La manifestazione dedicata alla granita artigianale celebra la tradizione siciliana, sperimenta nuove ricette e lavora a una futura edizione nel mercato australiano
Anche quest’anno la Nivarata di Acireale, il festival dedicato alla granita artigianale giunto all’XI edizione, ha richiamato maestri gelatieri, professionisti del settore e appassionati, confermandosi uno degli appuntamenti più importanti dedicati a una delle specialità simbolo della Sicilia.
Nel cuore di piazza Duomo, la manifestazione ha celebrato la tradizione valorizzando gusti classici come la mandorla di Avola, il Limone dell’Etna IGP, il pistacchio di Bronte e la fragola di Maletto. Tra i momenti più apprezzati dal pubblico, lo show cooking dedicato alla preparazione della granita secondo il metodo tradizionale, un salto nel passato per scoprire come veniva prodotta prima dell’avvento dei moderni macchinari.

La granita tradizionale protagonista dello show cooking
Protagonista della dimostrazione è stato il maestro gelatiere Franco Patanè, che ha illustrato le tecniche utilizzate un tempo per ottenere una consistenza fine e vellutata.
«Per preparare una ventina di coppette da circa 40 grammi l’una – ha raccontato Patanè – ho fatto mantecare un litro d’acqua, 500 ml di succo di limone e 250 grammi di zucchero dentro un contenitore d’acciaio. Quest’ultimo viene inserito in un tino di legno di castagno e circondato da ghiaccio e sale: una miscela che permette di abbassare la temperatura fino a -20 gradi. La mantecazione avviene sbattendo il composto, che incorpora aria mentre l’acqua, congelando, forma piccoli e fitti cristalli di ghiaccio».
Il maestro ha poi ricordato come questa tecnica rappresenti un patrimonio di conoscenze tramandato nel tempo:
«È un’arte che ho imparato da bambino, negli anni Sessanta, andando in bottega dal mio maestro».
Secondo Patanè, ogni artigiano conserva inoltre una propria interpretazione della ricetta.
«Io amo utilizzare una percentuale elevata di succo di limone: la sua acidità e la sua componente zuccherina contribuiscono a creare una texture incredibilmente fine e vellutata».
Le mystery box e i Velvet Cocktail
La manifestazione, organizzata da Giuseppe Leotta e Fulvio Massimino, ha introdotto quest’anno interessanti novità. Tra queste il debutto delle granite alcoliche, nell’ambito del concorso Velvet Cocktail, e una sfida riservata ai maestri gelatieri che, partendo dalla classica granita alla mandorla, hanno dovuto abbinarla a ingredienti insoliti e sconosciuti, rivelati soltanto al momento dell’apertura di una mystery box.

Lunghe file di appassionati hanno dimostrato l’interesse per i Velvet Cocktail, ideati meno di un anno fa dal consulente Food & Beverage Luca Gandolfi e presentati per la prima volta al pubblico acese della Nivarata.
«Il mio obiettivo è sempre stato quello di allontanarmi dal classico concetto di gelateria per avvicinarmi alla filosofia dell’American Bartending, mantenendo però la struttura vellutata tipica di una granita o di un sorbetto – ha spiegato Gandolfi –. Non pensavo che il risultato finale potesse rimanere così fedele ai cocktail originali. Per riuscirci uso esclusivamente acqua e saccarosio combinati, a seconda della ricetta, con tequila, succo di pompelmo, prosecco o bitter».
Il consulente ha poi sottolineato quanto sia fondamentale, per ottenere questa consistenza perfetta, il supporto tecnico del mantecatore con inverter.
Il progetto di una Nivarata in Australia
Tra gli ospiti più autorevoli dell’edizione 2026 figurava Luigi De Luca, maestro gelatiere messinese e titolare di una nota cremeria a Sydney.
Proprio sul palco della Nivarata, nel 2015, De Luca aveva ricevuto il titolo di “Ambasciatore della granita in Australia” e quest’anno la sua presenza è stata accompagnata da una novità destinata a segnare il futuro della manifestazione.
«Stiamo lavorando per portare una versione della Nivarata nel mercato multiculturale australiano – ha dichiarato il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo – affinché anche all’estero possano comprendere la vera essenza e l’eccellenza della nostra tradizione».

Un progetto ambizioso che chiama in causa il ruolo cruciale degli artigiani oltreconfine, come ha sottolineato lo stesso De Luca. :
«C’è ancora una grande battaglia culturale da affrontare – ha osservato -. Noi gelatieri che lavoriamo fuori dall’Italia abbiamo la responsabilità di trasmettere il valore di questo prodotto attraverso l’educazione al gusto, all’assaggio e persino alle corrette modalità in cui si mangia la granita con e senza brioche».
Un evento gastronomico sempre più internazionale
Alla manifestazione hanno partecipato maestri gelatieri provenienti da tutta Italia, oltre a professionisti arrivati da Giappone e Corea del Sud, che hanno portato ad Acireale esperienze, creatività e contaminazioni internazionali.
Una presenza internazionale che conferma come la granita siciliana abbia superato i confini regionali per diventare un prodotto identitario capace di incontrare culture e mercati diversi. In questo percorso, la Nivarata rappresenta una delle principali vetrine dedicate alla valorizzazione e all’evoluzione di questa specialità siciliana.
I vincitori della Nivarata 2026
Menzioni speciali
- Originalità della ricetta: Nello Trovato e Concetto Puglisi – Bar Re Dolce e Freddo (Acireale)
- Innovazione e ricerca: Sanghyuck Cha – Scooper Gelateria (Corea del Sud)
- Armonia degli ingredienti: Shoei Nakagawa – Gelateria Sinpaci (Giappone)
Velvet Cocktail Contest
- Angelo Cardella – Eden Bar (Aci Trezza)
- Giacomo Barone – Tutto Gelato (Caltagirone)
- Shoei Miyamoto – Petit Chateau (Giappone)
Sorbetto dell’Anno – Premio Caviezel
- Ivan Procopio – Amedeo Gelato Artigianale (Catanzaro)
- Giacomo Barone – Tutto Gelato (Caltagirone)
- Simone Leonardi – Bar d’Aci (Acireale)
Granita Classica – Premio Don Angelino
- Gassen Boumellah – Bar Kennedy (Acireale)
- Shoei Miyamoto – Petit Chateau (Giappone)
- Giacomo Barone – Tutto Gelato (Caltagirone)
Granita dell’Anno – Premio Conpait
- Shoei Miyamoto – Petit Chateau (Giappone)
- Angelo Cardella – Eden Bar (Aci Trezza)
- Luigi Beretta – Gelato della Fattoria (Pavia)

