Lagrein Riserva, poesia dal maso Messnerhof

Il calice sorride per questo vino dal colore viola scuro, aroma intenso di prugne e liquirizia, tannini piacevolmente vivi, corposità opulenta e minerale, eleganza, forza, carattere.

Degustazione Lagrein Riserva Cantina Messnerhof di Bolzano

I vigneti Messnerhof di Bolzano (Foto © Messnerhof).

Durante le ultime vacanze estive in Alto Adige, tra passeggiate nella natura e visite a salumifici e cantine, ho avuto il piacere di fermarmi anche presso l’Azienda Vinicola Messnerhof, situata alla periferia di Bolzano, di cui conoscevo già i prestigiosi vini.

Dopo aver percorso i suggestivi viottoli dell’Altopiano del Renon, siamo giunti nel maso del simpaticissimo Bernhard Pichler, titolare dell’azienda. In tedesco Bauernhof, il maso è un’abitazione rurale tipica del Tirolo storico composta da un fienile, una stalla e una piccola stanza adibita alla cottura dei cibi ed alla preparazione del formaggio.

Sotto il sole cocente dei 35 gradi agostani, Bernhard ci ha accolto con un sorriso e mostrato il maso dove si possono degustare i vini. La completa ristrutturazione ha privilegiato il legno ed è stato realizzato un ambiente accogliente e luminoso, grazie alle ampie vetrate. Per me che amo il vino, la cosa più appassionante è stata la visita guidata nelle vigne, accompagnata dai racconti di Bernhard sulla nascita della vite, sulla qualità del terreno, sulla differenza tra i vigneti.

Una passeggiata suggestiva in cui è emerso tutto l’entusiasmo che questo vignaiolo, insieme alla sua famiglia, profonde nel portare avanti la tradizione. L’Azienda Vinicola Messnerhof, infatti, seleziona con cura le viti affichè siano le più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio e, per ogni appezzamento di terreno, sceglie il metodo di coltivazione più appropriato. I vini sono ottenuti esclusivamente da uve dei propri vigneti e l’intero ciclo di lavorazione è manuale.

Siamo nella zona classica del vino “Santa Maddalena” ma non è questo il vino di cui vi sto per raccontare bensì il Lagrein riserva.

Cenni storici sul Lagrein riserva

Degustazione Lagrein Riserva Cantina Messnerhof di BolzanoIl Lagrein è un vitigno dall’alta produzione che, però, non è costante negli anni. Le testimonianze più antiche della sua coltivazione risalgono al XVI secolo e sono legate all’Alto Adige. Probabilmente il nome deriva da Lagara, colonia della Magna Grecia del litorale ionico, famosa per il vino Lagarinots o della Valle Lagarina, situata nel Trentino meridionale.

Degustazione Lagrein Riserva Cantina Messnerhof di Bolzano

Per non annoiarvi con queste citazioni storiche, torniamo al racconto della nostra visita. Dopo aver sudato sotto il sole, camminato nelle vigne e ammirato la cantina, siamo arrivati finalmente nella bellissima sala degustazione con un tavolo centrale, sedie in legno e molti vini in esposizione.

Bernhard ci ha condotto per mano nell’assaggio, partendo dal Terlaner Sauvignon, al Gewürztraminer, al Santa Maddalena e al Lagrein. Il calice sorride, e noi con lui, per questo vino dal colore viola scuro, aroma intenso di prugne e liquirizia, tannini piacevolmente vivi, corposità opulenta e minerale, eleganza, forza, carattere. Abbinatelo a carne succulenta dal sapore deciso, gulasch, carni alla griglia, sughi di carne per pasta al ragù o lasagna. Noi lo abbiamo abbinato ad un ottimo speck locale e l’abbiamo trovato un binomio perfetto.

Grazie Bernhard per questa meravigliosa degustazione. In alto i calici!

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Autore /


Diana Zerilli

In alto i calici. Sommelier e wine broker, dopo aver lavorato nel settore delle risorse umane, ho girato il mondo per 14 anni per vendere vini italiani di nicchia. Da sempre appassionata di cucina e vini, dal 2003 mi sono dedicata completamente a questo mondo e fondato la Nectar4 You, un’agenzia di relazioni pubbliche internazionali ed eventi. Con Paolo Villoresi ho ideato Piazza Italia, un portale web su argomenti vari concepito per un facile accesso ai non vedenti e ipovedenti. Attualmente gestisco con mio marito l’Enoteca Gatto a Milano. Il mio papà non c’è più ma è stato il mio Maestro di vita e di lavoro e da lui ho ereditato la passione per la scrittura.

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Scritto il: lunedì, 3 settembre 2018

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