È di Ballardini-Ricci, il miglior Bursôn del 2017

Si è svolta la fase finale del concorso enologico “A che punto siamo?” che, da 14 anni, decreta il miglior  Bursônin commercio. Sbaragliando i cinque finalisti, l’annata 2010 dell’Azienda agricola Ballardini-Ricci ha conquistato il podio e il prestigio “Cavallo Nero”.

Miglior Bursôn 2017: Ballardini Ricci primo posto

Miglior Bursôn 2017: Ballardini Ricci primo posto (Foto © La Gazzetta del Gusto).

Venerdì 19 maggio, in una piacevole serata di inizio estate con tanto di temporale improvviso e passeggero, la suggestiva ed elegante cornice di Piazza Nuova a Bagnacavallo (RA) ha accolto la serata conclusiva del concorso enologico “A che punto siamo?” organizzato dal Consorzio “Il Bagnacavallo”, giunto alla 14-esima edizione e che premia il miglior Bursôn Etichetta Nera (la riserva) in commercio.

Piazza Nuova è uno degli angoli più belli della provincia di Ravenna. Costruita nel 1758 come centro attrezzato per il commercio, negli anni ’90 è stata sapientemente restaurata, conservando lo splendido loggiato con trenta archi, gli edifici in mattoni a vista, la pavimentazione in cotto e il lastricato a ciottoli. Oggi la piazza ospita vari eventi, alcune botteghe e l’Osteria di Piazza Nuova dove  si è svolta la competizione.

Nel corso di un’ottima cena, con un menù ispirato al protagonista della serata, ossia il vino romagnolo ottenuto da Uva Longanesi vinificate in purezza, il pubblico ha potuto degustare alla cieca – e votare – i 5 Bursôn Etichetta Nera finalisti di questa edizione 2017 e prodotti dalle aziende Spinetta di Faenza, Ballardini-Ricci di Boncellino, Zini di Boncellino, Tenuta Uccellina di Russi e Randi di Fusignano.

Miglior Bursôn 2017: Ballardini Ricci primo posto A che punto siamo?

Osteria di Piazza Nuova di Bagnacavallo (Foto © Gdg).

Il miglior Bursôn 2017: vincitore e vinti

A giudicare dal poco scarto tra i primi tre classificati, vuol dire che la qualità dei vini è stata apprezzata dalla giuria popolare che, alla fine, ha decretato come miglior Bursôn Etichetta Nera in commercio nel 2017 quello dell’azienda Agricola Ballardini Ricci. La sua annata 2010 ha conquistato un punteggio medio di 87,98%, aggiudicandosi l’ambito “Cavallo Nero”, prezioso trofeo realizzato e offerto dall’orafo Paolo Ponzi di Bagnacavallo.

Al secondo posto, la Cantina Spinetta il cui Bursôn 2011 ha ottenuto un punteggio medio di 86,89% mentre la medaglia di bronzo è andata a Tenuta Uccellina, cantina vincitrice del 2016 e che quest’anno con il 2012 ha ricevuto un 84,21%.

Al quarto posto, un vino che meritava sicuramente di più ossia quello dell’azienda Zini che con l’annata 2010 ha raggiunto il punteggio di 82,82%. Ultimo il Bursôn 2012 della cantina fusignanese Randi con un punteggio dell’81,55%.

Come sempre succede, trovarsi davanti cinque vini da degustare, tutti di qualità eccellente, mette soggezione per il senso di responsabilità di dover contribuire con il proprio voto, al raggiungimento di un premio così prestigioso. Tuttavia, sorso dopo sorso, i vini hanno espresso il loro carattere, la complessità dei profumi di frutti rossi (ciliegie, more e frutta di bosco), delle spezie tostate e delle note di tabacco e vaniglia. In ognuno si è riusciti ad individuare il tocco personale dei vignaioli che, ognuno a proprio modo, ha dosato tannicità e alcolicità, struttura e persistenza.

La cena-degustazione

Tre i piatti serviti dall’Osteria di Piazza Nuova per accompagnare la degustazione. Un risotto con radicchio, salsiccia e Bursôn, un brasato con Bursôn accompagnato da patate schiacchiate e gratinate e una tenerina al cioccolato con gelato alla vaniglia e riduzione al Bursôn.

Miglior Bursôn 2017: Ballardini Ricci primo posto A che punto siamo?

La cena-degustazione (Foto © GdG).

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Enzo Radunanza

Il Cronista d’assaggio. Dalla Campania si è stabilito a Bologna per lavoro, ormai da tanti anni. Laureato in Economia aziendale, è esperto di web marketing e comunicazione, è copywriter e scrive di enogastronomia, teatro, musica, spettacolo e tv. Sta frequentando il primo livello del Corso di sommelier, presso l’AIS di Bologna (Associazione Italiana Sommelier).

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Scritto il: sabato, 20 maggio 2017

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