Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto, 53 cantine, degustazioni curate da FISAR Tuscia Viterbese, archeologia, letteratura, arte e street food trasformano il centro storico in un itinerario tra vino e cultura
A Tarquinia il vino si inserisce in un territorio nel quale la cultura etrusca ha lasciato una delle testimonianze archeologiche più importanti del Lazio. È in questo contesto che nasce DiVino Etrusco, festival che da vent’anni lega il vino alla storia e al patrimonio archeologico locale.
Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto, il centro storico della cittadina in provincia di Viterbo torna ad accogliere degustazioni, appuntamenti culturali, arte, letteratura, mercatini, spettacoli, concerti e proposte gastronomiche. La ventesima edizione segna anche un’apertura più ampia verso il Mediterraneo.
DiVino Etrusco 2026, non solo cantine laziali
Sono 53 le cantine presenti, con le realtà vitivinicole riconducibili ai territori della Dodecapoli etrusca, affiancate da produttori provenienti da Sardegna, Sicilia e Calabria.
Un allargamento geografico che mette in relazione territori diversi e rafforza la vocazione della manifestazione a creare occasioni di confronto tra produttori, appassionati e culture del vino. Le degustazioni saranno curate dai sommelier della FISAR Tuscia Viterbese.
A Palazzo Vitelleschi il vino incontra l’archeologia
Il legame con la civiltà etrusca trova una delle sue espressioni più interessanti a Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.
Qui il ciclo “Calici e Cultura”, realizzato con il contributo del Consiglio regionale del Lazio, propone un percorso nel quale archeologia, storia, vino e territorio si intrecciano attraverso degustazioni guidate e approfondimenti dedicati al ruolo del vino nella società etrusca.
Tra gli appuntamenti figura la lectio magistralis di Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, dedicata al bere nell’antichità. Il programma comprende inoltre gli incontri guidati da Carlo Zucchetti, l’enogastronomo con il cappello.
Libri, acquerelli e simboli etruschi
Il programma culturale prosegue con il ritorno del Salotto Letterario, che accompagnerà il pubblico con presentazioni di libri, racconti, percorsi culturali e un appuntamento dedicato all’arte contemporanea.
Non mancano le attività laboratoriali. “Tratti DiVini” propone agli adulti un’esperienza artistica particolare: utilizzare il vino come pigmento naturale per sperimentare la tecnica dell’acquerello. “DiVin Pittore”, invece, è pensato per i bambini e li conduce alla conoscenza dell’arte e della simbologia etrusca attraverso gioco, colori e creatività.
Dallo street food alle specialità del Mediterraneo
Il vino sarà accompagnato da una proposta gastronomica costruita per essere consumata lungo le vie del centro storico. Ristoranti, bar, pasticcerie, rosticcerie, macellerie e pizzerie proporranno specialità da gustare passeggiando, affiancando alla cucina locale le espressioni gastronomiche di Sardegna, Sicilia e Calabria.
Anche sul fronte del cibo, dunque, l’edizione del ventennale amplia il proprio orizzonte: alle preparazioni del territorio si aggiungono sapori provenienti dalle tre regioni protagoniste dell’apertura mediterranea della manifestazione.

Biglietti e prezzi delle degustazionii
Per partecipare alle degustazioni sono disponibili tre formule. Il biglietto giornaliero costa 20 euro e comprende degustazioni illimitate, oltre al bicchiere con tracolla. In alternativa sono disponibili un carnet da quattro assaggi al costo di 10 euro e uno da tre assaggi a 7 euro; entrambi includono bicchiere e tracolla.
Il biglietto può essere acquistato in prevendita online sul sito di Archeoares e ritirato all’Infopoint della Barriera San Giusto. Per gli appuntamenti serali a Palazzo Vitelleschi è previsto un ingresso di 4 euro.
Un festival che rinnova il suo ruolo nella Tuscia
Arrivato alla ventesima edizione, DiVino Etrusco conferma la propria posizione tra gli appuntamenti enogastronomici di riferimento dell’estate della Tuscia.
La ventesima edizione amplia quindi la geografia del DiVino Etrusco e, accanto alle cantine legate ai territori della Dodecapoli, arrivano produttori di Sardegna, Sicilia e Calabria, mentre Tarquinia resta il punto di raccordo tra vino e cultura etrusca.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Tarquinia in collaborazione con Pro Loco Tarquinia e Carlo Zucchetti. Inoltre gode del patrocinio della Regione Lazio, di ARSIAL, della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio Rieti-Viterbo e del Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, con il supporto dell’associazione culturale Viva Tarquinia.
Maggiori informazioni sul sito web di DiVino Etrusco 2026.

