Alimentazione e Diete

Difese immunitarie: quanto conta l’alimentazione?

Non esistono singoli alimenti in grado di rafforzare il nostro organismo ma è importante curare lo stato nutrizionale nella sua totalità. Ecco qualche consiglio utile

Difese immunitarie: quanto conta l'alimentazione
Difese immunitarie: quanto conta l’alimentazione.

Durante l’inverno l’organismo diventa più vulnerabile, soprattutto nei soggetti che non hanno uno stile di vita attivo e che non si nutrono in maniera adeguata. Sotto quest’ultimo profilo, variare gli alimenti e introdurre le giuste quantità, permette di assumere tutte le vitamine e i minerali utili a regolare la risposta immunitaria

Cos’è il sistema immunitario

Il sistema immunitario è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari che lavorano insieme per difendere l’organismo da agenti chimici, traumatici o infettivi. Le nostre difese immunitarie, infatti, sono sempre pronte a intervenire per mantenere sano l’organismo, attuando due tipologie di difesa: innata e adattativa.

Immunità naturale e adattiva

La difesa innata o immunità naturale comprende barriere fisiche, chimiche e biologiche che intervengono come prima linea di difesa; pone l’organismo in allarme e sollecita l’immunità specifica. È presente fin dalla nascita e include le barriere di superficie (pelle, secrezioni come la saliva o il sudore) e cellule specifiche che mediano la risposta infiammatoria.

L’immunità adattativa interviene in un secondo momento rispetto a quella innata; consiste in una risposta potente e specifica contro un determinato agente estraneo.

Cos'è il sistema immunitario
Il sistema immunitario difende l’organismo da agenti chimici, traumatici o infettivi. 

Difese immunitarie: quanto conta il supporto dell’alimentazione

Non esistono singoli alimenti in grado di rafforzare le difese immunitarie ma è importante curare lo stato nutrizionale nella sua totalità. Ecco come:

  1. Consumare alimenti freschi e non industriali, senza residui di antibiotici o fitofarmaci, e prodotti animali che provengano da allevamenti non intensivi
  2. Evitare di avere una dieta ricca di grassi e zuccheri che aumenterebbe lo stato infiammatorio del soggetto. Aumentare il consumo di frutta e verdura, legumi e cereali integrali favorisce la salute dei batteri intestinali, implicati nello sviluppo del sistema immunitario e nella sua regolazione
  3. Consumare alimenti ricchi di vitamina C, D e A che partecipano attivamente nella risposta immunitaria. I cinque alimenti più ricchi di vitamina C sono i peperoni, i kiwi, la rucola, le clementine e le fragole. La vitamina D è contenuta maggiormente in alcuni pesci, quali aringa, spigola, alici, sgombro, nei funghi e nelle uova. La vitamina A, infine, si trova soprattutto in carote, patate dolci, zucca, albicocche e cicoria
  4. Assumere alimenti ricchi di selenio e zinco, quali il pesce (polpo, alici, orata, calamari), verdure (asparagi e fave) e frutta secca (anacardi, noci e pinoli)
  5. Consumare la papaya fermentata per tutto il periodo invernale, per il suo effetto anti-infiammatorio e di modulazione della risposta immunitaria.

Eccesso di peso corporeo e sistema immunitario

È importante prevenire tutte quelle condizioni metaboliche che aumentano il rischio di contrarre patologie e che ne amplificano la gravità, quali l’obesità, il diabete, la sindrome metabolica, ipertensione.

Il grasso corporeo non svolge solo funzioni di deposito, ma si tratta di un tessuto metabolicamente attivo che produce molecole che promuovono uno stato infiammatorio nell’organismo. L’eccesso di grasso nei soggetti obesi può provocare un malfunzionamento del sistema immunitario, che risponde in maniera meno efficace agli agenti patogeni.

Difese immunitarie e obesità
L’obesità può provocare un malfunzionamento del sistema immunitario.

Una dieta varia e uno stile di vita attivo aiutano a mantenersi normopeso, condizione essenziale per godere di un buono stato di salute e di una migliore risposta immunitaria.

Integrazione dei nutrienti

L’integrazione di qualsiasi nutriente dev’essere fatta solo in presenza di un’effettiva carenza o di particolari patologie, e va sempre consigliata da un professionista (medico, nutrizionista o dietista).

È molto comune, soprattutto nel periodo invernale, assumere quantità superiori a quelle necessarie di integratori di vitamine (classici multivitaminici), con la convinzione di prevenire lo stato influenzale. Ciò è assolutamente sbagliato; la vitamina C, ad esempio, se assunta in eccesso viene eliminata con le urine e può dare effetti collaterali quali distensione addominale, diarrea e flatulenza.

Inoltre, dagli studi emerge che l’effetto dei nutrienti è più marcato se assunti attraverso gli alimenti, rispetto agli integratori. Questo presuppone che sia fondamentale l’interazione tra i vari nutrienti assunti con la dieta, piuttosto che i singoli componenti.

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Valentina Lopez

Biologa nutrizionista di Torino, iscritta all'Ordine Nazionale dei Biologi. La mia professione rappresenta una scelta di vita e una grande passione da sempre. Credo che la piena conoscenza del cibo che si porta in tavola sia il primo passo per vivere in salute, ed è questo che cerco di trasmettere tutti i giorni.

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