Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo, come si valorizza un autoctono d’eccellenza

I piccoli produttori dell’unica DOCG della provincia di Bergamo si sono uniti per diffondere e far apprezzare un Moscato passito unico nel suo genere.

Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo

Grappoli di Moscato di Scanzo durante la vendemmia.

Siamo a Scanzorosciate, tra le colline bergamasche. Entrando nelle magnifiche stanze settecentesche di Villa Galimberti, sede e salotto del Consorzio del Moscato, si percepisce un’atmosfera di sapori passati: quella legata al Moscato di Scanzo.

Vino di memorabile storia apprezzato da re e papi, conteso fra guelfi e ghibellini, moneta di scambio all’epoca romana, molto amato da Luigi Veronelli che si dice abbia coniato il termine “vino da meditazione” esclusivamente per questo Moscato, il Moscato di Scanzo è un passito non eccessivamente dolce, sorprendentemente persistente al palato e adatto all’invecchiamento.

Per capire l’unicità di questo prodotto di nicchia, basti pensare che è l’unico vino autoctono della provincia di Bergamo e il solo moscato ottenuto da bacca rossa, orgoglioso di essere la più piccola DOCG d’Italia con i suoi 31 ettari e la sua limitata produzione di bottiglie, stimate tra 45 e 60 mila all’anno.

Consorzio di tutela Moscato di Scanzo, impegno e successi

Le peculiarità del vino, vengono difese e valorizzate dal Consorzio di tutela Moscato di Scanzo, nato nel 1993 da quella che era l’Associazione Produttori di questo vitigno e che oggi associa 19 aziende del territorio.

Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo

Il logo del Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo.

Compito dell’ente è quello di dare a questa varietà enologica il giusto risalto e, proprio grazie all’impegno profuso, nel 2002 è stato conseguito il primo successo con l’ottenimento della denominazione “Moscato di Scanzo DOC“, separandosi da quella precedente legata al Valcalepio. Successivamente, il 12 febbraio 2009, il Ministero alle Politiche Agricole ha accolto l’ulteriore richiesta del Consorzio, attribuendo al Moscato di Scanzo la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg).

Questo riconoscimento è anche il risultato della particolare conformazione del territorio su cui insiste il vitigno, abbracciato da due valli con esposizione a sud e ben protetto dai venti del nord. A completamento di questo ideale microclima, c’è anche il particolare terreno formato da sass de la luna, una pietra calcarea marnosa che, grazie alla ritenzione idrica nello strato più profondo e all’aridità della superficie, crea un connubbio perfetto per questa vite.

Il Consorzio si impegna a far conoscere il Moscato in patria e oltralpe grazie a varie iniziative. Tra le più significative si segnala “Il sabato del produttore“. Nei mesi di febbraio e marzo e in quelli autunnali, la sede ospita un diverso produttore che raccontare, promuove e offre in degustazione i suoi vini.

Consorzio di tutela del Moscato di ScanzoUn secondo appuntamento è la Festa del Moscato di Scanzo che si svolge, ogni anno, nel mese di settembre e che coinvolge l’intero borgo. Le vie del paese, accolgono l’Associazione Strada del Moscato di Scanzo e Prodotti Scanzesi intrattenendo i visitatori con assaggi di prodotti tipici e attività ad essi legati.

Una piccola realtà quella di Scanzo e del suo Consorzio ma con una grande passione che conquisterà tutti coloro che avranno la fortuna di scoprirla.

Consorzio di tutela Moscato di Scanzo
Via Colleoni, 38 – Scanzorosciate (BG)
www.consorziomoscatodiscanzo.it

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Autore /


Francesca Parsani

La Taragna - Sono cresciuta tra le colline del Moscato di Scanzo a polenta e casonsei. La mia dieta è quella che comincia sempre domani e primi e dolci sono la mia passione. Amo viaggiare ed è proprio un viaggio in Champagne che ha cambiato la mia visione di cibo e vino. Non c'è niente di meglio di un buon piatto e un calice di vino per migliorarti la giornata.

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Scritto il: sabato, 2 dicembre 2017

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