La nuova governance punta sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, sul peso delle denominazioni locali e su una maggiore presenza nelle fiere nazionali e internazionali. Primo banco di prova sarà Vinitaly and The City Calabria in Wine
La viticoltura reggina prova a rafforzare la propria presenza nel panorama enologico nazionale partendo da una nuova governance. Alberta Nesci è stata eletta presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Reggio Calabria, al termine delle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali svoltesi il 4 agosto.
Al suo fianco, nel nuovo Consiglio di amministrazione, ci saranno Giuseppe Fragomeni, nominato vicepresidente, Marialetizia Longo, Francesco Macrì, Antonino Tramontana, Maria Laura Calarco e Francesco Tramontana.
Il cambio al vertice arriva in una fase in cui il vino calabrese sta cercando di acquisire ulteriore riconoscibilità e consolidare il suo posizionamento, mentre per il territorio reggino resta centrale il patrimonio costituito dai vitigni autoctoni e da areali produttivi molto differenti tra loro, alcuni caratterizzati da condizioni di coltivazione particolarmente impegnative.
Vitigni autoctoni e denominazioni al centro del nuovo mandato
È proprio sull’identità territoriale che la nuova presidenza intende concentrare una parte significativa del proprio lavoro.
Tra gli obiettivi indicati dal Consorzio figurano una maggiore valorizzazione delle denominazioni locali, la promozione dei vitigni autoctoni e l’incremento del valore percepito dei vini prodotti nel territorio. A questo dovrebbe affiancarsi una partecipazione più coordinata alle principali fiere ed eventi nazionali e internazionali.
Un percorso che richiederà anche un rapporto più stretto con le istituzioni. Il Consorzio ha infatti indicato nella collaborazione con la Regione Calabria uno degli assi strategici del nuovo mandato, con l’obiettivo di inserire maggiormente le produzioni reggine nelle iniziative di promozione del vino calabrese.
«Le Terre di Reggio Calabria vantano una tradizione vitivinicola straordinaria che merita di emergere a livello nazionale e internazionale», ha dichiarato Alberta Nesci dopo l’elezione. La presidente ha sottolineato anche l’«unità d’intenti» del nuovo Consiglio di amministrazione e la volontà di rappresentare i diversi areali produttivi della provincia.

Il patrimonio vitivinicolo delle Terre di Reggio Calabria
La sfida parte da un territorio enologicamente complesso, nel quale la viticoltura si sviluppa tra costa, rilievi e versanti che in alcune zone impongono lavorazioni difficili e scarsamente meccanizzabili.
È anche questa frammentazione geografica a contribuire alla varietà del patrimonio vitivinicolo reggino. La nuova governance individua proprio nella tutela dell’identità locale uno degli strumenti per aumentare la riconoscibilità delle produzioni, evitando che il vino della provincia venga percepito semplicemente come parte indistinta dell’offerta regionale.
L’obiettivo dichiarato è quindi lavorare contemporaneamente su tutela, promozione e posizionamento, cercando di trasformare la specificità territoriale in un elemento maggiormente riconoscibile anche fuori dalla Calabria.
Il debutto a Vinitaly and The City Calabria in Wine
Il primo banco di prova arriverà a breve con Vinitaly and The City Calabria in Wine, in programma a Reggio Calabria l’8 e 9 agosto 2026, dove i produttori reggini saranno presenti nell’ambito delle iniziative dedicate al vino regionale.
Per la presidente Alberta Nesci sarà la prima occasione pubblica per presentare il percorso appena avviato e confrontarsi con operatori, buyer, stampa e appassionati.
«Saremo pronti ad accogliervi e raccontare il nostro territorio direttamente dai calici e farvi scoprire il nuovo volto dei vini di Reggio Calabria», ha dichiarato Nesci invitando operatori e pubblico all’appuntamento.
Al di là della prima uscita istituzionale, la verifica più significativa arriverà nei prossimi mesi, quando gli obiettivi annunciati dovranno tradursi in iniziative concrete per le aziende aderenti: dalla presenza sui mercati alla promozione delle denominazioni, fino alla capacità di costruire un’immagine riconoscibile delle diverse aree vitivinicole della provincia.

