Aziende Gazzetta del Vino

iDealWine: il vino come investimento

Con oltre 190.000 bottiglie scambiate, iDealWine è il leader indiscusso delle aste online del vino. Una piccola PMI francese, che ha anticipato il trend dei collezionisti di vini rari

Mercato dei vini rari e pregiati: le aste di iDealWine
iDealWine è il leader delle aste online del vino (Foto © iDealWine).

Dopo un’iniziale deflessione dovuta alla pandemia, il mercato enologico italiano ha ripreso a crescere, recuperando – e, in parte, superando – il trend positivo iniziale, anche grazie all’incremento delle vendite online che nel 2021 – secondo il report Nomisma Wine Monitor – hanno registrato un balzo del +351% rispetto all’anno precedente.

Vendite di vino online nel 2021: +351% rispetto al 2020

Un risultato considerevole, che ha portato a una revisione dei canali di vendita tradizionali non tanto nelle grandi aziende vitivinicole – già avanti, da quel punto di vista – quanto più nelle piccole realtà a conduzione familiare interessate dal ricambio generazionale.

Il vino, in breve tempo, ha conquistato il web, con l’apertura di veri e propri “negozi virtuali” cui spetta il compito – per nulla facile – di trasferire agli internauti quella cultura che ancora si respira in alcune botteghe di paese, nonché in certe enoteche.

Appurato che le produzioni devono essere di qualità, a fare la differenza in fase d’acquisto sono la storia dell’azienda e la ricchezza delle informazioni fornite, che confermano la piena padronanza del mestiere. In poche parole, l’allineamento fra “ciò che si dice e ciò che realmente si fa”. Così, se proviamo a navigare in uno dei tanti e-commerce dedicati al vino, scopriremo – senza stupore – che oltre ai noti marchi ci sono anche referenze poco o per nulla conosciute, di realtà italiane in cui il concetto di “artigianalità” risuona come imperativo – che si tratti di pratiche in vigna oppure in cantina.

La crescita del vino biologico e del collezionismo

Una buona percentuale di queste etichette meno note è prodotta da aziende operanti secondo il metodo biologico, ovvero senza l’utilizzo di pesticidi, diserbanti e altre sostanze chimiche, nocive per l’ambiente come pure per l’uomo. Il vino bio, infatti, è cresciuto del 60% in soli tre anni, anche grazie alla maturata consapevolezza dei consumatori sul fatto che per produrre del buon vino la vite va rispettata, dal principio. Una tendenza che si prospetta durevole, considerando la presenza sempre più importante di questa categoria nelle fiere specializzate.

Tuttavia, se da un lato il settore fieristico in questo periodo ha sofferto per la pandemia – e non poco! – dall’altro c’è un settore che è cresciuto a dismisura, ovvero quello del collezionismo. Il vino, infatti, è diventato oggetto di interesse per assetati collezionisti. C’è chi lo fa per diletto e chi, invece, per diversificare il proprio portafoglio, in virtù di un possibile aumento di valore. Stiamo parlando dei cosiddetti “asset liquidi” che vedono in Sassicaia, Conterno, Ornellaia, Gaja e Dom Perignon alcuni dei nomi più ricercati.

Bottiglie vendite da iDealWine
La pandemia ha accresciuto il già esistente interesse per i vini rari e pregiati (Foto © iDealWine).

Il mercato dei vini rari, tra collezionisti e wine broker

Il mercato dei vini rari è così “febbrile” che sono spuntate addirittura nuove figure professionali, come quella del Wine broker che, analogamente al consulente finanziario, consiglia al richiedente i vini più redditizi su cui investire.

Il vino è da considerarsi come un investimento a medio e lungo termine che può portare, annualmente, ad una resa anche superiore al 15% rispetto al capitale impegnato. Per chi, invece, desiderasse navigare nell’“oceano blu” (per poco) in autonomia e seguire il motto di Warren Buffet “investi solo in qualcosa che saresti perfettamente felice di tenere se il mercato chiudesse per dieci anni”, può muovere i primi passi in piattaforme affidabili come iDealWine che, per il secondo anno di fila, si è posizionata come leader mondiale nelle aste di vini pregiati, con una preferenza per i grandi vini francesi; dopotutto, la sede ufficiale è a Colombes, non lontano da Parigi.

iDealWine: aste di vini pregiati internazionali

I vini, dopo essere stati selezionati e valutati da un team di esperti, vengono messi a disposizione dei collezionisti che, a suon di rilanci, potranno aggiudicarsi la bramata bottiglia. Nel 2021 sono state scambiate oltre 190.000 bottiglie per un importo complessivo di ben 27,5 milioni di euro (+19,50%).

Un Echezeaux 2006 è stato venduto a 41.752 €

In testa alla classifica, per valore raggiunto, si colloca un Echezeaux 2006 del Domaine Bizot che è stato aggiudicato per 41.752 euro; una cifra che gli è valsa il titolo di “punta di diamante” di Borgogna. Il valore è strettamente correlato, oltre che all’ineccepibile bontà del vino, al rapporto fra domanda e offerta: se la richiesta aumenta ma la disponibilità resta limitata, automaticamente il prezzo sale. La produzione annua di questa piccola tenuta pioniera dei vini naturali, infatti, si aggira attorno alle 9.000-10.000 bottiglie, quantità che – sfortunatamente – non riescono ad accontentare tutti gli appassionati.

Tuttavia, l’Echezeaux non è l’unico vino di Borgogna ad aver conquistato i collezionisti. Il precedente record – risalente a pochi mesi fa – è stato stabilito infatti da una bottiglia di Musigny 2006 del Domaine Leroy, che è stata acquistata per 28.244 euro. Un anno da ricordare, dunque, per la Borgogna mentre non si può dire lo stesso per Bordeaux che sta perdendo l’egemonia dei vini più cari al mondo, benché rientri ancora nella classifica dei Top 50, con Chateaux quali Petrus, Cheval Blanc, Mouton-Rothschild e altri.

In poco tempo, iDealWine – fondata nel 2000 – è riuscita a fare quello che nessun altra azienda aveva fatto finora, ovvero digitalizzare il mercato dei vini rari (venduti all’asta o a prezzo prestabilito). Un successo tale che ha portato la PMI francese ad aprire un ufficio anche a Hong Kong, dove è stata segnalata la più grande concentrazione di miliardari al mondo, sempre alla ricerca di nuove rarità da stappare o da riporre in cantina. Attualmente la piattaforma comprende migliaia di referenze, di annate introvabili e provenienti dagli oltre 800 produttori affiliati o da collezioni private, che vengono spedite in più di 60 Paesi.

Un mondo affascinante quello del collezionismo enoico, che merita di essere approfondito. Anche se, da appassionati assaggiatori, ogni vino – a suo modo – è speciale, poiché essenza liquida di un territorio e delle sue caratteristiche.

Per informazioni su iDealWine: www.idealwine.com

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Kevin Feragotto

Classe 1994 e friulano orgoglioso. Dal 2016 mi occupo di ricerca e comunicazione enogastronomica, all’inizio come cuoco e ora come Addetto Stampa e PR, con un Master in Food and Wine Management alle spalle. Grazie alla mia passione per la cucina ho girato il mondo, tenendo show-cooking in Asia e Medio Oriente. Realizzo Masterclass per neofiti e cultori del gusto e collaboro con alcune realtà locali per promuovere lo sviluppo del tessuto agroalimentare regionale.

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