La ventesima edizione del Premio Cinematografico delle Nazioni ha affiancato alle star internazionali un percorso dedicato ai grani antichi, all’artigianato alimentare e alla valorizzazione delle produzioni locali
Dal 25 al 27 giugno, il borgo medievale di Taormina ha ospitato la 20ª edizione del Nations Award, il Premio Cinematografico delle Nazioni presieduto da Michel Curatolo che quest’anno ha affiancato al programma dedicato al cinema un percorso di riflessione sulla sostenibilità, sul patrimonio agroalimentare e sulla cultura del cibo.
Presso il Grand Hotel San Pietro, recentemente interessato da un importante restyling, la manifestazione ha dedicato ampio spazio ai temi della sostenibilità, della valorizzazione del territorio e della cultura gastronomica, mettendo in dialogo alta cucina, tutela ambientale e produzioni locali.

In questo percorso si è inserita anche Thinkingreen, la rassegna organizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Messina negli spazi dell’NH Collection, che quest’anno ha posto particolare attenzione al ruolo del cibo come espressione di identità culturale e di sostenibilità ambientale.
Protagonisti delle varie giornate sono stati i maestri della lievitazione e i custodi della tradizione culinaria artigianale, promotori di una filosofia orientata al chilometro zero, alla riduzione degli sprechi alimentari e al rispetto incondizionato per i cicli naturali.
La sostenibilità passa anche dalla tavola
Tra le eccellenze protagoniste della rassegna ha spiccato la pizza al tegamino di Giuseppe Pavone, scelta per aprire il Gala del festival. Un prodotto fortemente radicato nella tradizione gastronomica, reinterpretato con sensibilità contemporanea, che valorizza ingredienti selezionati da piccoli produttori del territorio. Una scelta che dimostra come sia possibile fare alta ristorazione, riducendo in modo drastico l’impatto ambientale legato alla logistica e alle problematiche della filiera lunga.

Allo stesso modo, l’esperienza culinaria della manifestazione si è arricchita grazie al contributo del maestro Mario Privitera che attraverso i suoi grandi lievitati ha raccontato la Sicilia partendo dalle materie prime. Nei suoi prodotti trovano spazio la biodiversità dell’isola e il recupero dei grani antichi, offrendo al pubblico non soltanto un prodotto da gustare, ma un vero e proprio viaggio nella memoria storica, culturale e biologica del territorio siciliano.

La manifestazione ha dedicato un focus speciale ai “grani della bellezza”, un tema che connette idealmente le moderne pratiche di agricoltura sostenibile con la storia millenaria dell’umanità.
Le riflessioni di Zahi Hawass sul rapporto tra storia e sostenibilità
La sostenibilità è stata uno dei fili conduttori del Nations Award 2026, tema che ha accompagnato anche la presenza di numerosi ospiti del mondo della cultura e del cinema.
Madrina della ventesima edizione è stata Margherita Mazzucco, affiancata dall’attrice Mădălina Ghenea, ambassador ufficiale del premio. Tra gli ospiti anche Michele Morrone, Alessandra Mastronardi, Özge Özpirinççi, Toni Collette, Mario Cucinella, Sasà Selvaggio, Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini.
Particolarmente significativo l’intervento di Zahi Hawass, tra i massimi esperti mondiali di archeologia egizia ed ex Ministro delle Antichità dell’Egitto, che ha collegato il tema della sostenibilità alla storia dell’agricoltura e delle antiche civiltà.
A La Gazzetta del Gusto Hawass ha dichiarato:
«Dobbiamo imparare dagli antichi egizi, perché hanno dedicato la propria vita all’aldilà, costruendo piramidi, tombe e templi. Per questo dico sempre che la fede nella vita ultraterrena ha costruito l’Egitto. Di ciò abbiamo testimonianze nell’agricoltura, nella coltivazione del grano, nei paesaggi. Attraverso le tombe è possibile constatare i tempi di pratica dell’agricoltura, come lavoravano e perché credevano che lo avrebbero rifatto nell’aldilà. Sono felice che il Nations Award celebri questi temi, riunendo personalità capaci di diffondere un messaggio di sostenibilità. Mi sento onorato di essere qui e di vedere il legame tra Taormina, questo festival e l’antico Egitto».

Il programma del Nations Award 2026 si è concluso sabato 27 giugno, presso il Teatro Antico di Taormina, dove si è svolta la serata di gala dedicata alla consegna dei riconoscimenti.
La conduzione è stata affidata all’attrice Barbara Tabita e al giornalista Andrea Morandi, che hanno accompagnato il pubblico nell’evento conclusivo della ventesima edizione del Premio Cinematografico delle Nazioni.


