Indrit Haraciu, la passione di un giovane pizzaiolo di Berberè Milano

La storia di Indrit Haraciu inizia da lontano, dai Balcani da cui ha ereditato educazione e approccio alla vita. Oltre al suo amore per l’arte bianca, colpisce la sua mente riflessiva, il suo saper bloccare normali “eccessi di entusiasmo giovanile” per ottimizzare le energie ai fini della propria crescita personale e della Pizzeria Berberè Milano dove lavora.

Berberè Milano, intervista al pizzaiolo Indrit Haraciu

Indrit Haraciu, pizzaiolo di Berberè Milano.

Destino, passione e un pizzico di sana follia. Tre battute per descrivere la storia di Indrit Haraciu: il destino che gli ha tirato l’assist per avvicinarsi al mondo della lievitazione, la passione scoperta, nel tempo, per la pizza, la follia che sempre aiuta gli audaci, specie se a raggiungere taluni risultati è un giovane di 23 anni originario dell’Albania.

Con la sua indole pacata, infatti, Indrit è riuscito a limare eventuali iniziali diffidenze, ad affermare progressivamente le abilità apprese grazie a teoria e pratica, individuando tempi e modalità secondo cui “crescere”. A colpire, dunque, non è solo il suo amore per l’arte bianca, ma la sua mente riflessiva, il suo saper bloccare normali “eccessi di entusiasmo giovanile” per ottimizzare le energie ai fini della propria crescita personale e della Pizzeria Berberè di Milano dove lavora.

La storia di Indrit Haraciu inizia davvero da lontano, dai Balcani da cui ha ereditato educazione e approccio alla vita, nonché quel peculiare modo di intendere l’enogastronomia e le connesse esperienze…Una vita intensa, giocoforza “compressa”, che lo ha portato a maturare molto rapidamente, senza perdere l’umiltà e il desiderio di migliorarsi. Ed è proprio grazie a queste inusuali doti, che Indrit riesce a regalare un’interpretazione di pizza in cui si avverte il ricordo della storia di famiglia, in cui è viva la sua passione, in cui si riconosce una mano tecnica mossa da umiltà e coraggio…ma soprattutto si percepisce il “caldo” sorriso di Indrit nel prendersi cura del suo “disco”.

Berberè Milano, intervista al pizzaiolo Indrit HaraciuIndrit, dove ti sei formato?
Ho frequentato l’Alberghiero a Castel San Pietro. Al termine degli studi, ho iniziato subito a lavorare per O’ Fiore Mio a Faenza, incuriosito dalla possibilità di conoscere un mondo ancora poco noto per me.

Chi è stato il tuo maestro?
Beniamino Bilali di certo mi ha formato in materia di impasti, lievitazioni, farine e mi ha fatto definitivamente appassionare a questo mondo.

E poi?
Sono sempre in continuo movimento, alla ricerca di nuovi stimoli, così quando in occasione di Pizza Chef Emergente (kermesse organizzata da Lorenza Vitali e Luigi Cremona) ho conosciuto altri colleghi, ho iniziato ad apprezzare l’importanza del continuo confronto. Ho conosciuto Matteo Aloe di Berberè a Milano e ho iniziato a interrogarmi sul mio prossimo futuro.

Come mai la decisione di lasciare O’ Fiore Mio?
Per confrontarmi con un altro modo di intendere la pizza, con altre teorie di lievitazioni, altri ingredienti…per me è fondamentale cercare, per fare esperienza e provare e maturare una mia mente critica. Adoro viaggiare, conoscere nuovi colleghi, nuovi stimoli, nuove metodologie.

Come mai la scintilla per il mondo della lievitazione?
Sono arrivato in Italia (Matera) all’età di tre anni, per questioni di lavoro della mia famiglia che ha sempre avuto il culto della lievitazione. In Albania, infatti, la cucina tipica è a base di lievitati di differente tipologia: pane, pizza ecc. E che dire…eccomi qui, dopo tanta farina respirata, ad aver scoperto, o meglio ri-trovato, il mio amore per la pizza.

Prossimi obiettivi?
Continuare a fare esperienza e, molto più in là, aprire una mia pizzeria all’estero, dove posso entrare in contatto con nuove culture e nuovi approcci a questo bellissimo mondo.

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Manuela Mancino

Il segugio scopritore. Quasi vent’anni di passione trascorsi tra territori e ricerca, tra curiosità e desiderio di conoscenza del mondo del food. Mi sono formata frequentando numerosi corsi di sommelier, tecnico di olio e olive da mensa, di birra, di salumi, di formaggi e di acqua, partecipando a manifestazioni, aggiornandomi e condividendo opinioni. Lasciarsi guidare da profumi e sapori, abbandonandosi alla propria passione e ricercando l’anima più profonda di ogni “frutto” degustato…questa la mia filosofia!

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Scritto il: mercoledì, 26 aprile 2017

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