Verona celebra la 22ª edizione di Amarone Opera Prima, tra nuove annate, sostenibilità e prospettive di mercato
Verona torna a illuminarsi con il rosso profondo e avvolgente, quello dell’Amarone. Con 67 aziende, circa 400 operatori e 1.500 enoappassionati, si è chiusa la 22ma edizione di Amarone Opera Prima, l’anteprima organizzata dal Consorzio Vini Valpolicella che ha acceso i riflettori sull’annata 2021, pronta a conquistare i mercati con equilibrio, eleganza e prospettiva.
L’annata 2021: andamento climatico e profilo tecnico
Quella del 2021 è un’annata complessa, segnata da gelate primaverili e da un’estate calda e siccitosa, che ha richiesto ai vignaioli della Valpolicella resistenza, cura certosina e grande capacità di adattamento. Il risultato è un Amarone che conserva la propria anima storica, ma con una nuova stilistica. Meno confettura da spalmare, più frutto da mordere, una frutta croccante che mantiene corpo ed estrazione, ma con leggerezza e freschezza. Una semantica enologica che dialoga con le annate difficili senza disperdere l’imprinting storico della denominazione, consentendo all’Amarone di essere elegante, armonico e capace di lunga prospettiva.
Formula innovativa per Amarone Opera Prima 2026
La tre giorni veronese si è distinta per la formula innovativa. Quella di eventi nelle Gallerie Mercatali e nella Camera di Commercio, con una staffetta culturale che ha celebrato la recente iscrizione della Cucina italiana nel Patrimonio immateriale dell’Unesco e il legame con le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, di cui Verona e la sua Arena ospiteranno alcuni eventi ufficiali.

L’Amarone è stato il fil rouge di un podio tutto al femminile, con Maddalena Fossati, direttore de La Cucina Italiana e ideatrice della candidatura Unesco, Deborah Compagnoni, leggenda dello sport e ambassador dei Giochi, e Cristina Bowerman, chef di Glass Hostaria a Roma, una stella Michelin.
L’annata 2021: andamento climatico e profilo tecnico
Dal punto di vista tecnico, il millesimo 2021 mostra un profilo completo e armonico, frutto di un appassimento lento e controllato. L’anno viticolo è iniziato in ritardo, con germogliamento omogeneo e danni limitati dalle gelate di aprile. Maggio piovoso ha permesso di contenere la peronospora, mentre la fioritura di giugno ha beneficiato di caldo e disponibilità idrica. L’invaiatura di metà agosto, pur in ritardo, ha favorito uve sane e aromi integri, con maturazione fenolica e antocianica superiori al 2020.
Il fruttaio ha rappresentato una fase cruciale. Qui il monitoraggio preciso per zona e varietà, unitamente a un autunno più fresco della media, ha consentito concentrazioni zuccherine e polifenoliche ottimali e lo sviluppo di precursori aromatici di grande complessità, preludio a un vino che sa fondere struttura, eleganza e freschezza in un abbraccio unico tra frutto e territorio.

Accanto alla qualità delle uve, la sostenibilità diventa leva fondamentale. Per la prima volta, le pratiche certificate rappresentano la maggioranza dei vigneti della Valpolicella. Con il 53% di superficie ecocompatibile, tra biologico e certificazione ministeriale Sqnpi, il territorio mostra una vocazione green crescente, che affianca qualità e storia.
«In uno scenario competitivo, la sostenibilità è un asset strategico e una leva di mercato, particolarmente apprezzata nei mercati internazionali più evoluti» ha commentato a tal riguardo il presidente del Consorzio, Christian Marchesini.
Mercati e performance dell’Amarone
Sul fronte del mercato, l’Amarone e i rossi della Valpolicella affrontano ancora sfide significative. Nel 2025 l’Amarone segna -2,4%, il Valpolicella -2,7%, il Ripasso -3,7%. Il calo dei mercati Usa, Svizzera e Scandinavia è parzialmente compensato da performance positive in Canada, Germania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, confermando che l’export rimane chiave strategica.
Il nuovo Amarone 2021 rappresenta un punto di equilibrio. La profondità e l’estrazione tradizionali si sposano con frutto croccante, tensione vegetale e freschezza, disegnando una nuova mappa sensoriale per il vino simbolo della Valpolicella. È un Amarone che parla senza rinunciare alla storia, capace di leggere l’evoluzione del clima e dei mercati, un vino da mordere e contemplare, da capire e ricordare. Non più e solo un vino da confettura e concentrazione, ma una narrazione di eleganza, equilibrio e territorio, una semantica nuova che onora il passato senza rinunciare alla “leggerezza” del presente.

La nostra Top Ten dell’Amarone 2021:
Domìni Veneti – Amarone della Valpolicella Docg “Collezione Pruviano” (98/100)
Una sinfonia di frutto croccante, sottobosco e tartufo che racconta l’annata con naturalezza. Sorso scuro ma vibrante, dove freschezza e vegetale si intrecciano con florealità rossa intensa. Eleganza aristocratica, equilibrio magistrale, perfezione evidente in ogni goccia.
Soc. Agricola Venturini Massimino e figli – Amarone della Valpolicella Docg Classico (97/100)
Profondo e materico, con mora, rosa canina e sottobosco a dominare il naso. Bocca sensuale e vibrante, con balsamicità che slancia il frutto in un respiro elegante. Tannini precisi che sostengono senza appesantire, vino di grande armonia.
Tezza Viticoltori in Valpantena – Amarone della Valpolicella Docg Valpantena (96/100)
Old style raffinato, dove frutto maturo e vegetalità mediterranea dialogano con sensualità. Sorso lungo e carezzevole, con tannini setosi e persistenza infinita. Un Amarone che celebra la tradizione senza rinunciare a grazia e freschezza.
Villa della Torre Marilisa Allegrini – Amarone della Valpolicella Docg Classico “Villa della Torre” (95/100)
Tartufo nero e sottobosco creano un bouquet terroso e raffinato. Al palato il sorso è balsamico e sapido, con riverberi ematici e pepati. Lungo, elegante e profondo, un Amarone che conquista per struttura e fascino aromatico.
Pasqua Vigneti e Cantine – Amarone della Valpolicella Docg “Famiglia Pasqua” (94/100)
Sorso equilibrato tra old style e prospettive moderne, con frutto luminoso e freschezza vivace. Estratto ricco, complessità immediata e longevità che promette grandi cene. Un Amarone che racconta passaggi generazionali e stilistici con naturalezza.
Boscaini Carlo – Amarone della Valpolicella Docg “S. Giorgio” (93/100)
Elegante e aristocratico, con note di timo, balsamicità mediterranea e di nero vestito al naso. Bocca morbida e croccante, tannini integrati e frutto maturo. Un sorso armonioso e sensuale, dove la classe si sente in ogni dettaglio.
La Dama – Amarone della Valpolicella Docg Classico (93/100)
Esuberante ma consapevole, con tensione amaro-balsamica e accenni di sanguinella. Sorso old style, dove l’appassimento resta elegante e mai cotto. Tannini già maturi, vino iconico che si afferma per carattere e armonia.
Ca’ dei Frati – Amarone della Valpolicella Docg “Pietro Dal Cero” (93/100)
Profumi fumé e sottobosco si intrecciano con frutto nero e pepe, quasi solfurei. Sorso sofisticato, pieno e complesso, dove la freschezza equilibra corpo e tannini. Un Amarone che promette grande evoluzione nel tempo.
Roberto Mazzi e figli – Amarone della Valpolicella Docg Classico “Punta di Villa” (92/100)
Respiro ematico e ferroso, con note di rabarbaro e tabacco piccante. Sorso sapido e intrigante, tra frutta rossa e balsamicità misurata. Tannini ben presenti, che stimolano il palato senza mai appesantire.
Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani – Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva (92/100)
Vegetalità agrumata e frutto scuro dialogano con note balsamiche equilibrate. Sorso snello, elegante, pepato e carezzevole, chiude in liquerizia radicata. Bocca magistrale, con tannini setosi e lunghezza memorabile.


