Alimentazione e Diete

Chips di patate: come si ottengono e perché andrebbero limitate

Rappresentano uno snack sicuramente sfizioso e appetibile ma le patatine in busta sono anche molto trattate, ricche di acidi grassi e poco nutrienti

Chips di patate o patatine in busta
Le popolari chips di patate industriali (Foto © Canva).

Le classiche “patatine in busta” sono spesso consumate come snack veloce, soprattutto dai più giovani, e non mancano mai alle feste, sulle tavole degli aperitivi e nei distributori automatici presenti nelle scuole e nei luoghi di lavoro.

Finchè si tratta di momenti conviviali sporadici, è un “peccato di gola” tollerabile ma il problema sorge, come in tutte le cose, quando si abusa di alimenti di questo tipo, molto trattati e poco nutrienti. Di seguito spiegheremo come si ottengono le chips di patate e perché andrebbero limitate.

Tra i principali punti di forza dell’industria delle chips ci sono la disponibilità di diverse varietà di patate, l’adozione intensiva delle ultime tendenze e pratiche del settore da parte degli agricoltori e una domanda di mercato molto incoraggiante.

Come si producono le chips di patate

Il metodo di lavorazione per ottenere le patate in busta è molto laborioso ed è per questa ragione che sono necessari trattamenti intensi per arrivare al prodotto confezionato. Di seguito, si riassumono le principali fasi di produzione:

  1. le patate vengono posizionate in contenitori che consentono di eseguire un controllo preliminare su quelle che potranno essere trattate
  2. si passa alla refrigerazione a una temperatura di 8° C delle patate non immediatamente utilizzate
  3. dopo un primo lavaggio, si esegue una pelatura meccanica e si eliminano i materiali di scarto
  4. un trattamento con centrifuga, elimina l’amido libero
  5. le patate vengono scottate a 80°C e poi fritte
  6. si procede, quindi, alla salatura ed esaltazione di sapidità, con eventuale aggiunta di aromi
  7. l’ultima fase è il confezionamento.
processo produttivo e aromi delle Chips di patate
Le patatine industriali sono ottenute da un processo che le priva delle loro virtù (Foto © Canva). 

Cosa resta delle proprietà nutrizionali?

Da quanto descritto, si intuisce che un processo di lavorazione così aggressivo determina la minimizzare e la variazione dei macronutrienti e micronutrienti di un alimento che, per sua natura, rientra tra i principali gruppi alimentari. La patata, infatti, è un tubero prezioso, ricco di amido e quindi fonte di carboidrati complessi e vitamina C.

La tecnica di produzione delle chips, così come la frittura, porta a un incremento dell’apporto energetico in termini calorici, a un aumento degli acidi grassi saturi e alla riduzione drastiche di vitamina C e sali minerali contenenti nel prodotto non lavorato.

L’ulteriore effetto di una modalità di cottura di questo tipo, induce anche ad un incremento della produzione dei ROS, ovvero i radicali liberi dell’ossigeno, responsabili di patologie infiammatorie. Queste ultime sono ulteriormente marcate se al prodotto vengono aggiunti aromi, additivi, sale e grassi per aumentare la palatabilità.

Conclusioni

In conclusione si può affermare che nella quotidianità è sempre bene prediligere alimenti che siano prima di tutto nutrienti, in modo che vengano garantiti i giusti macro e micronutrienti.

Il nostro consiglio è di limitare, quindi, le patatine confezionate o fritte e prediligere cotture meno drastiche e preparazioni semplici come le patate al forno, al cartoccio o al vapore.

Patate al cartoccio al posto delle chips industriali
Patate al cartoccio fatte in casa: buone e salutari (Foto © Francesca Trasimeno).
© Riproduzione vietata

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Francesca Trasimeno

Francesca Trasimeno

Laureata alla triennale di Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Torino, mi sono specializzata in Biotecnologie Alimentari all’Università degli Studi di Milano La Statale. In seguito, ho conseguito il corso post laurea di "Nutrizione di Base, avanzata e sportiva" e iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Docente SIFA, amo l’alimentazione sana, il fitness e lo sport, mi alleno per il mio benessere psicofisico e corro per meditazione.

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