La seconda edizione della manifestazione di Ragusa Ibla ha celebrato la tradizione casearia locale con degustazioni, dimostrazioni dal vivo, incontri e laboratori. Al centro anche il potenziale del comparto come leva per lo sviluppo turistico del territorio
Si è conclusa con una partecipazione significativa di pubblico la seconda edizione di We Cheese – Il Ragusano DOP e i formaggi iblei, la manifestazione che per quattro giorni ha animato le vie di Ragusa Ibla, confermando il crescente interesse verso il patrimonio caseario del territorio.
L’edizione 2026 ha assunto un valore particolare perché si è svolta nell’anno in cui Ragusa è stata insignita del titolo di “Città del Formaggio 2026“ da parte di ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio.
Promosso dal Centro Commerciale Naturale Antica Ibla insieme al Comune di Ragusa, Libero Consorzio Comunale, Camera di Commercio del Sud-Est, Consorzio di Tutela del Ragusano DOP, CoRFiLaC, Diprosilac e ONAF, We Cheese 2026 ha proposto un calendario di appuntamenti tra gastronomia, cultura e promozione del territorio.

Il Ragusano DOP protagonista insieme ai formaggi degli Iblei
L’evento ha avuto come filo conduttore il Ragusano DOP, affiancato da altre produzioni simbolo dell’area iblea, tra cui Cosacavaddu, provola iblea, ricotta e mozzarella, raccontate attraverso degustazioni, dimostrazioni di caseificazione e incontri con produttori e casari.
Uno dei momenti più seguiti è stato il Caseificio Live “Dal latte alla tavola”, dove il pubblico ha potuto osservare dal vivo le diverse fasi della produzione del formaggio grazie al gruppo di giovani casari di Passione Latte. Grande interesse ha suscitato anche la tradizionale marchiatura a fuoco del Ragusano DOP, rito che certifica l’autenticità del prodotto e rappresenta uno dei simboli della tradizione casearia locale.

Talk, showcooking e attività per le famiglie
Accanto alle degustazioni, We Cheese 2026 ha ospitato un ricco programma culturale e divulgativo. Tra gli ospiti sono intervenuti Antonio Auricchio, presidente di AFIDOP, la cheese teller Maria Cristina Crucitti e, in collegamento, il professor Vincenzo Russo dell’Università IULM di Milano, che ha approfondito il contributo delle neuroscienze nella comunicazione dei prodotti alimentari.
Il programma ha incluso anche presentazioni di libri, showcooking realizzati dagli chef e dai pasticceri APCI, menù tematici proposti dai ristoranti aderenti e laboratori dedicati ai bambini, organizzati dalle aziende della rete delle Fattorie educative iblee.
Il turismo caseario come opportunità per gli Iblei
We Cheese ha ribadito il ruolo che l’enogastronomia può assumere nella valorizzazione del territorio. Lungo il Viale dei Giardini, i visitatori hanno avuto l’opportunità di incontrare direttamente i produttori, mentre in via Orfanotrofio è stata allestita una mostra dedicata al tradizionale carretto siciliano, contribuendo a raccontare l’identità culturale degli Iblei.

Secondo l’assessora comunale allo Sviluppo economico Catia Pasta, la manifestazione rappresenta un progetto che va oltre la promozione gastronomica:
«Si chiude WE CHEESE e lo facciamo con la soddisfazione di aver messo al centro il vero motore della nostra economia: la capacità di fare. È il valore che muove le imprese, i produttori, i ristoratori; che sta alla base delle eccellenze del territorio.Questa manifestazione è stata molto più di un evento. È stata un’opportunità di crescita, di confronto e di promozione per il comparto lattiero-caseario e per tutta l’identità ragusana. Come Amministrazione crediamo nello sviluppo economico che parte dal basso, dalla qualità, dalla sostenibilità. WE CHEESE ha dimostrato che Ragusa sa fare rete, sa attrarre, sa raccontarsi. Ringrazio il Ccn Antica Ibla e tutti coloro i quali sono stati coinvolti nell’organizzazione a partire dagli Uffici comunali, gli espositori, i partecipanti ai talk, i ristoratori, i visitatori e chi ha creduto in questo progetto che ha voluto unire enogastronomia, cultura e turismo. In questo anno speciale che vede Ragusa Città del Formaggio 2026 proseguiamo un percorso di valorizzazione delle nostre produzioni sui mercati nazionali e internazionali che guarda oltre quest’anno e oltre questo riconoscimento».
Sulla stessa linea il presidente del Centro Commerciale Naturale Antica Ibla, Daniele La Rosa, che individua nel turismo enogastronomico una delle principali prospettive di sviluppo per il territorio
«Il Ragusano DOP e i formaggi degli Iblei possono diventare un autentico prodotto turistico. I giovani casari rappresentano un esempio concreto di restanza e resilienza: scelgono di investire nella propria terra, custodendo la tradizione e innovando. Dobbiamo continuare a costruire un’offerta turistica enogastronomica sempre più integrata, mettendo in rete produttori, strutture ricettive, ristorazione ed esperienze. Allo stesso tempo è fondamentale comunicarla in modo efficace attraverso fiere di settore, tour operator, portali web, operatori turistici e infopoint, affinché le eccellenze del nostro territorio diventino una delle principali motivazioni di viaggio verso Ragusa e gli Iblei».


