Oltre 650 partecipanti a Tenute Nicosia per la settima edizione dell’evento dedicato alle bollicine etnee. Masterclass, degustazioni e confronto con grandi interpretazioni italiane e internazionali
C’è un momento, nel calendario di eventi estivi sull’Etna, in cui il paesaggio vulcanico si trasforma in un palcoscenico di confronto enologico: quel momento porta il nome di Bolle in Vigna, appuntamento promosso dalla cantina Tenute Nicosia, a Trecastagni (CT) in collaborazione con l’Associazione Spumanti dell’Etna di Francesco Chittari, con l’intento di divulgare la cultura del Metodo Classico in versione etnea.
Giunto quest’anno alla sua settima edizione, l’incontro è andato sold out già una settimana di anticipo rispetto alla sua data, fissata il 22 luglio scorso.
Per l’occasione i terrazzamenti di Monte Gorna pertinenti all’azienda Tenute Nicosia, a poca distanza dalle cantine, nella zona sudorientale dell’Etna, sono stati il luogo di svolgimento dell’evento che ha accolto oltre seicentoquinquanta appassionati e un gruppo folto di giornalisti del settore.

Il Metodo Classico dell’Etna al centro delle degustazioni
Qui gli ospiti, sempre più interessati all’evoluzione del Metodo Classico isolano, hanno degustato spumanti su cui Tenute Nicosia punta da oltre quindici anni, con etichette da vitigni autoctoni come Nerello Mascalese e Carricante, affinati sui lieviti fino a sessanta mesi: fra queste, a disposizione degli ospiti nell’area dei banchi d’assaggio, le ultime sboccature delle etichette di Metodo Classico Sosta tre Santi, affiancate dai vini Etna Doc Bianco e Rosso di Contrada Monte Gorna e Contrada Monte San Nicolò. A queste proposte se ne sono aggiunte altre da produttori di prestigio provenienti da altri territori, fra cui gli iconici vini di Ferrari Trento Doc.
Una masterclass tra mare, vulcani e grandi bollicine
Gli spumanti Metodo Classico dell’azienda sono stati oggetto di confronto con altri vini dall’Italia e dall’estero durante una masterclass intitolata “Spumanti vista Mare“, condotta dalla Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Italiana Sommelier Daniela Scrobogna.

Seguendo il tema evocativo di questa degustazione, settanta fra professionisti e appassionati si sono riuniti in un confronto “alla cieca” pensato per indagare il legame profondo tra la spumantizzazione e la prossimità ai bacini marini o alle correnti oceaniche: una “navigata sensoriale” in cui la nota iodata e le brezze salmastre hanno rappresentato il leitmotiv dell’intera batteria di assaggi.
La spinta acida e la cremosità del Sosta Tre Santi Metodo Classico Carricante Brut Sessantamesi 2019 ha espresso perfettamente parte del terroir di Tenute Nicosia, insieme al Sosta Tre Santi Metodo Classico Etna Brut Rosato 2019, in grado di raccontare l’anima autentica del Nerello Mascalese.
Il viaggio sulle note salmastre ha toccato poi la Sicilia occidentale attraverso il Metodo Classico Brut Nature Rosé 2021 firmato Tenuta Gorghi Tondi, per poi spostarsi sul profilo insulare campano dell’Ischia Doc Deep Sea Perlage UnderWaterWines di cantine Tommasone. La dimensione sottomarina è stata ulteriormente esplorata attraverso lo Champagne-52, affinato nelle profondità marine da Jamin UnderWaterWines, start up innovativa dedita alla ricerca e sviluppo di tecniche di affinamento subacqueo per vini e distillati.
Espressione della bellezza ligure il Metodo Classico Brut Cuvée Lunae di Lunae Bosoni. A completamento di questa geografia della “viticoltura marittima”, da un lato l’esperienza vulcanico-atlantica del Metodo Classico Malvasia Volcánica Brut Nature Reserve della cantina El Grifo alle Canarie, dall’altro la verticalità austera del Metodo Classico Cap Classique Brut della casa sudafricana Pongrácz.
La cena tra i filari e l’appuntamento al 2027
A conclusione della masterclass, la serata si è trasferita tra i filari per il Sosta Tre Santi Party, dove la proposta culinaria è stata coordinata dallo chef Salvo Baudo dell’Osteria di Cantine Nicosia – impegnato anche nella preparazione dei primi piatti e del gelato artigianale -, ha visto il coinvolgimento attivo di alcune tra le realtà più rappresentative della ristorazione locale: dalle conserve ittiche della famiglia Testa al pane da farine integrali siciliane firmato da Valeria Messina di Forno Biancuccia, fino alle selezioni di salumi artigianali e formaggi siciliani curate da Altagamma Gran Tour del Gusto.

Molto ricercate dai presenti sono state le pizze ad alta digeribilità di Lele Scandurra di Pizzeria L’Evoluzione POP, così come le ricette tradizionali dello chef Massimiliano Romano del Ristorante Zàgarà, da poco inaugurato a Catania; i cocktail sono stati preparati nel corner Gin Ionico, dei Fratelli Pistone.
L’evento ha chiuso un’edizione da record, con già fissata in agenda la tappa successiva: il sipario sull’ottava edizione di Bolle in Vigna si alzerà ufficialmente il 21 luglio 2027.


