Millenials ai fornelli. Giovani chef crescono

Generazione Y, generazione Millenials anche in cucina. In una città come Genova, dove l’età media è tra le più alte d’Europa, giovani chef si stanno facendo largo con proposte innovative e dedizione al lavoro. Strappano gli applausi e continuano a crescere. Valeva la pena di conoscerli meglio.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere.

L’enfant prodige è sicuramente Simone Vesuviano, chef della Trattoria dell’acciughetta, classe 1995. Preparato, serio, viene portato in palmo di mano da Giorgia Losi, autentico motore di questo locale, costola del centro storico genovese. Le sue vocazioni sono il pesce e la cucina del territorio, il suo manifesto, le cinque sfumature di acciughe che prevedono tortino, fonduta, cialda di riso, crudité e colatura di alici di Cetara.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Simone Vesuviano (a sn) e Matteo Badaracco (a ds).

Tra i giovani chef, Matteo Badaracco (1985) è forse quello che, al momento, detiene maggiori responsabilità. É diventato chef del Capo Santa Chiara, dopo che lo stellato Luca Collami ha abbandonato per trasferirsi a L’Armatore di Finale Ligure. Badaracco era già alle dipendenze della famiglia Vagliani, che gli aveva affidato la cucina dell’Oca Ubriaca, bistrot a Sestri Ponente aperto nei locali dell’ex Baldin, proprio dove Collami aveva raccolto le sue fortune maggiori. Quando c’è stato bisogno, Matteo è stato catapultato nella bella cucina a vista del locale, che si affaccia sulla spiaggia di Boccadasse. Lui ha rivoltato il menù e le sue acciughe marinate ai profumi del Ponente e il suo polpo croccante, mandorle e ceviche di pesca, vanno per la maggiore. Lo hanno premiato: adesso il ristorante si chiama Capo Santa Chiara – Chef Matteo Badaracco.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Chef Federico Basso, Ristorante Santamonica.

Nella squadra anni Ottanta, un grande spazio se lo è ritagliato Federico Basso, classe 1989, chef del Santamonica di corso Italia, promenade genovese per eccellenza. Molta esperienza all’estero, è stato voluto da Monica Capurro, proprietaria del locale, che se lo è portato a Genova da Venice dove Basso lavorava. La sua vocazione è il pesce e non potrebbe essere altrimenti, visto che il locale si affaccia sul mare. Dategli un crudo da trattare e lui farà miracoli.

Ancora anni Ottanta. Mattia Congia (1987) è deciso a far parlare di sé nel capoluogo ligure, dove è atteso per ottobre. Aprirà a Nervi, nel levante genovese, il suo Casa Maticrak. Sui social ha annunciato faville, ma il menù è ancora segreto. Il locale promette una grande attenzione ai vini e ci sarà un importante angolo cocktail, orientato alla molecolar mixology.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Mattia Congia, aprirà a Nervi il “Casa Maticrak”.

Davide Cannavino (1984) ha portato agli onori il suo La voglia matta di Voltri, nell’estremo ponente genovese. Adesso ha annunciato che si trasferirà e, come nel miglior romanzo giallo, è partita la caccia alla location che lo ospiterà. Solo elogi per lui, che è riuscito a far “digerire” sotto la Lanterna le sue acciughe fritte ripiene di pesto. Ha tranquillizzato chi lo accusava di “scaldare” la salsa genovese per eccellenza, visto che le frigge dopo averle congelate. Ha scomposto il condiggion e ha fritto per primo la trippa.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Davide Cannavino (La Voglia Matta, Voltri)

L’Ostaia de’ Banchi (Osteria di Piazza banchi) nel cuore del centro storico genovese, esiste dal 1528. Stefano Blé (1987) ed Emanuele Crimi (1989), per loro fortuna, hanno qualche anno in meno rispetto all’Osteria… Stefano è lo “chef”, Emanuele il “pastaio e pasticcere”. Insieme a Sergio Caniffi “l’oste”, portano avanti “l’ostaia” proponendo piatti della tradizione rivistati senza la fregola di stupire.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Stefano Blé (1987) ed Emanuele Crimi (1989).

Marco Visciola (1985) è lo chef del Marin al Porto Antico. In tempi recentissimi è stato coinvolto in una polemica per lui, forse, un po’ fastidiosa ma positiva. Un critico che va per la maggiore, ha stroncato la cucina genovese e ha scritto che Visciola è l’unico motivo valido per mangiare a Genova. Sta lavorando ad una rivisitazione di piatti liguri dimenticati ma, intanto, ha messo mano al tradizionale cappon magro, secondo le tecniche della fermentazione coreana. Non si è sottratto a misurarsi con dei tortelli ripieni al pesto ligure e ha proposto una finanziera di mare. Si dice che guardi alle “stelle”… Dalla sua cucina si vedono quelle del cielo genovese.

Genova: giovani chef in ascesa, da conoscere

Marco Visciola (1985) è lo chef del Marin al Porto Antico.

Print Friendly, PDF & Email
TAG:     , ,

Autore /


Marco Benvenuto

Zena a toua. Giornalista professionista e gastronomo critico di video web cucina: dalla forchetta “felice” e dalla scrittura “golosa”, metto in onda le parole della Liguria ma, purtroppo, non i suoi sapori. Appassionato di pesto al mortaio e finalista sconfitto ai campionati del mondo. Descrivo la Liguria del gusto nelle sue varie declinazioni sul blog Zena a toua (Genova a tavola), trattando di novità e tendenze.

© Riproduzione vietata
Scritto il: martedì, 10 ottobre 2017

Ti potrebbero interessare:

Alchemilla GAS | Gruppo di Acquisto Solidale a Bologna
“Su per terra”: una domenica gustosa a Monghidoro tra produttori, azdore e blogger
I discepoli di Escoffier campani incontrano il Santo Padre
Chef Andrea Golino: «Attraverso i piatti valorizzo la ricchezza gastronomica italiana»
A Triora il fungo fa festa