Indovina chi viene a cena? A San Giovanni Rotondo, in scena “Dieci mani e un uovo”

Il 23 marzo, presso l’Ariae Hotel, cinque chef giovani e talentuosi hanno interpretato l’uovo di Tuorlo Biancofiore in una serata strepitosa tra sapori e saperi di una terra inesplorata e generosa.

Dieci mani e un uovo a San Giovanni Rotondo

L’evento “Dieci mani e un uovo” è andato in scena il 23 marzo a San Giovanni Rotondo, presso L’Ariae Hotel.

Un uovo, cinque chef ambasciatori della Puglia, un boutique hotel nel cuore di San Giovanni Rotondo (FG) e una rete di piccoli produttori di una terra di confine tra Oriente e Occidente. Ed è proprio dall’incontro tra storie di vita e tanta passione che nasce “Dieci mani e un uovo”, la cena degustazione organizzata presso l’Ariae Hotel e resa possibile dalla lungimiranza del titolare Luca Mischitelli. Hanno contribuito anche lo spirito di iniziativa dei giovani dell’azienda agricola Tuorlo Biancofiore (di San Giovanni Rotondo), la collaborazione di rinomati chef del territorio (Tommaso Gentile, Gegè Mangano, Nazario Biscotti, Domenico Cilenti e Leonardo Vescera) e convinti agricoltori, custodi del ricco patrimonio enogastronomico pugliese.

Dieci mani e un uovo a San Giovanni Rotondo

L’uovo, l’ancestrale simbolo di vita, svela così la sua intima poliedricità, prestandosi ad abbinamenti talvolta rassicuranti, talaltra più creativi, regalando agli ospiti suggestioni e lo “spaccato” di un terroir. Di terroir, infatti, è d’obbligo parlare quando materie prime di indiscussa qualità vengono felicemente interpretate da mano sapienti e appassionate, mediate da animi dinamici e creativi, mai dimentiche delle proprie radici.

Colpisce sin da subito il coraggio di aver pensato ad un evento atipico in un luogo che ha nella spiritualità il principale motore dell’economia e motivo di attrazione; fa riflettere il desiderio di piccoli artigiani del gusto di creare una rete virtuosa di cooperazione; fa rimanere tra l’attonito e l’incredulo l’ampia partecipazione del pubblico, che ha saputo leggere il senso più nascosto e profondo della serata.

Dieci mani e un uovo a San Giovanni Rotondo

Alcuni piatti proposti dagli chef nel corso della serata.

Non un “mero” percorso tra piatti creativi e gustosi accostamenti, ma un segnale di rinascita di questo lembo di Puglia, coacervo di rara ospitalità, operosità, relazioni interpersonali e innegabile religiosità.
E così, a pochi passi dai luoghi della cristianità, si scopre il piccolo (grande) mondo dell’Ariae Hotel, esempio di sana imprenditorialità giovanile e di “presidio” della cultura enogastronomica locale, capace di raccogliere attorno all’uovo dell’Azienda agricola Tuorlo Biancofiore (da galline allevate a terra con pratiche naturali e estensive) altri piccoli sapienti artigiani: mandorle e olio extravergine di oliva dell’Azienda agricola Ritrovato (San Giovanni Rotondo), carni allevate allo stato brado di Michele Sabatino (Apricena), ortaggi di Spirito Contadino (Cerignola), pasta di grano Senatore Cappelli di Arte (Cerignola), vini di Cantine Biancardi (Cerignola) e Giancarlo Ceci (Andria), pani di Antonio Cera (Forno Sammarco, San Marco in Lamis).

L’intera degustazione, dall’antipasto (a cura del resident chef Tommaso Gentile) al dolce (a cura di Leonardo Vescera), è stata un tripudio di sapori, tonalità, saperi di una terra inesplorata e generosa, che non si lascia scoprire facilmente.

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Manuela Mancino

Il segugio scopritore. Quasi vent’anni di passione trascorsi tra territori e ricerca, tra curiosità e desiderio di conoscenza del mondo del food. Mi sono formata frequentando numerosi corsi di sommelier, tecnico di olio e olive da mensa, di birra, di salumi, di formaggi e di acqua, partecipando a manifestazioni, aggiornandomi e condividendo opinioni. Lasciarsi guidare da profumi e sapori, abbandonandosi alla propria passione e ricercando l’anima più profonda di ogni “frutto” degustato…questa la mia filosofia!

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Scritto il: martedì, 10 aprile 2018

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