Amarone della Valpolicella Classico 2007 San Rustico: la carezza di un mito

Sensualità di beva, morbidezza, freschezza impressionante e complessità fanno di questo Amarone un vero e proprio capolavoro dell’enologia made in Italy.

Amarone della Valpolicella 2007 San Rustico

Amarone della Valpolicella 2007 San Rustico (Foto © Riccardo Isola).

Siamo in terra veronese. Un simbolo dell’enologia italica. Qui nasce uno dei più sensuali e suadenti prodotti della vite che l’uomo possa immaginare: l’Amarone della Valpolicella.

Abbiamo assaggiato il prodotto del 2007 di San Rustico, azienda dell’omonima San Rustico a Valgatara (VR) che vanta una tradizione familiare vitivinicola antica (1870). Oggi conta una produzione di circa 170.000 bottiglie l’anno suddivisa nella linea classica “San Rustico” (Valpolicella Classico doc, Valpolicella Classico Superiore doc, l’Amarone e il Recioto) e la linea “Gaso”.

Amarone della Valpolicella 2007 San Rustico

L’Amarone della Valpolicella Classico 2007 è un blend creato dalle uve raccolte nei vigneti collinari, formati da terreni rossi di calcare eocenico ricchi di ferro e calcio, tra Marano e Fumane.

La vendemmia inizia a  ottobre con raccolta manuale e selettiva. Da qui, si passa alla fase di appassimento, almeno 3 mesi. La realizzazione di questo nettare di Bacco, avviene come tradizione impone: pigiatura soffice a gennaio e fermentazione su vinacce prolungata a freddo attraverso l’utilizzo di lieviti indigeni. La svinatura si effettua a marzo a cui segue un affinamento in botti di Rovere di Slavonia per tre anni e poi un anno in bottiglia.


La nostra degustazione

L’Amarone della Valpolicella Classico 2007 San Rustico ha un colore rosso granato intenso. Immancabile marchio è la sua consistenza: presente, lenta, morbida.

Al naso si impone la sua complessità, ampia, rossa di confettura ed eterea. Ovvio il richiamo alla morbidezza pungente dell’amarena ma che sposta i sentori anche verso le visciole mature. Importanti rimandi anche ai frutti rossi maturi, susina, tabacco e tanta balsamicità in eco. Caratteristiche le note terziarie..

Al sorso è una carezza. Morbido, gentile, caldo e balsamico al contempo. C’è una profondità e una rotondità austera che sfiora l’aristocratico. Non manca la potenza, 15,5% vol lo testimoniano, e la sua direzione verso spezie gentili (vaniglia, cacao), c’è infine una nota finale infinita che richiama la mandorla e la nocciola tostata. A rendere entusiasmante ancora la sua freschezza (acidità dichiarata 6,6-7 gr/lt), intatta nonostante gli undici anni.

Si abbina a carni brasate e comunque rosse, grandi formaggi stagionati, primi di pasta con cacciagione, salumi importanti.

DiVini connubi d’arte

Degustare questo Amarone della Valpolicella riporta la mente alle visioni oniriche, potenti ma al contempo verticali e slanciate delle pennellate calde de “Gli elefanti” del pittore surrealista Salvador Dalì.

Amarone della Valpolicella 2007 San Rustico

Gli elefanti, dipinto di Salvador Dalí (1948).

La scheda del vino

Nome vino: Amarone della Valpolicella Classico
Denominazione: Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Vitigno
: Corvina, Corvinone, Rondinella
Anno: 2007
Nome cantina: San Rustico
Luogo: Valgatara di Marano di Valpolicella  (VR)
Colore: rosso granato intenso
Titolo alcolometrico: 15,5 % Vol.
Temperatura di servizio: 18° C
Calice: ampio a ballon
Punteggio: 91/100

San Rustico Valgatara Snc
Via Pozzo, 2 37020 – Valgatara di Marano di Valpolicella (VR)
www.sanrustico.it

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   Il nostro parere


- Carni brasate e comunque rosse
- Grandi formaggi stagionati
- Primi di pasta con cacciagione
- Salumi importanti.

   

  

91


Legenda:

= Abbinamento cibo / vino

Il nostro consiglio:

= Lasciamo perdere - = Vale la spesa - = Il regalo ideale - = Il vino dei desideri

Rapporto qualità/prezzo:

= Buono - = Molto buono - = Ottimo

= Punteggio in centesimi

Autore /


Riccardo Isola

Un viaggio tra inchiostro e liquidi nel cristallo iniziato, ahimé e purtroppo, diversi anni fa. Giornalista enogastronomico in orbita perenne attorno ai pianeti Vino e Cibo. Usurpatore, per professione e per passione, della lingua italiana. Improprio interprete, ma con dedizione e impegno, del raccontare ciò che da sempre fa grande il nostro essere italici: il Gusto. Salute!

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Scritto il: giovedì, 15 marzo 2018

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