La 34ª edizione dell’appuntamento del Movimento Turismo del Vino torna con un ricco programma tra trekking nei vigneti, benessere, cultura locale e percorsi immersivi
L’enoturismo non è più soltanto una destinazione per appassionati di vino e territori vitivinicoli ma una forma di viaggio che mette al centro il tempo, la relazione con i luoghi e una ricerca sempre più marcata di esperienze autentiche.
Non si sceglie una cantina soltanto per degustare ma per vivere uno spazio, comprenderne il paesaggio, incontrare le persone che lo abitano e attraversare storie che prendono forma tra filari, cucina e cultura locale.
In questo scenario si muove la nuova edizione di Cantine Aperte, l’appuntamento simbolo del Movimento Turismo del Vino che sabato 30 e domenica 31 maggio tornerà nelle aziende aderenti in tutta Italia per la sua trentaquattresima edizione. Un evento che, anno dopo anno, ha accompagnato e raccontato l’evoluzione del turismo del vino nel nostro Paese.
Le vigne diventano luoghi da vivere
L’edizione 2026 sarà una finestra aperta sulle nuove direzioni dell’enoturismo contemporaneo, con un’attenzione particolare all’accoglienza, alla sostenibilità e a quella dimensione definita sempre più spesso “turismo rigenerativo”, in cui il viaggio diventa occasione di benessere e riconnessione con l’ambiente.
Le cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino si preparano così a costruire un calendario di esperienze pensate non soltanto per il fine settimana dell’evento, ma come proposta estesa nel corso dell’anno. Non più semplici luoghi di produzione, ma spazi capaci di accogliere e offrire nuove modalità di fruizione.

Tra trekking, arte e incontri con il territorio
Le aziende partecipanti proporranno attività che ampliano l’esperienza tradizionale della visita in cantina. Tra i filari prenderanno forma passeggiate e percorsi di vineyard trekking, tree watching e itinerari tra alberi secolari, occasioni per osservare il paesaggio con una prospettiva differente.
Accanto ai vigneti, spazio agli incontri con i protagonisti del territorio: vignaioli, artigiani e produttori locali entreranno nel racconto attraverso cooking class, cene in cantina, mostre artigianali e visite guidate in grotta.
Non mancheranno attività dedicate al benessere fisico e alla dimensione creativa: lezioni di yoga immerse nella natura, sessioni di pittura guidata, escursioni nei borghi in e-bike, tiro con l’arco, degustazioni al buio e quiz a tema vino costruiranno un percorso partecipativo e trasversale.
Anche la dimensione conviviale troverà spazio con appuntamenti pensati per pubblici differenti: feste a tema, serate ispirate agli anni Settanta e spettacoli di marionette dedicati ai più piccoli.
Un comparto che continua a crescere
Il valore dell’enoturismo continua a consolidarsi anche sul piano economico. Secondo i dati CESEO relativi al 2025, il comparto ha raggiunto un valore di 3,1 miliardi di euro, rappresentando il 21% del fatturato delle cantine turistiche. Un dato che conferma come le aziende abbiano saputo rafforzare la propria offerta e sviluppare nuovi modelli di accoglienza anche in una fase complessa per il settore.
«L’edizione 2026 rappresenta un passaggio decisivo nell’evoluzione dell’enoturismo italiano – sottolinea la Presidente Violante Gardini Cinelli Colombini – un comparto da 3,1 miliardi di euro che rappresenta il 21% del fatturato delle cantine turistiche che, secondo i dati CESEO relativi al 2025, hanno aumentato il loro business turistico dimostrando la loro capacità di innovare e migliorarsi anche in questa fase complessa per il settore. Cantine Aperte si conferma una piattaforma di esperienze diffuse e differenziate, capaci di raccontare il vino e il territorio attraverso un linguaggio nuovo, più contemporaneo e inclusivo, che rimette al centro il benessere delle persone e dei luoghi. Ci concentreremo sul contatto con la natura e con le comunità locali, rafforzando l’attenzione verso un approccio consapevole non solo all’interno della cantina, ma in tutto il territorio: un requisito fondamentale per continuare a tutelare e valorizzare il patrimonio vitivinicolo e paesaggistico del nostro Paese, consolidando il ruolo delle cantine come presìdi attivi di cultura e sostenibilità»

Turismo internazionale e consumo consapevole
Cantine Aperte si rivolge a un pubblico ampio: wine lover, appassionati di gastronomia territoriale, amanti della natura, famiglie e giovani interessati al mondo del vino. Un pubblico sempre più internazionale, come evidenziano i dati dell’ultima indagine del CESEO – Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università LUMSA.
Per il 30% delle cantine associate al Movimento Turismo del Vino, infatti, i visitatori stranieri rappresentano quasi la metà delle presenze complessive. Un segnale che conferma la crescente attrattività dell’enoturismo italiano, ma che apre anche nuove riflessioni sulla necessità di rendere i territori più accessibili e le informazioni più chiare, oltre a proseguire nell’ampliamento dell’offerta.
Anche nel 2026 prosegue inoltre la collaborazione con Wine in Moderation, iniziativa che conferma l’impegno del Movimento Turismo del Vino nella diffusione di una cultura del vino fondata su attenzione, responsabilità e consapevolezza.
Per maggiori informazioni: www.movimentoturismovino.it

