Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi classifica capsule e cialde come imballaggi. Ecco cosa cambia per la raccolta differenziata a partire dal 12 agosto
Per milioni di italiani il rito del caffè resterà lo stesso ma cambierà il modo di conferire capsule e cialde nella raccolta differenziata.
Dal 12 agosto 2026, con l’entrata in vigore del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation), questi prodotti saranno infatti considerati ufficialmente imballaggi, anche se al loro interno resteranno residui di caffè.
Si tratta di una novità destinata a incidere sulle abitudini quotidiane dei consumatori e sull’intera filiera del riciclo, introducendo criteri uniformi per etichettatura, raccolta e gestione del fine vita.
Come cambia la raccolta differenziata
La principale conseguenza riguarda le indicazioni riportate sulle confezioni. Le nuove etichette ambientali dovranno indicare con maggiore chiarezza dove conferire capsule e cialde, distinguendo i materiali utilizzati.
In linea generale, le capsule in alluminio o plastica dovranno essere conferite secondo le indicazioni riportate dal produttore e nel rispetto delle regole del proprio Comune. Le cialde e le capsule certificate compostabili, invece, potranno essere smaltite nella raccolta dell’organico, laddove il servizio sia previsto. Eventuali componenti separabili dovranno essere conferiti nella raccolta dedicata.
Una delle novità più significative riguarda proprio i residui di caffè. A differenza di quanto avviene per molti altri imballaggi, non sarà necessario eliminare il caffè residuo prima dello smaltimento.
Il nuovo regolamento, infatti, riconosce che capsule e cialde arrivano normalmente a fine vita con il loro contenuto ancora presente.
«Non è necessario svuotare la capsula prima di gettarla: è la norma stessa a riconoscere che si tratta, ad oggi, di un imballaggio che nella stragrande maggioranza dei casi arriva ancora pieno a fine vita», spiega Michele Monzini, vicepresidente del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food.
Una responsabilità condivisa tra imprese e consumatori
L’entrata in vigore del PPWR coinvolge tutti gli attori della filiera. Le aziende saranno chiamate a progettare capsule e cialde sempre più facilmente riciclabili e a identificarne chiaramente i materiali. Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) continuerà a supportare imprese e sistemi di raccolta, mentre ai consumatori spetterà il compito di seguire le nuove indicazioni riportate sulle etichette.
Secondo il Comitato Italiano del Caffè, il nuovo sistema punta anche ad armonizzare la comunicazione ambientale a livello europeo, riducendo le differenze che oggi esistono tra i diversi territori.
Per accompagnare la transizione, il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food ha istituito una commissione dedicata a capsule e cialde, impegnata su eco-design, sperimentazione dei sistemi di raccolta e dialogo con gli impianti di selezione.
L’obiettivo è rendere questi prodotti sempre più compatibili con i sistemi automatici di riciclo, attraverso materiali semplificati e soluzioni progettuali che facilitino il recupero delle diverse componenti.
Per i consumatori, invece, il cambiamento più evidente sarà rappresentato da un’etichettatura ambientale più chiara e uniforme, pensata per rendere la raccolta differenziata di capsule e cialde un gesto semplice e immediato.
«Le aziende italiane del caffè non subiscono la transizione ecologica, ma la guidano da pionieri, trasformando i vincoli normativi del PPWR in grandi opportunità di innovazione industriale. Siamo pronti per il 12 agosto 2026. Per noi la sostenibilità non è un obbligo dell’ultimo minuto, ma un percorso industriale concreto che portiamo avanti da anni, a tutela dell’accessibilità del prodotto e della continuità del rito del caffè, irrinunciabile per le famiglie italiane» conclude Monzini.


