Conio celebra il Fagiolo Bianco con due giorni di bontà

Sono stati due giorni all’insegna della tradizione e dei piatti tipici locali quelli che si sono svolti, il 22 e 23 settembre, nel piccolo borgo dell’entroterra imperiese. Protagonista della sagra, il famoso legume di Conio.

Sagra del Fagiolo bianco di Conio: un'edizione 2018 di successo

Alcuni momento della Sagra del Fagiolo bianco di Conio (Foto © Anna Beccaccini).

Il 22 e il 23 settembre 2018, il piccolo borgo di Conio – situato nell’entroterra imperiese – ha omaggiato il “Fagiolo Bianco” uno dei suoi prodotti tipici divenuto da pochi anni presidio Slow Food.

Il legume e tanti piatti che l’hanno incoronato come ingrediente principe, è stato protagonista della 57-esima edizione della “Sagra dei fagioli” che, da sempre, è un richiamo per turisti e appassionati di gastronomia del Ponente ligure. Anche quest’anno l’evento, organizzato dalla locale Associazione “A Toa De San Muixiu”, si è confermato un vero successo tra sacro, i festeggiamenti a San Maurizio (Santo patrono di Conio), e profano, la degustazione del celebre fagiolo preparato “come tradizione vuole”. Tutto questo tra musica e danze.

Il Fagiolo Bianco di Conio: caratteristiche e ricette

La posizione strategica di Conio, a 630 metri s.l.m., in cima alla Valle Impero, ha fatto sì che il prezioso legume si rivelasse una rarità sin dal XVI secolo, grazie alla tipologia e all’esposizione del terreno e all’abbondanza di acqua sorgiva.

Le caratteristiche essenziali del fagiolo bianco quali, l’impalpabilità della buccia, la carnosità, la morbidezza e il gusto delicato, lo rendono un alimento versatile da consumare abbinato a proteine dal gusto intenso o semplicemente in zuppetta con un filo di olio evo.

Sagra del Fagiolo bianco di Conio: un'edizione 2018 di successo

Stoccafisso e Fagiolo bianco di Conio (Foto © Anna Beccaccini).

Ci sono differenti ricette che esaltano il sapore dell'”oro di Conio” e che sono diventate nel tempo il fiore all’occhiello della gastronomia dell’entroterra ligure. Tra queste, ad esempio, la “Capra con i fagioli” e lo “Zemin“, una zuppa di fagioli, verdura e carne di maiale. Due piatti dal gusto notevole proposti nel corso della sagra.

“Ineja” c’era!

Ebbene sì. Nell’organizzazione della sagra a dare manforte all’Associazione “A Toa De San Muixiu”, c’era il Comitato di San Giovanni e Accademia dello Stoccafisso di Ineja (Oneglia), sempre presente sul territorio per divulgare le tradizioni del Ponente ligure.

Il Comitato ha messo generosamente a disposizione del borgo una delle pentole dei record, la “Battistina”, utilizzata ogni anno in giugno per la festa del Santo patrono di Oneglia. La celebre pentola, con il suo diametro di 1,2 metri, ha reso onore al protagonista assoluto della sagra.

Sagra del Fagiolo bianco di Conio: un'edizione 2018 di successo

La “Battistina”, la pentola con un diametro di 1,2 metri (Foto © Anna Beccaccini).

Il Borgo e le sue vestigia

Conio è una piccola frazione del comune di Borgomaro, in provincia di Imperia. Con una popolazione di circa 80 abitanti fonda la sua economia prevalentemente sull’agricoltura.

Tra le architetture religiose presenti nel borgo degne di nota, l’Oratorio della Santissima Trinità, censito dalla FAI come uno dei luoghi italiani da preservare e valorizzare perché rappresenta un patrimonio artistico di rilievo. L’oratorio seicentesco sorge in una piazzetta all’entrata del paese, a due passi da un caratteristico lavatoio. Anticamente fu sede delle due confraternite del paese.

Sagra del Fagiolo bianco di Conio: un'edizione 2018 di successo

L’Oratorio della Santissima Trinità e, a destra, il suo lavatoio (Foto © Anna Beccaccini).

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Anna Beccaccini

Pasarla Bien - Giornalista nata nel Salento, dopo la maturità, mi sono trasferita al nord alla ricerca di esperienze che stimolassero la mia crescita intellettuale. Ho vissuto a Milano, Bologna e Torino dove mi sono stabilita per 30 anni. Ho studiato Economia aziendale, approfondito lo studio della lingua francese, una delle mie grandi passioni. Complice il grande amore per i vini di qualità, scrivo di cultura enogastronomica, di libri e cinema per varie riviste specializzate. Ho praticato danza afro per 15 anni, poi tango argentino, e da due anni, lo yoga che mi ha svelato nuovi orizzonti fino a convincermi a mollare tutto per trasferirmi ad Imperia dove posso godere della vista e dell'ascolto del mare, direttamente dalla finestra del mio studio.

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Scritto il: sabato, 29 settembre 2018

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