Aziende Veneto

Citres, il successo di una storia imprenditoriale Made in Italy

L’azienda veronese nata nel 1958 si è via via trasformata in una realtà imprenditoriale di tutto rispetto con un fatturato da 27 milioni di euro ed una presenza in una trentina di Paesi 

Citres Verona: sottoli e sottaceti di un'azienda di successo
Il management di Citres. Da sx: Mariangela Bellè, Liliana Ferrarini, Davide Compri, Lorena Compri e Andrea Bellè (Foto © Tiziano Argazzi).

Citres è un’azienda conserviera che dal 1958, anno di nascita, a oggi si è via via trasformata da piccola bottega artigiana in una realtà imprenditoriale tra le prime dieci in Italia. Con una produzione annua di 20 milioni di pezzi, 60 dipendenti a tempo pieno e indeterminato, nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 27 milioni di euro, contro i 24,5 del 2020.

Citres a Verona: una crescita costante

Gli ultimi anni per Citres sono stati di piena crescita, con un incremento della produttività che continua dal 2014. Con un trend del +14% annuo, l’azienda è leader assoluta nel Nord Est anche grazie ai suoi “cavalli di battaglia” tra cui spiccano giardiniere, pomodori secchi e le linee “Mini” e “Creme”.

Linea Mini di Citres
La linea “Mini” di Citres (Foto © Ufficio stampa). 

I suoi prodotti, presenti in una trentina di Paesi, stanno incontrando un significativo apprezzamento soprattutto nel Nord Europa, Germania, Australia e Stati Uniti.

«Le peculiarità di Citres sono essenzialmente tre – dice Mariangela Bellè responsabile delle risorse umane– e si possono riassumere in tre attenzioni: al consumatore, all’ambiente ed ai lavoratori, risorsa aziendale inestimabile. Al riguardo mi piace evidenziare racconta con piacere la dirigenteche la grande crescita che abbiamo avuto negli ultimi anni è senz’altro da ricondurre anche al forte spirito di appartenenza dei dipendenti, molti dei quali sono con noi da 25 – 30 anni».

Grande attenzione alla sostenibilità

Altro elemento importante per l’azienda veronese è l’attenzione alla sostenibilità. Ha adottato alcune azioni in grado di coniugare alta capacità produttiva con basso impatto ambientale. Gli impianti, funzionano con l’energia fotovoltaica. Sono state migliorate fasi e processi industriali, riutilizzando l’acqua per il raffreddamento del pastorizzatore, usando gli scarti delle lavorazioni per la produzione di biogas ed attuando la raccolta differenziata. Infine tappi ed etichette sono totalmente riciclabili.

Da piccola bottega ad azienda internazionale

La Citres ha iniziato a muovere i primi passi 64 anni fa a Vallese, una località ad una ventina di chilometri da Verona. Fu il fondatore Renzo Compri ad avere l’intuizione di vendere le verdure sott’aceto preparate da sua moglie nei mercati della città scaligera e provincia.

La bontà di quella piccola produzione e la qualità delle materie prime utilizzate furono subito apprezzate dai consumatori.  In pochi decenni, la piccola bottega si è via via ingrandita e trasformata fino a diventare l’dierna importante realtà imprenditoriale.

Stabilimento Citres
Panoramica dello stabilimento di Bovolone della Citres (Foto © Ufficio stampa). 

Citres a Verona: la svolta all’inizio degli anni ‘70

Due i momenti che ne hanno segnato l’evoluzione. Il primo è stato all’inizio degli anni ’70 quando Renzo Compri decise di acquistare un’azienda all’asta, per dare vita ad una vera e propria società con reparto produttivo, imballaggio e stoccaggio e di identificare i suoi prodotti col marchio “Citres Compri”.

La seconda svolta risale al periodo tra il 2005 e 2007 quando a Bovolone, un paesone della Bassa veronese, venne costruita l’attuale Citres, moderna realtà produttiva su un’area di 30 mila metri quadri, con un’ampia struttura direzionale in cemento e grandi vetrate, dislocata su più piani.

L’intero livello sotto la reception è dedicato alla produzione, il suo cuore pulsante, con laboratorio analisi e controllo qualità (con sette operatori addetti) e reparto ricezione materie prime con celle frigorifere. All’esterno si trovano tre grandi magazzini logistici con una capacità di stoccaggio di 10.000 posti pallet.

Il magazzino di stoccaggio (Foto © Ufficio stampa). 

Citres Spa e famiglia Compri: un legame indissolubile

Il nome Citres, scelto da Renzo Compri,  sta per “tre volte C” ed identifica la prima lettera del cognome dei suoi  tre figli. Oggi è ancora un elemento fortemente identitario, significativo del legame della famiglia Compri con la società, che nonostante le sue dimensioni rimane un’azienda familiare, saldamente nelle  mani dei discendenti del fondatore. Due dei suoi figli, Lorena e Davide Compri,  sono oggi nella cabina di comando, la prima come presidente, il secondo come amministratore delegato.

Il marchio che prima riportava la scritta “Citres Compri” è stato recentemente “rinfrescato” graficamente con l’inserimento di Verona ed Italy. Ciò per caratterizzare la “vision” strategica di questa realtà produttiva, proiettata sul mercato globale ed orgogliosa di rappresentare il Made in Italy nel mondo, mantenendo però ben fermo il suo radicamento territoriale, in particolare con Verona, splendida città d’arte.

La produzione annua: 20 milioni di pezzi

Vengono prodotti circa 20 milioni di pezzi l’anno fra giardiniere e verdure sott’olio e sott’aceto, conserve vegetali, creme e salse. Lo stabilimento è dotato di tre moderne linee produttive dedicate a diverse tipologie di prodotto e formato, in grado di confezionare fino a 100 mila vasi al giorno con le grammature più piccole e fino a 20 mila nei formati destinati al food service.

«Citres – prosegue Mariangela Bellè – è particolarmente rinomata per altre tre cose, la prima è la lavorazione del prodotto fresco, la seconda è l’uso di sale iodato e la terza è l’impegno costante e continuo su qualità e ricerca di nuove produzioni che possano soddisfare, sempre di più e meglio, le richieste e le esigenze della clientela. In tale logica, ad esempio, dopo avere visto che negli scaffali dei supermercati non c’erano, abbiamo iniziato a produrre pomodori secchi a filetti, carotine mini e cetrioli baby, una “linea mini” subito apprezzata dai consumatori».

I filetti di pomodori secchi e la giardinera Citres (Foto © Ufficio stampa). 

Lavorazione di prodotti freschi Citres

Uno dei suoi fiori all’occhiello è l’utilizzo di prodotti freschi, riconoscibili in etichetta dalla dicitura “Lavorati da Prodotto Fresco”. Ciò significa l’uso solo di verdure di stagione che vengono lavorate subito dopo la raccolta per mantenerne inalterati gusto e valori nutritivi. Tra queste le cipolle, la giardiniera, i carciofi in tutte le varianti, le carotine, i peperoni, lo scalogno e il cosiddetto “Tutto dal Fresco”, gustoso e fragrante, con cipolle borettane e quadrotti di peperoni rossi e gialli e l’aggiunta di sale iodato che contribuisce al fabbisogno giornaliero di iodio.

Pochi mesi fa sono stati immessi sul mercato altri due prodotti esclusivi, la Crema di Ciliegino e il Pesto di Pistacchi, due autentiche golosità all’insegna delle eccellenze del territorio e del piacere del mangiar bene e con gusto.

«La lavorazione dei prodotti da fresco non è semplice da organizzare – racconta Andrea Bellè, responsabile di produzione – e comporta uno sforzo significativo per programmare adeguatamente produzione (che avviene una sola volta all’anno) e stoccaggio a magazzino. Il calendario delle stagioni è il miglior modo per lavorare le verdure fresche e confezionarle in vaso, seguendo i loro periodi di coltivazione e raccolta. Inoltre per assicurarci una consegna tempestiva ed in linea con le stime produttive, siamo sempre particolarmente attenti alle campagne di approvvigionamento da parte dei nostri fornitori».

Controlli sull’intera filiera

Le materie prime impiegate provengono dall’Italia e da altri Paesi (in particolare Spagna, Marocco, Turchia, India e Tunisia) e sono selezionate in base alle caratteristiche geografiche di ognuno e con un occhio di riguardo alla combinazione di terreno, sole ed umidità che ogni area possiede.

«Lo  studio attento della territorialità – sono sempre parole del responsabile di produzione – assicura una qualità molto elevata delle materie prime scelte che, al loro arrivo in azienda, sono immediatamente esaminate dal reparto analisi e controllo qualità e poi successivamente nelle varie fasi di lavorazione».

Per ogni produzione viene impiegato un numero consistente di operatori addetti alla cernita direttamente sul nastro. Utilizzati anche un metal detector per intercettare corpi estranei di natura metallica e uno scanner a raggi X per individuare tutti gli altri eventuali corpi estranei. Inoltre, grazie ai Sistemi di Qualità Certificata e alle procedure di controllo su tutto il processo produttivo, viene garantito il rispetto di alti standard di sicurezza alimentare, genuinità e tracciabilità a garanzia di  consumatori e clienti.

Addetti al report in fase di produzione (Foto © Tiziano Argazzi). 

Nuovo packaging: la qualità non si nasconde

Negli ultimi anni, Citres ha lavorato molto anche sul packaging dei prodotti, per farne percepire immediatamente la qualità in tutta la sua semplice naturalezza. Per tale ragione le nuove etichette sono trasparenti ed in stile minimal per dare al consumatore un messaggio di freschezza e di qualità, che gli consenta di valutare ciò che acquista fin dal primo sguardo. Sono anche facili da rimuovere in quanto viene utilizzata una colla che non lascia residui sul vaso che, in tal modo, diventa facilmente riutilizzabile.  Inoltre il residuo delle etichette viene smaltito per essere usato nella produzione di carta riciclata e silicone.

«Quello che stiamo facendo all’interno di Citres – chiude Mariangela Bellè – è un piccolo ma prezioso contributo a tutela dell’ambiente. Infatti per ridurre significativamente l’impatto ambientale è necessario inserire ogni piccola azione nel circuito del riciclo, del riutilizzo o dello smaltimento sostenibile, nell’interesse di tutti».

Citres Spa
Via del Giglio, 19 – Bovolone (VR)
Sito web

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Tiziano Argazzi

Sono un giornalista appassionato di turismo ed enogastronomia. Da tanto tempo scrivo di viaggi, vacanze slow e tempo libero, inserendo anche suggerimenti enogastronomici. Negli ultimi anni mi sono anche dedicato al mondo del Food & Wine con la consapevolezza che turismo ed enogastronomia costituiscono un binomio inscindibile.

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