Ciro Scamardella: «Ogni tanto si può essere profeti in patria».

È diventato popolare grazie a “Ciro a mammà” un programma su Gambero Rosso Channel in cui propone la cucina della mamma ma, il giovane chef di Bacoli, vanta un’esperienza lunga e al fianco di professionisti di altissimo livello.

Ciro Scamardella: Ciro a mammà e altre storie

Lo Chef Ciro Scamardella (Foto © Facebook)

Classe 1988, lo chef Ciro Scamardella vanta già una esperienza lunga e ricca di opportunità di spicco, che non è facile elencare in un solo articolo.

Dopo la scuola alberghiera, frequenta uno stage presso la Città del Gusto di Napoli, iniziando a fare il tutor nelle aule. In questo ambiente stimolante e frequentato da grandi professionisti, il giovane cuoco assorbe come una spugna e accresce le sue conoscenze. Proprio lì conosce lo chef Paolo Barrale e lo segue ai Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico (AV), dove lavora per più di un anno. Nel suo curriculum anche uno stage con Antonino Cannavacciuolo e una collaborazione a Capri con Gennaro Esposito.

Molto intensa è stata l’esperienza nella brigata dello chef Martin Berasategui, un’occasione impegnativa ma che ricorda con piacere. «Quasi per scherzo – racconta – insieme ad un amico, inviammo il curriculum a Martin Berasategui e lui rispose! Non riuscivamo a crederci, dopo tre mesi eravamo nella sua cucina. Il primo impatto con i grandi numeri e una brigata “oliata” per girare come un “ingranaggio perfetto” ha un che di rivelatore. Eravamo 55 persone per 35 coperti a pranzo e altrettanti la sera. È un’esperienza che ti fa capire se sei predisposto al sacrificio, se davvero ti piace questo lavoro». Dopo 7 mesi, arriva l’allettante proposta di spostarsi in Repubblica Dominicana, in uno dei ristoranti del gruppo.

Al rientro in Italia approda al Ristorante Il Pagliaccio di Roma, regno dello chef Anthony Genovese. Ci resta 9 mesi e poi si sposta al Ristorante Metamorfosi dell’altro stellato Roy Caceres. Dalla fine del 2016 Scamardella, è sous chef in una brigata di 9 elementi. Poco prima, a settembre, era arrivato il riconoscimento come Chef Emergente 2016 che gli conferisce una bella iniezione di fiducia.

Osservandolo nel programma Ciro a mammà, in onda su Gambero Rosso Channel, siamo stati affascinati dal suo modo di cucinare e siamo felici che abbia accettato l’invito a raccontarsi ai nostri microfoni con un’intervista di cui vi riportiamo anche l’audio. Prima di ascoltarlo e scoprire anche un’ottima ricetta che ci ha regalato, gli rivolgiamo qualche domanda.

Ci sono progetti per il futuro?
Forse farei la pazzia di tornare a Bacoli per aprire un mio locale. Non sarebbe facile, è una piccola realtà, ma per lavorare bene devo stare nella mia dimensione: ogni tanto si può essere profeti in patria.

Può parlarmi del suo programma Ciro a mammà, in onda su Gambero Rosso Channel?
E la cucina di mammà, quella rassicurante e generosa di sempre: parmigiana di melenzane, polpette al sugo, peperoni ‘mbuttunati, cozze ripiene, genovese di polpessa, pastiera napoletana e tanto altro. Ricette popolari riviste in chiave creativa, con intelligenza; Dio benedica la tradizione. Girando le cucine del mondo mi sono reso conto che, ovunque, non facciamo altro che riprendere cotture ancestrali. Le stiamo solo ripulendo per portarle nel mondo professionale. Ogni puntata (otto in tutto) prende spunto dal pranzo in famiglia: c’è il mio papà Antonio, mia sorella Alessia, con il suo fidanzato Danilo, e la mamma Regina.

Intervista a Ciro Scamardella: Ciro a mammà e altre storie

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Piero Cantore

Parola di chef. Sono nato a Santa Maria Capua Vetere (CE), ma vivo tra le splendide montagne della Sila a Camigliatello Silano (CS), dove lavoro presso la struttura di famiglia "Ristorante Donna Maria". Grazie al patrimonio alimentare di questa terra, realizzo piatti rigorosamente a chilometro 0. Sono assaggiatore di vini ONAV, sommelier della Scuola Europea Sommelier e assaggiatore di Salumi ONAS. Conduco il programma radiofonico "La cucina a modo mio" del circuito Italiastampa.

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Scritto il: giovedì, 27 luglio 2017

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