dolce ed allo stesso tempo dotato di una spiccata acidità che nel finale diminuisce lievemente, per lasciare il passo alle note più minerali.

Al centro del film i legami familiari, la complessità di rapporti da tempo trascurati tra tre fratelli: il vino, la terra e i vigneti fanno da sfondo alla vicenda e diventano occasione d’incontro, di scambio e di crescita di Jean (Pio Marmaï), Juliette (Ana Girardot) e Jérémie (François Civil).

Jean, la voce narrante, è il fratello maggiore che torna a casa dopo 10 anni passati a girare per il mondo cercando invano una chiave per interpretare il difficile legame con il padre. Ad accoglierlo, nella tenuta di famiglia in mezzo ai vigneti non lontano da Meursault, la sorella Juliette e il fratello Jérémie. Si ritrovano a causa del peggiorare delle condizioni di salute e della morte del padre, occasione che diventa un periodo senza tempo, scandito non tanto dal passare delle stagioni e delle necessarie attività che impegnano i tre fratelli nelle vigne e in cantina, quanto dalla dolcezza dei legami che vengono pian pian ricostruiti.

I vigneti e lo scorrere tra essi delle stagioni, grazie all’impeccabile fotografia di Alexis Kavyrchine, trasportano lo spettatore sul posto e lo incoraggiano a diventare partecipe della vicenda, ad avvertire i tempi lunghi, il calore della vicinanza e la calma dell’inverno di cui i legami affettivi e familiari hanno bisogno per crescere, per ammorbidirsi, esattamente come il vino.

Ritorno in Borgogna, film tra vino e affetti familiari

Ana Girardot nel film è Juliette.

Nel film, che consigliamo certamente a tutti i wine lovers, non mancano scene di vendemmia, pigiatura e degustazione, tavolate imbandite e momenti di festa, che faranno venire voglia a molti, dopo la visione, di stappare una buona bottiglia ed accompagnarla con pane croccante e formaggio forte ed intenso, magari un Epoisses de Bourgogne.

Ritorno in Borgogna, film tra vino e affetti familiari

Pio Marmaï (Jean)

Ritorno in Borgogna (Titolo originale: Ce qui nous lie)
Interpreti: Pio Marmaï, Ana Girardot, François Civil, Jean-Marc Roulot, Maria Valverde, Eric Caravaca
Distribuzione: Officine Ubu
Durata: 113′
Origine: Francia 2017

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Marilanda Bianchini

Mi gusto la vita - Dopo tanti anni nel settore dei fondi europei, di cui mi occupo tuttora, sto sperimentando nuovi percorsi attraverso la passione per l'enogastronomia. Ho vissuto tra Padova e Venezia, con parentesi a Bruxelles e negli Stati Uniti; mi piace viaggiare e cogliere l'essenza dei luoghi che visito ma ritengo che l'Italia sia il Paese più bello del mondo. Amo la vita e la bellezza in tutte le sue espressioni: natura, arte, musica e naturalmente cibo e vino.

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Scritto il: martedì, 24 ottobre 2017

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