Economia e ambiente: presentazione del Rapporto economico annuale Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg

Il concetto di sostenibilità è stato al centro del rapporto economico annuale presentato il 1 dicembre, presso il Consorzio di tutela del Prosecco Superiore Docg, dal Centro Studi del Distretto di Conegliano Valdobbiadene.

Prosecco Superiore Docg, rapporto annuale

Paesaggio delle Colline di Conegliano Valdobbiadene

A Pieve di Soligo (TV), nel cuore dell’area del Prosecco DOCG, venerdì 1 dicembre presso il Consorzio di tutela del Prosecco Superiore Docg, è stato presentato il rapporto annuale del centro studi sul Prosecco Superiore Docg, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Ospiti illustri come l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, il Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Innocente  Nardi e l’Onorevole Ermete Realacci hanno portato il loro contributo durante la serata.

Prosecco DOCG, numeri di un successo

I numeri presentati parlano di un successo straordinario. Infatti con 90,4 milioni di bottiglie prodotte nel 2016, il Prosecco Docg si conferma il primo spumante tra le Docg italiane, segnando una crescita in volume dell’8% rispetto al precedente anno.

Prosecco Superiore Docg, rapporto annuale

Vendemmia eroica (Foto © Beatrice Pilotto).

Sul mercato nazionale finisce circa il 60% di queste bottiglie, generando un introito di 279 milioni di euro (+ 6,4% rispetto al 2015), mentre la restante parte viene consumata sui mercati esteri per 191 milioni di euro (+ 14% rispetto al 2015), dati che ribadiscono l’attitudine di questo vino a crescere maggiormente in valore piuttosto che in termini di produzione. Il successo però non è solo frutto di fortuna e di mercati favorevoli, come ha sottolineato il professore Eugenio Pomarici, responsabile scientifico del Rapporto economico. Il Prosecco Docg, negli ultimi anni, ha aumentato gli investimenti in personale specializzato, assumendo più enologi in cantina e più tecnici in vigneto, improntandosi sempre di più come una filiera di qualità e di alto profilo tecnico. Anche le scelte commerciali e produttive mirate sono state elemento di crescita notevole, come l’inserimento di sempre più prodotti dalla menzione “Rive”, l’equivalente veneto del concetto francese di cru.

Verso la sostenibilità

Da qualche anno, il mondo Prosecco è travolto dalla critica mediatica per un uso eccessivo di fitofarmaci, e in particolare del Glifosato, erbicida noto soprattutto grazie ai recenti servizi della trasmissione Report. Il presidente del Consorzio Innocente Nardi, insieme all’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, hanno ribadito l’impegno della filiera a eliminare l’uso di questa sostanza, impegno che va avanti dal 2011, da quando è stato stilato il protocollo vitivinicolo a cui aderisce ormai l’80% delle aziende.

Il Protocollo, come sottolineato dal Presidente, si deve porre come obiettivo non solo di vietare determinate pratiche ma di diffondere una cultura della sostenibilità a tutto tondo. Frutto di questa presa di coscienza è sicuramente la crescita della produzione di spumante biologico del 20%, segno che i produttori stanno recependo l’importanza etica e strategica della sostenibilità ambientale.

Al servizio del territorio e della bellezza: un’economia sostenibile che fa bene a tutti

«L’ambiente è la competizione del futuro», apre così il suo intervento l’Onorevole Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

L’economia e la sostenibilità sono strettamente correlati fra loro: il mercato si dimostra estremamente ricettivo nei confronti del tema della sostenibilità. Se è vero che la conversione alla green economy richiede degli investimenti importanti, è altrettanto vero che i benefici generati si inseriscono in un circolo virtuoso che genera valore. I prodotti biologici, infatti, si posizionano su una fascia di prezzo più alta, così come cresce il livello di qualità media percepita dal consumatore. Il binomio qualità e sostenibilità fa poi da apripista per la candidatura Unesco ancora in corso, un’opportunità di crescita economica e culturale nel rispetto del territorio e della sua bellezza.

Scenari per il futuro

Una storia di successi, ma con margini di miglioramento e aspetti critici. La partita del futuro per il Prosecco Docg si giocherà sul tema della sostenibilità ambientale principalmente, con un mercato sempre più attento negli acquisti che inizia a richiedere in etichetta indicazione come la Carbon Footprint.

Fondamentale per i prossimi anni sarà anche la capacità di narrazione del territorio, soprattutto in relazione alla candidatura Unesco di cui si parlava sopra, per promuovere non solo un prodotto ma un’esperienza di qualità e territorio.

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Nicole Bernardi

Atipica gourmet - Torinese DOC, al momento in Veneto per prosegure gli studi in Enologia e specializzarmi in marketing e comunicazione. Conservo, però, la mia indole sabauda e la passione per la cosiddetta “merenda sinoira”, un'elegante scusa per mangiare e bere fuori pasto senza sensi di colpa. Per raccontare, con semplicità e ironia, l’universo dell’enogastronomia con un amico ho aperto Lowine, un blog leggero in cui dispensiamo consigli semi-seri per neofiti del mondo enologico.

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Scritto il: lunedì, 4 dicembre 2017

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