Alla Convention Nazionale AIS di Bari, produttori, istituzioni e professionisti del settore si sono confrontati sui cambiamenti del mercato, sul ruolo della formazione e sulla necessità di rafforzare il legame tra filiera, giovani e territori
Nonostante i cambiamenti climatici, i dazi americani e i diversi modelli di consumo che emergono, nel 2025 l’Italia mantiene la leadership mondiale come esportatore e produttore di vino in volume: sono oltre 44 milioni gli ettolitri prodotti, mentre le esportazioni sfiorano i 21 milioni.
Ed è prima anche per qualità certificata. Le 523 Dop e Igp italiane rappresentano il 56% della produzione nazionale e costituiscono uno degli elementi che rafforzano la competitività del vino italiano sui mercati internazionali.
AIS: «Per il settore è il momento di fare sistema»
Alla luce dei dati Ismea (vedi tabella), gli Stati Generali e la Convention Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier si sono incontrati a Bari dal 5 al 7 giugno.

Una tre giorni in cui i vertici dell’Associazione, le delegazioni territoriali, diversi ospiti chiamati a intervenire, tra cui docenti, produttori e partner istituzionali hanno dato il via a un confronto per affrontare la sfida della trasformazione in atto. “Fare sistema” è stata la risposta.
«Per garantire la solidità del comparto occorre generare valore con un raccordo etico tra chi produce, governa, vive i luoghi e forma», ha affermato il presidente di AIS Italia, Sandro Camilli, ribadendo il ruolo dell’Associazione come piattaforma di raccordo tra filiera, istituzioni, scuole e territori.
«L’AIS agisce proprio in questo spazio. Attraverso la guida, i corsi e gli eventi diamo voce alle eccellenze e costruiamo una rete di ambasciatori; con le borse di studio per le scuole ne ribadiamo il valore educativo e sociale. Divulgare questa visione eleva la percezione del vino e ne promuove un consumo culturale, garanzia per il futuro del mercato. Questa è la cerniera di cui ha bisogno il Sistema Paese», ha concluso Camilli, sintetizzando il ruolo che l’associazione intende svolgere nel collegare produzione, formazione, istituzioni e consumatori.

Cultura del vino e nuove generazioni al centro del dibattito
I dati delineano un quadro chiaro: il vino non è in crisi, ma sta semplicemente cambiando lo scenario. Per questo e per rispondere alla sfida, occorre sviluppare forme di comunicazione più contemporanee e accessibili al nuovo pubblico, con particolare attenzione ai giovani, con l’obiettivo di trasformare il cambiamento del settore in un’occasione di crescita culturale, educativa e territoriale.
«Sessant’anni fa qualcuno ha deciso che il vino dovesse diventare cultura – ha ricordato Camilli –. Abbiamo insegnato a degustare, abbiamo portato il vino nel mondo. Ogni giorno siamo il riferimento più autorevole per chi il vino lo sceglie, lo serve e lo ama. Non certifichiamo etichette, formiamo le persone. Il sommelier AIS non è solo un narratore, è un garante, un mediatore culturale tra la produzione virtuosa e chi la sceglie».
Proprio nel centenario della nascita di Luigi Veronelli è stata richiamata la centralità della cultura del vino come patrimonio identitario e leva di sviluppo per le comunità locali. Un riferimento non casuale, con cui AIS ha voluto sottolineare come il vino continui a rappresentare uno strumento di valorizzazione dei territori, della loro storia e delle economie locali.
Il gioco di squadra come modello per il futuro del comparto
Come fare sistema e squadra? Durante la Convention del 6 giugno, moderata dal giornalista RAI Gianluca Semprini, si è riflettuto proprio sul valore del gioco di squadra e sulla necessità di rafforzare il dialogo tra competenze, filiera e territori.
Sono intervenuti, tra gli altri, Dominga Cotarella, amministratore delegato Famiglia Cotarella e presidente Terranostra e Campagna Amica, che ha sottolineato il valore dell’alleanza tra mondo del vino, agricoltura e turismo, e l’ex CT della Nazionale, Roberto Donadoni, che ha portato sul palco la sua esperienza sul gioco di squadra applicata alla crescita di lungo periodo.

Le borse di studio AIS per valorizzare territorio e sostenibilità
E, a proposito di formazione e di saper parlare anche ai giovani coinvolgendoli in prima persona, sono state consegnate cinque borse di studio da 2.500 euro ciascuna, istituite da AIS nell’ambito della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, nata nel 2011 e giunta alla XVI edizione.
I riconoscimenti sono stati assegnati, tra gli altri, all’I.I.S.S. “Basile-Caramia-Gigante” di Locorotondo (BA), all’IPSSAR “Santa Marta” di Pesaro e all’ITET “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta (CT), per progetti dedicati a vigne e uliveti urbani interpretati non solo come spazi agricoli ma come strumenti di inclusione sociale, rigenerazione territoriale ed ecologica delle città.
Il concorso ha coinvolto diverse tipologie di scuole – istituti agrari, geometri, alberghieri e turistici – nella creazione di un progetto orientato alla sostenibilità, alla valorizzazione del patrimonio e al rapporto tra scuola e territorio.
Non sono mancate esperienze per rafforzare il legame tra vino, cultura, formazione e identità paesaggistica. Occasioni rivolte alla valorizzazione della Puglia, come masterclass sui vitigni autoctoni, un itinerario tra i vicoli di Bari Vecchia, le degustazioni della XII edizione di Bianca di Puglia e, nella giornata conclusiva, un percorso in Valle d’Itria tra Alberobello e la Cantina Museo Albea.


