Oltre 10mila visitatori, 250 cantine e 30 buyer internazionali hanno segnato tre giornate di incontri, degustazioni e confronto. Dopo il bilancio positivo dell’edizione 2026, l’organizzazione guarda già a un modello più agile per il futuro
Si è chiusa con oltre 10mila presenze la ventesima edizione di VitignoItalia, svoltasi dal 17 al 19 maggio alla Stazione Marittima sul Molo Angioino di Napoli. Tre giornate dense di incontri, degustazioni e riflessioni che hanno confermato la capacità della manifestazione di mantenere una posizione di grande prestigio nel panorama fieristico nazionale.
Ai numeri dell’affluenza si aggiungono anche quelli di una macchina organizzativa ormai consolidata: 250 cantine presenti, 30 buyer internazionali arrivati da Europa, Stati Uniti e Giappone, una significativa partecipazione di operatori del settore, stampa specializzata e un pubblico di appassionati sempre più trasversale.
Il valore di un percorso lungo vent’anni
Vent’anni rappresentano una soglia delicata per qualsiasi manifestazione. Da un lato la necessità di celebrare il percorso compiuto, dall’altro l’obbligo di evitare l’autocompiacimento.
Il successo di questa edizione appena conclusa non è stato soltanto quantitativo. L’impressione emersa tra gli stand e quella sul programma della tre giorni è di un evento che negli anni ha progressivamente affinato il proprio ruolo, trasformandosi da semplice vetrina espositiva a luogo di relazione e confronto.
Il vino al centro del confronto tra territori e mercati
Anche quest’anno VitignoItalia si è confermata una piattaforma di incontro tra aziende, operatori del trade e mercati internazionali, grazie anche alla presenza dei buyer selezionati in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
La dimensione internazionale non ha tuttavia oscurato l’identità territoriale della manifestazione, che continua a mantenere una forte matrice campana pur aprendosi a scenari sempre più ampi. Una scelta che ha permesso di tenere insieme il racconto delle produzioni locali e una visione più estesa delle dinamiche del settore.

«La ventesima edizione è stata bagnata da un notevole successo – racconta Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia – Grande affluenza di pubblico, una selezionata partecipazione di buyer internazionali e una particolare attenzione da parte dei media per un gran risultato su tutti i fronti che ha certamente soddisfatto i nostri espositori. Ma proprio il rapporto che esiste da sempre tra Vitignoitalia e i produttori ci porta, probabilmente nel momento di massimo successo della manifestazione, a riflettere su una nuova formula dell’iniziativa. Stiamo infatti ipotizzando, per l’edizione 2027, di portare le giornate a due proprio per favorire, sia in termini economici che di impegno del personale, il mondo produttivo presente all’evento. Tutto questo mantenendo inalterati i contenuti, le masterclass e il livello dei professionisti presenti e continuando a promuovere un programma ancora più completo»
La Campania tra etichette e nuovi consumatori
Di rilievo il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, che ha animato un’area dedicata con una collettiva di trenta aziende vitivinicole. Particolarmente significativa anche l’esperienza dell’Enoteca regionale, gestita dall’AIS Campania, che con oltre trecento etichette campane in degustazione ha offerto un percorso ampio sulla produzione enologica del territorio.
L’Assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca ha sottolineato soprattutto l’interesse registrato tra i millennials, evidenziando un approccio più consapevole al consumo del vino e l’attenzione suscitata da nuove proposte di abbinamento tra vino e pizza presentate da alcune cantine campane.

Masterclass, sostenibilità e nuove prospettive
Tra gli appuntamenti più seguiti della manifestazione si sono distinte le masterclass dedicate ai bianchi campani del 2006, ai vini vulcanici, alle etichette del Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, del Consorzio DOC Friuli e ai vini premiati dalla guida 100 Best Italian Rosé, sponsorizzata da Sorì.
Accanto ai momenti di degustazione, spazio anche al confronto sulle prospettive del settore attraverso il forum promosso da BPER Banca, main sponsor dell’evento. I temi della sostenibilità e dell’evoluzione delle imprese vitivinicole hanno riunito istituzioni, professionisti e operatori attorno a un dibattito sulle sfide future.
Giovanna Zacchi, responsabile del Servizio ESG Strategy di BPER Banca, ha evidenziato il ruolo degli strumenti finanziari e del supporto strategico nel percorso verso modelli produttivi sempre più sostenibili, capaci di generare valore per aziende e territori.
Dal mare al vino: gli altri percorsi di VitignoItalia
Buon riscontro anche per il Wine & Food Lab curato da FEAMPA insieme allo chef Carlo Olivari, uno spazio che ha esplorato il rapporto tra patrimonio ittico ed espressioni enologiche regionali, proponendo un dialogo tra prodotti del mare e vini identitari del territorio.
Importante inoltre la collaborazione con la Camera di Commercio Irpinia Sannio, con l’azienda campana Espresso – realtà imprenditoriale napoletana specializzata nella torrefazione – e con la Fondazione Domenico Cirillo, impegnata nella promozione del bere responsabile e nelle attività di sensibilizzazione rivolte alle nuove generazioni.
Il sipario si abbassa dunque su un’edizione che aveva il peso simbolico del ventennale e che ha scelto di non fermarsi alla celebrazione. VitignoItalia esce da Napoli con numeri importanti, ma soprattutto con una domanda già aperta sul futuro e su come rendere più efficiente un format senza alterarne identità e contenuti.


