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Il caso Pescaria: un sodalizio di successo tra Facebook e il fast food ittico

I social network come ingredienti di un successo destinato a crescere e diventare un punto di riferimento per gli amanti del pesce.

Il caso Pescaria e Facebook, un sodalizio di successo
Un panino Pescaria con il polpo fritto (Foto © Pescaria).

«Facciamo qualcosa di diverso: facciamo un fast food di pesce! Tu puoi scegliere la materia prima e noi possiamo raccontare questa storia!». Così inizia il racconto su Facebook dei proprietari di Pescaria, uno dei locali pugliesi più frequentati degli ultimi 4 anni.

Il primo punto vendita nasce a Polignano a mare nel 2015 dall’incontro di Pescheria Lo scoglio e Brainpull, nelle persone rispettivamente di Bartolo L’abbate e Domingo Iudice. A queste due menti si è aggiunto poi lo chef Lucio Mele che ha reso i panini dei veri e propri capolavori culinari.

Pescaria è uno di quei locali dove mangi un panino come faresti in tanti altri fast food, ma lo fai con materie prime scelte e provenienti dal territorio pugliese. Si va dai panini più famosi come quello al polpo fritto fino ad arrivare a quelli del giorno e a tante altre prelibatezze.

Pescaria, il successo di una formula innovativa

In pochi anni il fast food si è spostato in un locale molto più grande e ha aperto due sedi a Milano, capitale dei locali notturni e della moda. Ma a cosa deve il suo successo Pescaria, oltre che ai suoi prodotti freschi e prelibati?

Tra i fattori determinanti per la crescita di questo progetto, ci sono sicuramente i social e in particolare Facebook.  Sin dall’inizio i proprietari hanno puntato su questo social network creando una pagina e facendo scegliere, tramite un sondaggio, il nome del locale che di lì a poco avrebbe aperto.

La collaborazione Pescaria e Facebook
Un altro panino a base di pesce (Foto © Pescaria).

A due mesi dall’apertura, sempre su questa piattaforma, sono stati presentati i piatti a metà tra innovazione e tradizione pensati dallo chef Lucio Mele. L’hype creatosi intorno a questa pagina è stato così grande che alla sua inaugurazione, pubblicizzata solo sulla piattaforma targata Zuckengberg, erano presenti 500 persone che hanno letteralmente invaso il piccolo locale e la strada adiacente. Prima ancora della sua apertura, quindi, il “progetto Pescaria” contava già un folto gruppo di persone pronte ad assaggiare i prodotti così tanto pubblicizzati e attesi.

I proprietari però non hanno abbandonato questo mezzo, anzi, ne hanno addirittura fatto un cavallo di battaglia. I video pubblicati in occasione di eventi come San Valentino, Halloween, ma non solo, sono creati in modo tale che l’utente non riesca a fare a meno di andare subito a mangiarne uno.

I dati del successo social, riconosciuto anche da Facebook

Lo stesso Facebook ha notato quanto abbia giocato un ruolo importante nella campagna e nella pubblicità di Pescaria, tanto da inserirlo tra i suoi casi di successo, elencando cifre che farebbero invidia a qualsiasi altra campagna di comunicazione e marketing.

Il 70% dei fatturati della catena è generato dalle campagne su Facebook e in soli 30 giorni di apertura sono stati venduti 3000 panini. Grazie a questi numeri e alla qualità che il locale continua a dare, il fast food ittico e anche un po’ gourmet è riuscito a vincere il Web Chef 2017. Il premio viene conferito ai progetti ristorativi che sono stati capaci di comunicare la propria realtà attraverso il mezzo di comunicazione più importante al giorno d’oggi: internet. E chi meglio di Pescaria ha saputo creare questa empatia tra il cliente e il locale, tramite un mezzo da molti definito freddo e poco coinvolgente?

Sodalizio Pescaria e Facebook che fa volare il fatturato
In soli 30 giorni dall’apertura, sono stati venduti 3000 panini (Foto © Pescaria). 

Il fast food ittico che diventa anche sostenibile

Ma internet per Pescaria non serve solo a pubblicizzare succulenti panini e panzerotti al sapore di tartare, serve anche a mandare messaggi che, mai come adesso, sono importanti.

Il locale, comunicandolo sempre sui social, ha definitivamente detto addio alla plastica. Grazie a una ricerca condotta con DOT Horeca solution, Pescaria farà una raccolta differenziata basata solo su vetro e compostabile. Le posate, le cannucce e bicchieri saranno infatti in PLA, un polimero derivato da piante come il mais, il grano o la barbabietola.

Questi sono alcuni degli ingredienti di un successo che è destinato solo a crescere con le nuove aperture del fast food ittico previste a Roma e Torino.

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Simona Del Re

Simona Del Re

Wanderlust - Laureata in Lettere moderne e pugliese doc, amo la mia terra, la fotografia, la musica, i viaggi, il buon cibo e la birra artigianale. Non viaggio mai senza la mia macchina fotografica; non ricordo un momento della mia vita senza una canzone che facesse da colonna sonora. Penso che il cibo e la birra artigianale riescano ad emozionare e raccontare storie.

© Riproduzione vietata
Scritto il: martedì, 26 Febbraio 2019

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