Dal 21 al 23 agosto, la cittadina barese apre le porte alla cultura del fiordilatte e diventa il palcoscenico della cultura casearia murgiana con il Gioia Festival. Dimostrazioni dal vivo e incontri con i produttori raccontano una delle più importanti DOP italiane nell’ambito della campagna europea “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”
Per tre serate, dal 21 al 23 agosto, il centro storico di Gioia del Colle, in provincia di Bari, cambierà volto per accogliere il Gioia Festival, la manifestazione dedicata alla valorizzazione della Mozzarella di Gioia del Colle DOP, eccellenza simbolo della tradizione lattiero-casearia pugliese.
Piazza Plebiscito e le vie circostanti diventeranno il punto d’incontro tra produttori, visitatori e appassionati, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice degustazione e invita a conoscere il patrimonio produttivo della Murgia.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della campagna europea “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, nata per promuovere latte, formaggi e yogurt attraverso i valori della qualità, della tracciabilità e del forte legame con i territori di origine.
L’arte dei casari diventa protagonista
Il cuore della manifestazione sarà rappresentato dal lavoro dei casari, chiamati a mostrare dal vivo le diverse fasi della lavorazione della mozzarella. Dalla filatura alla formatura, ogni gesto racconta una competenza tramandata nel tempo, frutto di esperienza, precisione e conoscenza della materia prima.
Il pubblico potrà assistere alle dimostrazioni artigianali, confrontarsi con i produttori e partecipare a degustazioni che metteranno la Mozzarella di Gioia del Colle DOP in dialogo con altre specialità del territorio, tra cui salumi e olio extravergine di oliva. Un percorso sensoriale che permette di comprendere non solo il valore gastronomico del prodotto, ma anche il contesto culturale e agricolo nel quale nasce.

Un viaggio nella Murgia attraverso una DOP
Il Gioia Festival propone un modo diverso di conoscere la Murgia, partendo da una delle sue produzioni più rappresentative. L’evento diventa così la porta d’accesso a un itinerario che unisce allevamenti, masserie storiche, pascoli e laboratori artigianali, offrendo ai visitatori una lettura autentica del territorio.
La Mozzarella di Gioia del Colle DOP, conosciuta anche come fiordilatte, occupa un posto particolare nel panorama delle produzioni italiane: è infatti la prima mozzarella ottenuta esclusivamente da latte vaccino ad aver conquistato la Denominazione di Origine Protetta dell’Unione Europea.
La sua produzione è concentrata nelle province di Bari e Taranto, in un’area dove le condizioni ambientali e il sapere dei casari contribuiscono a definirne identità e caratteristiche.
Il turismo caseario come leva di sviluppo
La manifestazione evidenzia come il turismo enogastronomico possa rappresentare un’opportunità concreta per le aree rurali del Mezzogiorno. Visitare i luoghi di produzione, incontrare chi realizza quotidianamente queste eccellenze e comprenderne i processi significa generare valore per l’intera filiera e sostenere le economie locali.
«Il turismo caseario rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per le aree rurali del Sud Italia – ha dichiarato Alessandro Mocellin, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca – Manifestazioni come la Festa della Mozzarella di Gioia del Colle DOP permettono ai visitatori di conoscere da vicino le produzioni DOP, sostenere le economie locali e preservare un patrimonio di competenze che costituisce una parte essenziale dell’identità dei territori»
Mocellin sottolinea inoltre come il Gioia Festival traduca sul territorio i principi della campagna europea “Think Milk, Taste Europe, Be Smart!”, promossa dal settore lattiero-caseario dell’Alleanza delle Cooperative Italiane e realizzata da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea.
Qualità, tutela delle produzioni, tracciabilità e valorizzazione della tradizione casearia europea trovano così un’applicazione concreta nell’incontro diretto tra produttori e consumatori, trasformando ogni assaggio in un’occasione di conoscenza del territorio e della sua identità.


