La quarta edizione ha riunito oltre 130 cantine e più di 700 etichette. In programma tre masterclass, un confronto sulla viticoltura d’alta quota e i riconoscimenti assegnati da una giuria di esperti
Registra una crescita la quarta edizione di Bianchi di Sicilia – Il sole nel calice, che quest’anno ha battuto il record di oltre 2500 presenze. Sabato 19 dicembre, per l’occasione, il salotto di piazza Università a Catania si è riempito di calici, incontri e profumi. Oltre 130 le cantine presenti da tutta la Sicilia, con più di 700 etichette in degustazione e tre masterclass che hanno fatto il pienone di presenze.
Da questi numeri si evince un interesse crescente verso la tradizione bianchista siciliana, che durante la manifestazione è stata il filone da seguire verso l’esplorazione di temi e territori legati alla produzione vitivinicola.
Il programma di Bianchi di Sicilia 2026, organizzato da AIS Catania e AIS Sicilia insieme a Piazza Scammacca, Sullaluna ed Expo ha preso il via a partire da venerdì 18 settembre, con il convegno “L’uva cerca l’altezza. Cambiamento climatico, viticoltura d’alta quota e il rispetto dell’identità varietale dei vini bianchi”.
Questi temi, dibattuti nello storico Palazzo della Cultura, oggi noto per i numerosi eventi dedicati all’arte contemporanea, hanno aperto un dibattito (non di rado polarizzato) sulle modalità di produzione nel rispetto dell’identità storica del terroir, ma con gli occhi aperti verso un clima che cambia, alterando le caratteristiche del paesaggio, non di rado a discapito delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

Tre masterclass tra olio siciliano, grandi annate e Chardonnay di Borgogna
Sold out in pochi giorni le masterclass su oli e vini siciliani, “Olio di Sicilia: fra tradizione e futuro”, guidata dall’agronomo e assaggiatore APO Riccardo Randello e “I Vintage di Sicilia”, percorso di degustazione di grandi annate dalle cantine Benanti (Contrada Rinazzo), Barone di Villagrande (Etna Bianco), Cantina Marilina (Sketta), Cantine Russo (Contrada Crasà), Cos (Pithos), Principi di Spadafora (Grillo), Duca di Salaparuta (Bianca di Valguarnera), Salvatore Marino (1993), Tasca D’Almerita (Vigna San Francesco);.
A chiudere il programma delle masterclass, un percorso attraverso le diverse espressioni dello Chardonnay di Borgogna, dalla settentrionale Chablis fino a Meursault.
La prima è conosciuta per vini caratterizzati da spiccata mineralità e freschezza, tanto da essere associata all’espressione “lo Chardonnay venuto dal freddo”. Meursault si distingue invece per vini dal notevole potenziale evolutivo e dalla maggiore rotondità, con sentori che possono richiamare burro, nocciola, pietra focaia e agrumi. In quest’area l’affinamento in legno è una pratica comune.

Durante la masterclass, curata dai sommelier Gioele Micali e Antonio Grasso, sono state proposte sei etichette dell’antica cantina francese Maison Jaffelin, alle quali si è aggiunto un blind tasting a sorpresa: lo Chardonnay Conte Hugues 2024 di Tenuta Rapitalà.
Libri, fotografia e musica in piazza Università
Nel frattempo, sul palco di piazza Università, la giornalista Chiara Russo moderava “Di-Vini”, una presentazione di libri dedicati alla scoperta del vino attraverso le storie di chi lo produce. Si è parlato, in particolare, di “Intrepide. Storie di donne, vino e libertà”, di Laura Donadoni, edito da Slow Food Editore e “Lavi, figlio di nessuno”, del produttore Angelo Iuppa.
La mostra fotografica di Emilio Messina, personaggio noto per i suoi scatti naturalistici, il workshop per adulti sulla creazione delle etichette da vino, le attività all’aperto dedicate ai bambini e l’intrattenimento jazz hanno completato un programma pensato per coinvolgere la città, andando oltre la dimensione strettamente enologica.

I vini premiati a Bianchi di Sicilia 2026
Uno dei momenti importanti della manifestazione è stata la premiazione dei migliori vini bianchi di Sicilia, selezionati da un panel composto da degustatori AIS, giornalisti, chef e ristoratori.
Accanto alla valutazione tecnica, anche il pubblico ha avuto la possibilità di esprimere le proprie preferenze: Cantine Sava ha raccolto il maggior numero di consensi da parte della giuria popolare formata dai partecipanti all’evento.
«Quella piazza piena di vita sotto il cielo di Catania, è forse l’immagine più bella di ciò che ho sempre desiderato fosse Bianchi di Sicilia: un incontro di persone, territori, passioni ed emozioni da condividere», ha dichiarato al termine della manifestazione Maria Grazia Barbagallo, vicepresidente regionale alla guida di AIS Catania.
Tutti i riconoscimenti assegnati
La selezione è stata suddivisa tra i vini dell’annata 2025 e quelli delle annate precedenti, con un ulteriore riconoscimento per il punteggio assoluto più alto.
I vini premiati a Bianchi di Sicilia 2026
Vini dell’ultima annata (2025)
| Categoria | Vino premiato |
| Top Catarratto | Tenute Lombardo – Catarratto d’Altura 2025 |
| Top Grillo | Gurrieri – Grillo 2025 |
| Top vari vitigni | Costantino Wines – Ciuco 2025 |
| Top Etna DOC | Cantine Patria – Sensi 2025 |
| Innovativo | Ramaddini – Livanti Moscato di Noto 2025 |
| Piacevole | Feudo Montoni – Catarratto Maso 2025 |
| Gastronomico | Rapitalà – Viviri Grillo 2025 |
Vini delle annate precedenti
| Categoria | Vino premiato |
| Top Catarratto | Castellucci Miano – Shiarà 2023 |
| Top Grillo | Francesco Intorcia – Vignarara 2024 |
| Top vari vitigni | Tenute Cuffaro – Filippo II Insolia 2020 |
| Top Etna DOC | Tenute Nicosia – Contrada Monte Gorna Vecchie Viti 2021 |
| Innovativo | Giasira – Grillo 2024 |
| Piacevole | Tenuta dei Ciclopi – Galatea Etna 2023 |
| Gastronomico | Tenute Ballasanti – Donna Manuela 2023 |
Punteggio TOP assoluto
Tenute Nicosia: Contrada Monte Gorna Vecchie Viti 2021


