Degustazione musicale del vino: una canzone per ogni calice

Uno studio condotto da una Università scozzese ha rilevato una stretta connessione tra vino e musica che stimolerebbe alcune zone del cervello fino ad inflenzare le sensazioni percepite durante la degustazione.

Connessione tra Vino e Musica: uno studio lo conferma

Connessione tra Vino e Musica: uno studio lo conferma.

Esame visivo, olfattivo, gustativo. Questi gli elementi fondamentali per un’appropriata degustazione enologica. Di recente, uno studio condotto sull’abbinamento vino e musica dal professore Adrian North del Dipartimento di Psicologia della Heriot-Watt University di Edinburgo ha evidenziato una stretta correlazione con tra degustazione e ascolto di brani musicali i quali consentono di esaltare il gusto e gli aromi del vino.

Anche il vino, come il susseguirsi delle note, è musica e suscita emozioni, ricordi, atmosfere. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul British Journal of Psychology: 250 studenti hanno degustato un Cabernet Sauvignon ed uno Chardonnay cileno accompagnati da brani musicali.

Lo studio ha rilevato come la musica riesca a stimolare alcune zone del cervello e quando, contemporaneamente, si beve vino tali aree influenzano le sensazioni percepite con la degustazione. I risultati dell’indagine sono stati sorprendenti. I Carmina Burana di Carlo Orff, sono stati definiti “potenti e pesanti”, mentre il Valzer dei fiori dallo Schiaccianoci di Tchaikovsky, “sottile e raffinato”. “Energica e rinfrescante” la canzone Just can’t get enough dei Depeche Mode e “pastosa e soft” Slow Breakdown di Michael Brook.

La carta musicale dei vini

Connessione tra Vino e Musica: uno studio lo conferma

E voi avete già stilato la vostra carta musicale dei vini?

Successivamente è stata elaborata una “carta musicale dei vini” in cui gli accostamenti tra etichette e musica appare molto stimolante: per il Cabernet Sauvignon sono stati scelti brani potenti come Honky Tonk Women dei Rolling Stones, All Along the Watchtower nella versione di Jimi Hendrix e Won’t Get Fooled Again degli Who. Per enfatizzare il gusto morbido e rotondo del Merlot si consiglia Easy di Lionel Ritchie e Heartbeats di Josè Gonzales; per la corposità del Syrah l’interpretazione di Luciano pavarotti di Nessun dorma di Puccini.

Passando ai bianchi la nota versatilità dello Chardonnay si adatta perfettamente a brani pop-rock con influenze disco quali Atomic di Blondie, Rock DJ di Robbie William, What’s Love Got To With It di Tina Turner e Spinning Around di Kylie Minogue, con la piacevolezza del Pinot Grigio perfetta l’energia un po’ trasgressiva di un qualsiasi pezzo di Lady Gaga. La lista potrebbe andare avanti all’infinito, ma meglio lasciare libero spazio alla fantasia di ognuno di noi per cercare la degustazione musicale perfetta!

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Cecilia Novembri

Una farfalla nel vigneto. Sono giornalista e sommelier e tutto è iniziato per caso durante i miei studi in Legge e la mia professione legale. Tra codici e tribunali, ho iniziato a coltivare una grande curiosità per il mondo enologico e ora mi muovo, con un batter d’ali, dalla vigna all’uva, dal vino ai suoi aromi fino ad arrivare agli abbinamenti con le pietanze.

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Scritto il: mercoledì, 31 maggio 2017

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