A pochi mesi dalla scomparsa di Carlo Petrini, quattro giornate alle Gallerie d’Italia ripercorrono, i quarant’anni dell’associazione. Dal 24 al 27 settembre un palinsesto che restituisce insieme memoria e visione del futuro
Quando Carlo Petrini è morto lo scorso 21 maggio, a settantasei anni, molti si sono chiesti come un movimento nato attorno a un’unica voce carismatica avrebbe continuato a esprimersi.
La risposta arriva a Torino, dove Terra Madre Salone del Gusto celebra i quarant’anni di Slow Food scegliendo la strada opposta alla commemorazione solenne: non un monumento, ma un coro. Quattro giorni, quaranta interventi, altrettante prospettive su un percorso cominciato a Bra nel 1986 e diventato, nel tempo, un linguaggio condiviso da oltre 120 Paesi per parlare di agricoltura, ambiente e gastronomia.
La sede scelta non è casuale: la Sala Immersiva delle Gallerie d’Italia, progetto culturale che collega Torino a Milano, Napoli e Vicenza, ospiterà l’evento organizzato da Slow Food insieme a Regione Piemonte e Città di Torino, con il patrocinio di Masaf e Ismea. Un contesto che permette di allargare lo sguardo oltre la cronaca gastronomica, restituendo alla manifestazione il respiro storico e politico che ha sempre accompagnato la parabola di Carlo Petrini.
Le radici, tra semi e alleanze
Il programma si apre giovedì 24 settembre alle 14.30 con I semi del futuro, dedicato ai diciotto Atlanti dell’Arca del Gusto regionali, progetto fortemente voluto proprio da Petrini e frutto di trent’anni di ricerca sulla biodiversità alimentare italiana. Nel pomeriggio, alle 16.30, Il futuro è già qui mette a confronto Luciana Castellina con i giovani della rete Slow Food Italia, condotti da Massimo Cirri.
Venerdì 25 settembre la giornata parte alle 10.30 con Le radici di un’alleanza, un percorso tra la storia delle cucine italiane e le pratiche dei cuochi dell’Alleanza Slow Food, con Massimo Montanari accanto a professionisti come Piero Alciati e Federica Mignacca. Segue, alle 12.30, L’orto come terzo paesaggio, che affida a Anna Kauber, Roberta Mazzanti e Rita Tieppo la riflessione su uno dei progetti educativi più identitari dell’associazione, con la proiezione del cortometraggio premiato di Geena Gasser.

Sovranità alimentare e visioni alternative
Sabato 26 settembre si entra nel cuore del confronto ideologico. Alle 12.30 Alle radici del Gusto interroga il concetto di sovranità alimentare in un tempo segnato da nuove chiusure, con Benedetta Gori, Mary Valeriano, Duncan Okech e Mareme Cisse. Alle 14.30 40Pod, condotto insieme a Mario Calabresi, ricostruisce in forma di racconto sonoro le battaglie del movimento. Alle 15.30 Design del Gusto sposta lo sguardo su architettura e moda, con Fulvio Marino, Dario Casalini, Gloria Lucchesi e l’artista Mona Caron. Chiude la giornata, alle 16.30, Un’altra idea di mondo, con la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, l’attore Paolo Hendel e lo scrittore Marco Noferi a discutere di una visione di società più ampia di quella puramente alimentare.
Tra cinema e musica popolare
La chiusura, domenica 27 settembre, comincia con Slow Food Story, occasione per rivedere il primo documentario dedicato al movimento, firmato nel 2013 da Stefano Sardo, insieme a Francesco Amato, Carlo Mazzoleni, Galdino Zara, Valentina Gucciardo e Gigi Padovani, biografo di Petrini. Alle 14.30 La terra e la musica affida a Roy Paci, ai Trelilu, a Luca Occelli, Ettore Castagna e Sonia Totaro il compito di raccontare il legame tra territori e culture popolari attraverso il suono.
A concludere il programma, alle 16, è Buono, pulito e giusto: un titolo che riprende lo slogan storico dell’associazione e che, nel segno dell’eredità lasciata da Petrini, invita a continuare a seminare utopia per raccogliere realtà. Sul palco, Moni Ovadia e Lella Costa restituiscono al pubblico l’ultima parola di quattro giornate pensate non per chiudere una storia, ma per dimostrare che quella storia ha ancora molto da dire.
Per maggiori informazioni: Terra Madre Salone del Gusto 2026

