Trentino-Alto Adige Eventi

Merano Wine Festival 2019: eccellenza e sostenibilità si confermano l’anima di questa edizione

Si è conclusa il 12 novembre, la 28^ edizione dell’evento dedicato al mondo del vino: la piccola e bella Merano con la sua Kurhaus, ancora una volta al centro dell’eccellenza enogastronomica

Le sale del Kurhaus, sedi del Merano Wine Festival (Foto © Miriam De Vita).

Cinque giornate di Merano Wine Festival hanno visto sfilare un mondo di vini e prodotti culinari, con la voglia di ritorno alle origini come valore da custodire e applicare costantemente. Storie raccontate dai produttori che hanno confermato quanto il Belpaese abbia il suo posto di diritto sul podio dei prodotti enogastronomici.

Come ogni anno Helmuth Köcher, patron e ideatore del Festival, ha portato il meglio dell’Italia e del mondo nelle maestose sale del Kurhaus  secondo il motto “l’eccellenza è un’attitudine”.

Merano Wine Festival 2019: appunti di viaggio

L’evento è stato inaugurato nella prima giornata dalle produzioni biologiche e biodinamiche, vini PIWI e orange wine con Naturae et Purae –bio&dynamic- l’appuntamento che ha acceso i riflettori sull’importanza della sostenibilità come criterio oramai essenziale di produzione.

Le oltre 200 etichette che hanno sfilato davanti al pubblico di intenditori e di amatori, hanno raccontato un’Italia fatta di tradizione ma che risponde al richiamo di un mondo che sta cambiando e che chiede di non compromettere più il suo futuro: un ritorno alle origini che nel calice significa attenzione e cura nonché riflessioni e approfondimenti.

Le sale gremite hanno testimoniato quanto sia possibile raggiungere, in questo senso, risultati importanti e unici e, senza dubbio, l’assaggio si è rivelato subito la conferma dello sposalizio tra storia e innovazione.

Wine – The Official Selection

Il centro dell’evento nelle giornate successive è stata la degustazione delle etichette di Wine – The Official Selection e di quelle premiate da Wine Hunter Awards, il grande riconoscimento che Helmuth Köche,  il “cacciatore” di eccellenze, ha conferito a diverse realtà regionali del nostro Paese, un titolo che inevitabilmente investe risultato e produttore. 

Iin questi racconti è inscindibile il corpo dall’anima del prodotto finale perché dietro vi sono non solo la filosofia e le tecniche di produzione, ma anche uomini e donne che hanno dato ai loro prodotti la propria immagine e somiglianza, nonché le proprie radici.

Su questo sottofondo e senza tralasciare i trend e la richiesta di mercato, il Festival ha risposto mostrando nuovi percorsi che attraverso creatività e impegno possono portare al grande successo.

E a proposito di creatività, l’edizione di quest’anno è stata dedicata al genio Leonardo da Vinci non solo perché ricorrono i 500 anni dalla sua scomparsa, ma come ci ha raccontato direttamente Helmut Köcher:

«Il vino è stato un traino per la sua vita e nei suoi studi a riguardo è diventato un precursore nella ricerca enologica e di eccellenza».

Wine International e Gourmet Arena

Tra le tante novità di questa edizione, il Wine International ha dato la possibilità al pubblico di incontrare 83 produttori provenienti dalle migliori aree vitivinicole del mondo e, sempre parlando di alta selezione, non possiamo non menzionare l’altra novità della 28^ edizione, ovvero L’Union des Grand Crus de Bordeaux che ha raccolto 13 aziende storiche e i suoi migliori vini.

Merano Wine Festival è stato, come ogni anno, anche l’eccellenza gastronomica che ha dato mostra di sé negli spazi dedicati nella Gourmet Arena dove è stato possibile degustare quei prodotti che fanno l’orgoglio gastronomico dell’Italia.

In questa cornice, si è svolta Territorium&Consortium dove sono stati presentati alcuni territori italiani e i loro prodotti storici protetti da Associazioni e Consorzi di tutela. Tra questi, Campania Felix&Gourmet ha rivelato i sapori autentici della protagonista di questa edizione: la colatura di alici di Cetara, un prodotto sicuramente ancora di nicchia ma che viaggia verso la sua crociata nel mondo e che, grazie all’Associazione che ne tutela la valorizzazione, sta per tagliare il grande traguardo del riconoscimento DOP.

La preparazione delle mozzarella e della pizza con Gino Sorbillo, al centro (Foto © Miriam De Vita). 

Ad arricchire il Festival anche i Side Events e le masterclass nonché il Fuorisalone che ha proposto un percorso parallelo tra musica e aree tasting, dibattiti e argomentazioni che hanno contribuito a raccontare l’eccellenza come attitudine e, quest’anno per la prima volta, nel Fuorisalone c’è stata la storica Forsterbrau Meran. In conclusione, anche questa edizione ha confermato la certezza che il nostro Paese è ricco di eccellenze come…attitudine.

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Miriam De Vita

Miriam De Vita

Giornalista e sommelier, amo ascoltare nel vino ogni suo racconto. Nel mio percorso di studi, la filologia mi ha insegnato che dietro ogni cosa vi sono nascosti mondi spesso inesplorati. Questo è ciò che cerco nelle esperienze enogastronomiche e, per questo, vivo la scrittura come valore e strumento di ricerca. Del bello e del... buono.

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Scritto il: venerdì, 15 20 Novembre19

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