La sbrisolona, tanti nomi e una rivisitazione

È un dolce tipico della tradizione mantovana ma nel tempo, al pari di tante altre ricette, ha assunto differenti nomi a seconda delle zone geografiche d’Italia in cui viene preparata.

Sbrisolona rivisitata: caffè, Nutella e mascarpone

Sbrisolona in Lobradia o fregolotta in Veneto (Foto © GdG).

Diversi nomi ma un’unica semplice e dolce delizia. Che venga chiamata sbrisolona in Lombardia o fregolotta, in Veneto, il nome riconduce alla sua caratteristica di avere una consistenza dura ma particolarmente friabile che la rende incline a sbriciolarsi facilmente quasi come un biscotto.

Non a caso, tutte le sue denominazioni derivano dal termine dialettale di briciola (brisa in mantovano e fregola in Veneto) ed infatti una volta terminata la sua preparazione, il suo aspetto sembra rosicchiato e sgretolato.

Sia la tradizione mantovana che quella veneta vogliono che sia servita “rompendola” con un pugno ben assestato al centro della torta, in modo da creare pezzi grossolani da poter mangiare direttamente con le mani, magari accompagnati da un buon vino passito o della grappa.

Classica ricetta della sbrisolona o fregolotta

In passato la ricetta originale prevedeva l’uso di farina gialla, zucchero e farina bianca, in quantità uguali tanto da chiamarsi anche “dolce delle tre tazze”. Di seguito riportiamo la ricetta classica.

Ingredienti

  • 100 grammi di farina 00
  • 100 grammi di farina di mais
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 100 grammi di zucchero
  • 50 grammi di mandorle con la buccia
  • 100 grammi di burro ammorbidito (non sciolto)

Preparazione

In una ciotola unite la farina, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente e mescolate unendo, infine, le mandorle tritate molto grossolanamente.

Con le dita, iniziate ad amalgamare tutti gli ingredienti come per fare un crumble. Dovrebbe risultare un composto sbriciolabile e non compatto.

Rivestite il fondo di una tortiera con la carta forno, versateci il composto e schiacciatelo bene con le dita mantenendo il bordo intorno leggermente più spesso.

Infornate per 45 minuti a 150° fino a che il colore non diventi ambrato ma non troppo scuro.

Sbrisolona rivisitata: caffè, Nutella e mascarpone

Un primo piano della Sbrisolona classica (Foto © GdG).

Sbrisolona rivisitata: caffè, Nutella e mascarpone

Un’interessante rivisitazione può essere quella di trasformare la sbrisolona in una preparazione ancora più ricca e golosa, da poter tagliare con un coltello come le più classiche torte. Questa versione nasce da una mia personale rivisitazione di una ricetta che, nonostante abbia centinaia di anni, viene modernizzata e arricchita con l’aggiunta di tre semplicissimi ingredienti come il caffè, la Nutella e il mascarpone.

Dopo aver cotto la sbrisolona, lasciatela raffreddare. A questo punto, inumidite leggermente la superficie con un caffè ben preparato, adoperando uno spruzzino e facendo attenzione che la torta non risulti inzuppata. Il caffè penetrerà gradualemente nel composto e si diffonderà anche all’interno.

Finito questo procedimento, con una frusta, miscelare la Nutella e il mascarpone. Indicativamente, si possono usare quattro cucchiai colmi di mascarpone e tre di nutella ma le dosi dipendono dai gusti personali: più mascarpone si aggiungerà, più la torta sarà “delicata” e meno dolce.

Una volta che il composto arriva ad avere una consistenza molto morbida, si ricopre la superficie della torta fino a creare un leggero strato di crema. Il tutto va lasciato riposare in frigorifero per mezz’ora circa. La consistenza perfetta si otterrà quando sarà possibile tagliare la sbrisolona a fette senza che risulti troppo dura o si spappoli ovvero quando il caffè avrà inumidito la pasta ma mantenendo la sua fragranza.

Se la sbrisolona o fregolotta sono tipici dolci della tradizione, la versione rivisitata può essere tranquillamente chiamata torta, nel vero senso del termine, adatta a qualsiasi stagione e sopratutto come calorico anti depressivo.

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Stefano Zulian

Fashion Gourmand - Imprenditore, fashion e lifestyle blogger, creativo e gran sognatore, cresciuto a pane, burro e zucchero per merenda. Ho sempre considerato il cibo uno dei piaceri della vita; mangio di tutto e tutto mi piace, non capisco le persone che all’estero scelgono pizza o pastasciutta invece di provare i piatti tipici. Il cibo non è solo un nutrimento per il corpo ma anche per l’anima, deve emozionare non solo a livello di gusto e di olfatto ma, da esteta quale sono, anche a livello visivo.

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Scritto il: venerdì, 30 giugno 2017

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