Aziende Basilicata

Brigante Lucano, intervista a Giuseppe Avigliano

A Vaglio Basilicata (PZ), una piccola realtà familiare si dedica con passione all’allevamento del Suino Nero Lucano, razza autoctona salvata dall’estinzione da alcune piccole e virtuose imprese locali

Brigante Lucano: allevamento Suino Nero Lucano
Maialini di Nero Lucano al pascolo (Foto © Brigante Lucano). 

Tutto si evolve: vite, professioni e abitudini cambiano, eppure certe realtà restano cristallizzate nel tempo pur vivendo nella contemporaneità.

Questo è stato il nostro pensiero all’ingresso nell’azienda “Brigante Lucano”, piccola realtà agricola situata a Vaglio Basilicata (PZ). Qui, proprio sui monti lucani, Giuseppe Avigliano e la sua famiglia allevano il Suino Nero Lucano.

Suino Nero Lucano: una tradizione che rischiava di perdersi

Il Nero Lucano, razza autoctona del ceppo apulo-calabrese di taglia medio-piccola, era uno di quegli animali destinati a scomparire ma alcune piccole aziende hanno raccolto l’eredità di questo territorio e tramandano tradizioni alimentari, riti e movimenti che altrimenti andrebbero perduti.

Anche se agricoltura e zootecnica da anni si avvalgono di macchine che ottimizzano il lavoro, voler fare allevamento allo stato semibrado e lavorare artigianalmente le carni vuol dire essere più vicini agli anni ’70 che ai tempi attuali.

Giuseppe ci ha parlato di levatacce e di giornate senza orari, di desideri e di dubbi, di ambizioni e sacrifici. Questi ultimi, l’hanno portato a trasferirsi per un lungo periodo in Australia per lavorare nelle miniere a cielo aperto, allo scopo di guadagnare un po’ di soldi da investire nell’attività di famiglia.

Sembra proprio di essere saliti sulla macchina del tempo e ascoltare una storia del passato, non trovate?

Azienda Brigante Lucano
Un momento del lavoro di Giuseppe Avigliano (Foto © Brigante Lucano). 

Intervista a Giuseppe Avigliano dell’azienda Brigante Lucano

Giuseppe, ci parli della tua azienda?

«Io e mio fratello Antonio, con l’aiuto di nostro padre, abbiamo creduto nel fare impesa al Sud convertendo le nostre terre in allevamenti allo stato semibrado di suino Nero Lucano. Da sempre, la mia famiglia ha allevato questi maialini ricavandone carni e salumi per uso familiare, quindi siamo partiti da qualcosa che conoscevamo già».

Molti pensano che le pregiate carni di questi maialini vengano poi “allungate” con carni di maiali comuni. Come rispondiamo a questa obiezione?

«Allevare in purezza non è semplice perché c’è molta più lentezza e comporta spese maggiori. Noi siamo un allevamento piccolo per filosofia aziendale: abbiamo solo 50 capi di suino Nero Lucano. Gestiamo tutto noi, dall’allevamento alla trasformazione, ricreando la lavorazione domestica su scala più ampia ma con le stesse accortezze. Cerchiamo di chiudere tutta la filiera anche usando aromi naturali locali come il Peperone di Senise. Teniamo molto alla purezza della razza, per cui scegliamo un numero di capi destinati alla riproduzione, mentre gli altri li castriamo per evitare la consanguineità o l’accoppiamento con i cinghiali. I maialini dopo i primi 60 giorni in stalla vengono lasciati al pascolo semibrado e integriamo la loro dieta solo con alcuni cereali e farine selezionate. Alla fine sono i nostri prodotti a parlare per noi».

Raccontaci qualcosa di più sui prodotti “Brigante Lucano”

«Vendiamo sia le carni fresche che trasformate. I salumi vanno dalla tipica soppressata del Sud al tradizionale “Pezzente”, uno dei nostri pezzi forti, e poi la pancetta tesa o arrotolata, la salsiccia dolce o piccante, e ancora un altro nostro pezzo forte, il filetto lardellato. Con molto orgoglio abbiamo realizzato anche il prosciutto e il culatello: in genere ne abbiamo solo una trentina di pezzi che sono sempre prenotati in anticipo e ne siamo orgogliosi. Non siamo una realtà industriale e non vogliamo esserlo: ci interessa far conoscere il territorio lucano a cui siamo legati e soprattutto non doverlo abbandonare.

Soppressata (Foto © Brigante Lucano).
Taglio del prosciutto (Foto © Brigante Lucano).
Capocollo (Foto © Brigante Lucano).

È bello avvertire il grande amore per la Vostra terra

Si, fra i nostri obiettivi c’è anche quello di dare valore alle imprese del Sud, per questo abbiamo scelto il sale integrale di Trapani per salare i nostri prodotti. Inoltre, abbiamo lanciato l’iniziativa “Adotta un maialino”: i privati pagano in anticipo un maiale intero e noi ci occupiamo di crescerlo al meglio e loro possono scegliere quante carne fresca o trasformata ricevere direttamente a casa».

Quanto influisce il tuo lavoro sulla tua vita?

«Direi molto. Alle cinque del mattino sono già in piedi e se c’è maltempo sai che sarà una giornata più difficile del solito. Il fatto è che in questo lavoro possono esserci ogni giorno vari contrattempi da gestire, quindi non sai mai quando torni a casa. Però ci sono momenti unici, come quando vado in cantina a controllare la stagionatura o quando in famiglia ci rilassiamo sotto il pergolato aprendo una bottiglia di vino con un bel tagliere di affettati».

Il locale di stagionatura dei salumi (Foto © Brigante Lucano).

Con queste rinunce e questi ritmi ne vale la pena sul piano economico?

«Stiamo ampliando l’azienda agricola puntando su un’altra espressione del territorio: il vino. In questo periodo stiamo dedicandoci ai vigneti, concentrandoci su vitigni autoctoni come l’Aglianico e il Colatammurro, una denominazione lucana antica: l’obiettivo è creare una bollicina rosè. Il nostro sogno è mettere la nostra etichetta sulla classica merenda del contadino, un tagliere di salumi accompagnato da un calice di vino».

L’ultimo anno è stato difficile per l’economia, voi come lo avete passato?

«È stato un anno molto difficile perché il nostro mercato si rivolge soprattutto alla ristorazione, che è stata ferma per mesi. Poi ci siamo organizzati e abbiamo creato il nostro e-commerce per raggiungere i privati e soprattutto il passaparola ci ha aiutati. Adesso siamo ancora nella scia della pandemia, non sono cose che passano subito ma da queste parti siamo abituati ad affrontare le avversità».

Brigante Lucano
Contrada Cannitelli, 19, Vaglio Basilicata (PZ)
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Manuela Di Luccio

Da sempre appassionata di cucina e scrittura, dal 2011 ho provato a coniugarle con un blog. Dopo tanti corsi e aver gestito un bistrot, ho scelto definitivamente la penna come ferro del mestiere. Oggi sono giornalista e scrivo di ristorazione e viaggi, oltre a curare la comunicazione di alcuni ristoranti. Mi piace raccontare le persone attraverso il loro lavoro e i luoghi che mi hanno impresso qualcosa di bello.

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