Gli Aristopiatti. Storia e ricette della cucina aristocratica italiana

Con Gli Aristopiatti, Lydia Capasso e Giovanna Esposito raccontano la storia della gastronomia di sei aree geografiche italiane attraverso i secoli, accompagnandola con aneddoti, curiosità e, ovviamente, ricette.

Gli-Aristopiatti-Lydia-Capasso-Giovanna-EspositoScoprire la storia, le tradizioni e gli aneddoti legati a molti piatti che mangiamo comunemente e che sono diventati patrimonio nazionale. Si tratta dell’obiettivo, perfettamente riuscito, di un libro delizioso che conquista già dal suo titolo: “Gli Aristopiatti”, scritto da Lydia Capasso e Giovanna Esposito per la Guido Tommasi Editore.

Come e dove sono nati i grissini, le Tagliatelle o la Bagna cauda? Quanti di noi sanno che nella corte piemontese dei Savoia, alla metà del 1800, venivano preparati i primi hamburger? Sempre alla stessa corte, nel 1848, veniva mescolata una bevanda con acqua, caramello, foglie di coca e noci di cola macerate. Cosa vi ricorda? Sembra incredibile ma la vera Coca Cola sarebbe stata brevettata solo nel 1886 dal farmacista di Atlanta, John Stith Pemberton.

Sono solo pochissimi esempi riportati nel libro e che testimoniano la ricchezza e il fascino della cucina italiana che le autrici, entrambe napoletane, trasformano nella protagonista di un romanzo. Gli Aristopiatti, infatti, ci accompagnano in un viaggio nel tempo interessante, suggestivo e mai noioso, prendendo spunto dalla gastronomia di 6 aree geografiche e tematiche: il Piemonte dei Savoia, la Serenissima con le sue eccellenze, il Triangolo Padano (Ferrara, Mantova e Parma), la cucina tosco-francese di Caterina dei Medici, le tavole dello Stato Pontificio e il viaggio nel sud borbonico. I protagonosti sono i piatti delle corti e dei Papati anche se, in realtà, l’iniziale confine tra questa cucina e quella contadina si sfuma e si confonde riferendo di tanti personaggi illustri che apprezzavano la creatività e la semplicità tipica dei piatti tipici delle classi meno abbienti.

Nonostante si intuisca la grande passione delle due autrici e anche il divertimento nello scavare nei meandri delle antiche cucine, Lydia Capasso e Giovanna Esposito hanno compiuto una seria e pregevole ricerca delle fonti, attingendo sia a notizie oggettive che a leggende e aneddoti più o meno credibili che rendono le oltre 208 pagine del libro molto avvincenti e stimolanti.

Non era semplice affrontare un progetto impegnativo e ambizioso abbinandolo alla leggerezza di un libro di ricette (il libro ne contiene 72) ma possiamo dire che Gli Aristopiatti hanno centrato il bersaglio e il tutto è arricchito dalle bellissime illustrazioni di Gianluca Biscalchin.

Stupisce che alcuni piatti storici siano rimasti immutati fino ai nostri giorni; altri, invece, hanno subito  adattamenti dovuti all’evolversi degli ingredienti nonchè ai cambiamenti nei metodi di cottura. In altri casi, infine, sono proprio le autrici che si concedono un “tradimento nei confronti delle ricette canoniche”, giocando un po’ con le materie prime e innovandole per renderle ripetibili e più fruibili rispetto al gusto moderno.

Si ha l’impressione che con Gli Aristopiatti la cucina dei nobili, delle corti e dei Papi venga approfondita sia dal lato delle tavolate, delle cerimonie e delle occasioni diplomatiche che mettendosi dietro le quinte e seguendo la personalità, la storia e l’estro dei cuochi e degli artefici materiali dei piatti che spesso si rivelano personaggi molto più interessanti e creativi dei padroni di casa.

L’ultima parte del libro è dedicata ai ricordi delle famiglie nobili ovviamente legate alla cucina ed è qui che si scoprono contaminazioni tra le cucine delle diverse classi sociali e come molti piatti aristocratici attingano alla semplicità a alla creatività della tradizione contadina.

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GLI ARISTOPIATTI – Storia e ricette della cucina aristocratica italiana
Autori: Lydia Capasso E Giovanna Esposito
Editore: Guido Tommasi Editore
Data di uscita: 28 maggio 2015
Pagine: 208 (formato 11,5 x 22 cm)
Lingua: Italiano
Prezzo di listino: € 14,00


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Enzo Radunanza

Il Cronista d’assaggio. Vivo a Bologna dal 1999 ma con "La Grassa" non è stato amore a prima vista. Abbiamo iniziato come amici e, lentamente, mi sono innamorato della sua cucina, dei prodotti tipici, della sua creatività mista ad anticonformismo. Ho una laurea in Economia aziendale, mi piace leggere, scoprire e raccontare storie, mondi e persone anche molto diverse da me. Appassionato di web marketing e comunicazione, scrivo di teatro, spettacolo, musica e tv anche se, attualmente, l'enogastronomia occupa gran parte del mio tempo libero.

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Scritto il: martedì, 9 febbraio 2016

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