Buenos Aires, la cucina della Ciudad Divina

Concedetevi dieci giorni a Buenos Aires, la cucina, il vino, l’arte, il tango e molto altro, la rendono una delle città più vivaci e brillanti al mondo.

Visitare Buenos Aires, la cucina, il vino, l'arte

La Casa Rosada, sede del potere esecutivo dell’Argentina (Foto © Anna Beccaccini).

La capitale argentina è molto amata dai turisti per il gran fascino esercitato dall’effervescente e passionale popolazione – accogliente e autentica – e per lo straordinario fermento multiculturale al quale nessuno può resistere. A partire dalla cultura enogastronomica.

Qualcuno parlando di questa terra, ha coniato un’espressione illuminante, diventata luogo comune: gli argentini discendono dalle navi. Tante le culture, infatti, che hanno contribuito negli anni a rendere Buenos Aires una città straordinariamente viva e intensa: quella italiana (oltre la metà della popolazione argentina ha origini italiane), portoghese, inglese, tedesca, spagnola, giapponese, russa, ebrea, turca.

La lingua

La comprensione della lingua locale per i turisti non rappresenta un problema: il “castellano” (spagnolo un po’ semplificato) mescolato a molte parole italiane, è facilmente accessibile. Una divertente particolarità linguistica di Buenos Aires, consiste in un singolare modo di esprimersi: l’“hablar al vesre”, cioè invertendo le sillabe delle parole. Non so dirvi se i “porteños” (gente del porto) abbiano mutuato questa spassosa abitudine linguistica da un vezzo giovanile, studentesco e goliardico, oppure dall’influenza del gergo della piccola malavita locale o dalla mescolanza di tante lingue e dialetti dei numerosi immigrati. Probabilmente hanno influito tutti questi motivi.

Sta di fatto che gli argentini della capitale, ragazzini, adulti, negozianti, tassisti, e persino i media, fanno largo uso delle “palabras al vesre”. Per fare un esempio, il marito (= marido) diventa dorima; il gatto (gato) toga; il calore (calor) lorca.

I piatti tipici di Buenos Aires e dell’Argentina

L’Argentina e la sua capitale tenteranno il palato del viaggiatore, sorprendendolo con gli eccellenti sapori del patrimonio enogastronomico. Il piatto tipico è l’“asado”, un misto delizioso di varie parti di carne, bovine – soprattutto – ovine, suine e bianche.

La “parrilla” è la griglia su cui la carne è arrostita. Lo stesso termine – “parrilla” – definisce un ristorante specializzato nella cottura della carne alla brace e qui sentirete i camerieri proporvi bife de lomo, bife de chorizo o bife ancho: a voi la scelta!

Visitare Buenos Aires, la cucina, il vino

Bife de lomo, un tipico piatto argentino (Foto © Anna Beccaccini).

Il profumo dell’asado pervade costantemente le strade, i quartieri e la città. Giorno e notte. Potrete consumare a qualsiasi ora un sano, abbondante e gustoso piatto di carne, a prezzi onestissimi. Oltre alla carne, in Argentina potrete deliziarvi con ottimo pesce, verdure, dolci e pasta fresca di cultura italiana.

E cosa dire delle empanadas? Tipico cibo di strada del Sud America, consiste in gustosi fagottini di pasta cotti al forno, ripieni di carne speziata e/o prosciutto, formaggio e verdure varie, da divorare in grande quantità.

Visitare Buenos Aires, la cucina, il vino

Le empanadas argentine (Foto © Anna Beccaccini)

E il vino argentino?

Il vino merita un capitolo a parte. Negli ultimi anni, in Argentina si è sviluppata una grande attenzione per il vino di qualità. Molti piccoli produttori offrono vini di livello internazionale ed infatti questo Paese è tra i principali produttori di vino al mondo: pregevoli bianchi, come il Torrontes, e ottimi rossi, come il Malbec.

In quale stagione visitare Buenos Aires

È preferibile visitare la città in primavera o in autunno, per giovarsi del tempo mite e di cieli limpidi. Durante queste due stagioni i tanti parchi della città sono un’esplosione di colori fantastici. Da ricordare che le stagioni sono opposte, quando in Europa è inverno, a Buenos Aires trionfa l’estate.

Per conoscere e vivere la città al meglio, consiglio di girovagare liberamente per le avenidas (viali) e i bàrrios (quartieri), senza una meta precisa, col naso all’insù, a piedi o su uno degli oltre 50.000 taxi locali (a portata di tutte le tasche), fidandosi del proprio istinto e delle situazioni che costantemente attireranno la vostra attenzione. È fondamentale entrare in contatto con la gente del posto e lasciarsi coinvolgere dai loro sentimenti ed emozioni, ascoltando i racconti riguardanti le tradizioni della città o dell’intero paese.

Cosa visitare

Visitare Buenos Aires, la cucina, il vino

La Boca di Buenos Aires, il bàrrio (quartiere) degli immigrati italiani (Foto © Anna Beccaccini).

Gli amanti della cultura, potranno perdersi nei numerosi musei: il MALBA (Museo di Arte Latino-Americana), il Museo di Arte Moderna, il Museo dell’Immigrazione, il Museo del Cinema, il Museo Nazionale del Tango, il Museo di Evita Peròn, e il Museo Sudamericano Ernesto Che Guevara.

Da non dimenticare il Musèo de Humor Gràfico (satira e fumetti sono di altissimo livello in Argentina) e il tragico ma importante Museo della Memoria, situato nella Scuola dell’ESMA, uno dei più terribili centri di detenzione e tortura durante l’ultima sanguinaria dittatura (1976-1983).

Chi ama la recitazione non potrà stare lontano da Avenida Corrientes, l’elettrizzante strada dei teatri, sempre aperti, per tutti i gusti e frequentatissimi.

I quartieri eleganti, Recoleta e Palermo, dove troverete tutti gli hotel per turisti, sono a pochi isolati dal “microcentro”. La celebre strada pedonale Florida è popolata da decine di negozi eleganti, librerie, botteghe di articoli in pelle e artigianato, locali alla moda e artisti di strada.

il bàrrio degli immigrati italianiÈ di rigore una tappa a La Boca, il bàrrio degli immigrati italiani, sicuramente il più suggestivo di Buenos Aires, disseminato di localini tipici e originali, dalle avvincenti storie d’immigrazione, e da una combinazione inebriante di colori e profumi, vero balsamo per cuore e mente.
Pochi sanno che la scalata sociale del futuro miliardario greco Aristotile Onassis partì proprio da qui.

La meta del tango argentino

Buenos Aires è la meta di riferimento per gli amanti del Tango argentino, il ballo libero, sensuale, passionale e trasgressivo per eccellenza. Qui troverete tutto ciò che ha a che fare con il ballo che identifica l’Argentina: spettacoli, milongas, negozi specializzati in dischi, libri, strumenti musicali, abiti, scarpe e qualsiasi altra manifestazione del Tango. I tanti quartieri, da Florida a La Boca fino allo storico e affascinante San Telmo, pullulano di cantanti e ballerini pronti a esibirsi, in ogni momento della giornata.

Per maggiori informazioni: www.mastroviaggiatore.it (Torino, Piazza Statuto, 10 – Telefono: 011 536 1930).

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Anna Beccaccini

Pasarla Bien - Giornalista nata nel Salento, dopo la maturità, mi sono trasferita al nord alla ricerca di esperienze che stimolassero la mia crescita intellettuale. Ho vissuto a Milano, Bologna e Torino dove mi sono stabilita per 30 anni. Ho studiato Economia aziendale, approfondito lo studio della lingua francese, una delle mie grandi passioni. Complice il grande amore per i vini di qualità, scrivo di cultura enogastronomica, di libri e cinema per varie riviste specializzate. Ho praticato danza afro per 15 anni, poi tango argentino, e da due anni, lo yoga che mi ha svelato nuovi orizzonti fino a convincermi a mollare tutto per trasferirmi ad Imperia dove posso godere della vista e dell'ascolto del mare, direttamente dalla finestra del mio studio.

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Scritto il: giovedì, 20 aprile 2017

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