Il 13 settembre l’Orto Botanico ospita la quinta edizione della Vendemmiata Romana. Al centro della festa, la raccolta delle uve del Vigneto Italia e la nascita della seconda annata di Somma Sapienza
Per un giorno, Roma ritrova uno dei rituali più antichi della cultura agricola, quello della vendemmia.
Domenica 13 settembre, dalle 9 alle 18.30, l’Orto Botanico di Roma, a Largo Cristina di Svezia 23, accoglierà infatti la quinta edizione della Vendemmiata Romana, una giornata dedicata alla raccolta dell’uva e accompagnata da musica, canti, danze, giochi e convivialità.
Dopo le serate di Roma Hortus Vini, che hanno portato il pubblico a conoscere più da vicino il Vigneto Italia nella sua veste estiva, Luca Maroni e Francesca Romana Maroni tornano ad animare gli spazi del giardino trasteverino proprio nel momento più significativo del ciclo della vite.
La raccolta delle uve del Vigneto Italia
Il momento centrale della manifestazione sarà alle 12, quando i partecipanti potranno cimentarsi nella raccolta delle uve del Vigneto Italia, guidati da esperti viticoltori. Non si tratterà soltanto di assistere alla vendemmia, ma di entrare concretamente nel suo rituale, toccando i grappoli e seguendo da vicino una fase decisiva della vita della vigna.
Le uve raccolte saranno affidate all’azienda vinicola Federici, che ne curerà la lavorazione per ottenere la seconda annata, la 2026, di Somma Sapienza. Il vino, prodotto sia in bianco sia in rosso, riunirà le diverse varietà autoctone coltivate all’interno dell’Orto Botanico, proseguendo l’esperimento avviato con la prima vendemmia.
Vigneto Italia, un museo vivente della vite italiana
Impiantato nel 2018 da Luca e Francesca Romana Maroni insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia, in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, si estende su circa 500 metri quadrati alle pendici del Monte Gianicolo, area storicamente vocata alla viticoltura.
Qui convivono 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da tutte le regioni italiane, isole comprese, alle quali si aggiungono 20 varietà internazionali. Le barbatelle, due per ciascun vitigno, sono state impiantate secondo il tradizionale sistema ad alberello e coltivate in regime biologico e biodinamico, sottoposte alle medesime condizioni di sole, vento e acqua.
La presenza nello stesso vigneto di varietà provenienti da territori molto diversi consente di osservarne il comportamento nelle medesime condizioni ambientali.
A pochi passi dalle Mura Aureliane, inoltre, rappresenta l’unico progetto universitario al mondo che prevede la produzione di vino in un contesto urbano utilizzando uve coltivate direttamente in città.
Somma Sapienza, il vino nato da 150 varietà
Il primo risultato del progetto risale alla vendemmia del settembre 2022, quando furono raccolti circa 200 chilogrammi di uva. Da quella massa eterogenea è nato Somma Sapienza, un esperimento di microvinificazione reso particolarmente complesso dalla quantità ridotta di materia prima.
Il Somma Sapienza rosso nasce dall’insieme di 76 varietà, mentre il bianco è ottenuto da un blend di 79 uve.
Il bianco si distingue per la componente aromatica al naso e per un palato equilibrato, nel quale morbidezza e acidità procedono insieme lasciando una sensazione tattile viscosa. Nel rosso emergono invece ciliegia e marasca, accompagnate dalle spezie e da una sfumatura balsamica legata al legno; la bocca conserva morbidezza, ma con un bilanciamento affidato alla componente acida e tannica.

Una giornata tra giochi, danze e sapori
Per tutta la giornata saranno proposti giochi e laboratori creativi e didattici dedicati alla vite e al vino, insieme alle visite guidate alla scoperta delle bellezze del giardino trasteverino.
Non mancheranno musica, canti e stornelli, pizzica e salterello, antiche danze della tradizione popolare del Centro Italia. La giornata sarà completata dalle degustazioni di vino e dagli assaggi di street food nelle apposite aree ristoro.
Per maggiori informazioni: www.senseventi.com


