Cantina Vino Libero, Albenga: magico connubio tra cucina, vino e ospitalità

In uno degli scorci più incantevoli di Albenga, nel rione San Siro, la Cantina Vino Libero è un piccolo ristorante gestito da Giovanna Casanova. L’ho provato e promosso a pieni voti.

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Cantina Vino Libero, Albenga (SV).

Albenga è un borgo medievale in provincia di Savona, le cui antiche origini si scorgono dalla cinta muraria e dalle numerose torri nonché dalle testimonianze architettoniche di epoca romana. Il nucleo antico della cittadina si caratterizza per suggestivi tetti rossi e occupa la parte estrema della piana formata dal fiume Centa. A poche centinaia di metri da questa ambientazione fiabesca, si contrappone il litorale marittimo con tanti stabilimenti e locali moderni che prendono vita fin dalle prime ore del mattino.

Ma è proprio nel centro storico, e precisamente nel rione San Siro, che ho scoperto un piccolo ristorante che mi ha praticamente conquistato e non solo per la qualità dell’offerta enogastronomica. Sto parlando della Cantina Vino Libero di Giovanna Casanova, situata in via Medaglie d’Oro n. 53 (angolo via Cavour), un posto che rappresenta la realizzazione di un sogno per la sua titolare e che ha tutte le carte in regola per far sognare anche i clienti che hanno la fortuna di sedersi ai tavoli di legno, ottenuti da materiali di recupero sapientemente assemblati.

Il nome deriva dall’adesione al progetto avviato da Eataly, il gruppo fondato da Oscar Farinetti che ha fatto della qualità, della genuinità e dell’eccellenza enogastronomica italiana il segreto del proprio successo nel mondo. Infatti tutto quello che si può mangiare e bere alla Cantina Vino Libero è frutto di una rigorosa selezione di materie prime coltivate biologicamente, senza concimi di sintesi e senza diserbanti. L’immagine di una coccinella su una parete ricorda che “Dove vivono le coccinelle la terra è pulita“.

Prodotti tipici della Liguria, tanti presidi Slow Food, birre artigianali, vini Fontanafredda e della cantina di Eataly che, abbinati alla classe e alla maestria in cucina di Giò, danno vita a menù sorprendenti. ”.

Cantina Vino Libero, non solo buon cibo

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ALcuni dettagli della Cantina da Giò.

Ma iniziamo dal locale, incastonato in un antico edificio che è uno scrigno di storia, fascino, creatività ed elementi naturali. Pavimento in legno, soffitti bassi e pareti in pietra originale, scaffali e mensole costruiti con veri tronchi ben levigati che hanno ancora il profumo del legno, tante candele e un rilassante sottofondo musicale sempre presente. I tavoli, creati con assi di recupero collocate su strutture di ferro, si possono incastrare per ottenere più sedute o restare singoli per una romantica cena a lume di candela.

Gran parte dell’arredamento è stato pensato e fatto realizzare da Massimiliano Grasso, talentuoso interior design e figlio di Giovanna Casanova, che ha proseguito la gestione di un negozio di arredamento ad Albenga che lei ha gestito per circa quarant’anni prima di realizzare il sogno di cucinare per gli altri.

All’esterno del locale, in una silenziosa stradina medievale, ci sono altri tavoli dove la sera è piacevole fermarsi a mangiare o bere un bicchiere di vino in compagnia. Alcuni di questi tavoli vengono definiti “conviviali” perché ci potrebbe essere proposto di unirci ad altri commensali di qualsiasi nazionalità per condividere due dei più grandi piaceri della vita: il buon cibo e il buon vino.

L’esperienza a tavola

Il menù della Cantina Vino Libero è improntato alle tipicità della cucina ligure con sapori esaltati dalla freschezza degli ingredienti e dalla cura con cui i piatti vengono preparati al momento, senza che questo determini un rallentamento del servizio, se non nei tempi richiesti.

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Alcune portate della Cantina Vino Libero.

Pari attenzione viene data ai carnivori e ai vegetariani, con un menu in grado di accontentare tutti. Ad alcuni piatti quasi sempre presenti, ogni giorno se ne aggiungono altri detatti dalla stagionalità e dalla disponibilità delle materie prime.

Ho cenato tre volte in questo ristorante e ho avuto modo di provare tante cose e niente mi ha deluso forse perchè si tratta di una cucina semplice e tradizionale che strizza l’occhio alla modernità soprattutto nell’impiattamento e nelle decorazioni.

Da provare assolutamente la Panissa, un antico piatto povero della cucina ligure ottenuto da farina di ceci e acqua, senza olio di oliva. Mi è stata servita tagliata a fette, fritta e accompagnata da salumi e, in un’altra occasione, da Gorgonzola. Gustosa e croccante è quasi impossibile fermarsi quando si inizia a sgranocchiarla.

Molto buoni gli gnocchi al pesto con patate e fagiolini. Il vero pesto ligure, si sa, è rinomato per la delicatezza e aromaticità ma l’impasto degli gnocchi, morbido e vellutato, rende il piatto un mix di sensualità e sapori casalinghi.

Le crespelle di Giovanna hanno una farcitura sempre diversa. Le ho provate con una crema di trombette di Albenga, delle particolari zucche dalla forma affusolata e bizzarra, ricche di potassio, fosforo, poco caloriche, molto digeribili ma soprattutto buonissime. L’impasto della crespella aveva la giusta consistenza, senza risultare troppo molle, in equilibrio con la delicatezza della farcitura e con la salsa a base di formaggio.

Sempre in tema di pasta, ottimi sono anche i ravioli ripieni (con la sfoglia tirata a mano) conditi con burro, salvia e Parmigiano oppure con sugo di carne o pesto.

Le proposte di carne spaziano dalla tagliata all’aceto balsamico, servita su un piatto ben caldo e adagiata su un letto di verdure fresche, o la tartare accompagnata da un contorno di pere, noci e pomodorini, un piatto fresco e adeguato alle serate estive. La carne fresca conferisce consistenza al piatto mentre le note di agrume rinfrescano il palato; la croccantezza delle noci sorprende e porta quel tocco finale che conquista. Consiglio di provare questa tartarre con un calice ben freddo di “Esordio Extradry” di Fontanafredda, uno spumante dalla spuma fine e persistente con note di agrumi, salvia e frutta tropicale.

Nelle specialità della cucina della Liguria rientra anche un piatto di pesce che ho voluto provare: il brandacujùn, uno stoccafisso che viene pestato (ma non spappolato), mescolato con patate e insaporito con prezzemolo, olio extravergine di oliva taggiasca, succo di limone e sale. Qui ho riscontrato uno strano contrasto tra l’intensità del profumo di pesce e il sapore che non è assolutamente sgradevole ma avvolgente e corposo.

Valida la proposta di dolci. Anche in questi, la Cantina Vino Libero è una continua scoperta perché ogni sera si possono trovare delle novità. Gli amanti della tradizione saranno appagati dalla caprese al cioccolato, dalle frolle con crema pasticcera e frutta, dalle sfogliatine con crema oppure alla mela, dalla panna cotta con caramello.

Cantina-da-Giò-AlbengaUna preparazione davvero sorprendente è la panna cotta alla lavanda che viene usata sia come essenza nel composto che per decorare il piatto.

Nella serata a tema dedicata al Gorgonzola e alle Trombette di Albenga ci è stata servita un’autentica meraviglia: degli “spiedini creati con acini di Gorgonzola avvolti in fonduta di cioccolato fondente e frutta fresca”. Impossibile descrivere il trionfo di gusto e di contrasti in questa sorta di cioccolatini con il cuore sapido e strutturato del Gorgonzola e il vestito amaro e ricco di sensualità, abbinato alla freschezza della frutta.

Ma la vera anima della Cantina Vino Libero è Giovanna Casanova che rivela molto dei suoi piatti, sfaccettati e sorprendenti. Gentile, materna, competente e accogliente Giò è, nello stesso tempo, riservata e discreta. Conquista il suo modo di presentare i piatti perché, più che le parole, parlano i suoi occhi vispi che brillano rivelando una passione incontenibile per questo lavoro che fa sentire gli ospiti immediatamente in un luogo familiare.

Anche nelle serate di maggiore frequentazione, si sposta dai fornelli ai tavoli con disinvoltura e immensa pazienza. Tenere conto che Albenga è una località turistica e quindi in estate ci potrebbe essere un po’ di affollamento anche nel ristorante (che non è grandissimo) e non si può pretendere che, con una cucina artigianale, il piatto arrivi in pochi minuti. In realtà la clientela sembrava molto tranquilla al punto che, anche dopo aver consumato la cena, restava al tavolo a chiacchierare bevendo del vino e della grappa offerta da Giovanna, quasi come per ritardare il momento del congedo.

I prezzi non sono da fast food ma assolutamente non alti e perfettamente in linea con la qualità dei piatti serviti e all’esperienza vissuta che è molto di più di una cena fuori casa.

Questa è stata la mia esperienza in questo ristorante di Albenga dove tornerò sicuramente perché so che troverò ulteriori sorprese.


CANTINA VINO LIBERO – CANTINA DA GIÓ
Indirizzo: Albenga (SV), VIA cAVOUR, 2 angolo via Medaglie d’oro
Aperto: tutte le sere, tranne il martedì
Telefono: +39 0182.559253
Facebook: Cantina vino libero Albenga


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Autore /


Enzo Radunanza

Il Cronista d’assaggio. Dalla Campania si è stabilito a Bologna per lavoro, ormai da tanti anni. Laureato in Economia aziendale, è esperto di web marketing e comunicazione, è copywriter e scrive di enogastronomia, teatro, musica, spettacolo e tv. Sta frequentando il primo livello del Corso di sommelier, presso l’AIS di Bologna (Associazione Italiana Sommelier).

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Scritto il: sabato, 9 luglio 2016

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