Con la chiusura delle scuole cambiano gli equilibri domestici. Tra viaggi, centri estivi e attività educative, smartphone e tablet diventano spesso un supporto organizzativo più che un semplice passatempo
Con l’estate arrivano anche giornate più lunghe, vacanze, gite fuori porta e nuove occasioni da condividere in famiglia. Ma, insieme alla fine della scuola, arrivano anche interrogativi pratici che migliaia di genitori si trovano ad affrontare ogni anno: come organizzare il tempo libero dei figli e quali attività proporre quando gli impegni lavorativi continuano.
Con la chiusura delle scuole, molte famiglie italiane si trovano inoltre a gestire un’estate sempre più lunga e frammentata. Tra genitori che lavorano, centri estivi dai costi elevati e vacanze concentrate in poche settimane, organizzare le giornate dei bambini è diventato un vero esercizio di equilibrio quotidiano.
In questa situazione, smartphone, tablet e computer occupano uno spazio sempre più rilevante nella quotidianità dei più piccoli. Oltre a essere strumento di intrattenimento, per molte famiglie rappresentano una soluzione concreta per gestire le settimane estive, soprattutto quando non si può contare sull’aiuto dei nonni, dei centri estivi o di una babysitter.
A fotografare la situazione è una ricerca condotta dalla scuola di inglese online Novakid su 960 genitori di Italia, Polonia, Romania e Turchia, dalla quale emerge che durante le vacanze estive il tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi passa da circa due a quattro ore al giorno.
Secondo l’indagine, il 62% dei genitori ammette che controllare il tempo trascorso davanti ai dispositivi durante le vacanze rappresenta una sfida. Quasi un terzo degli intervistati, inoltre, afferma che l’uso di smartphone e tablet provoca discussioni frequenti o interferisce con le abitudini del sonno.
«Istintivamente pensavo che il problema fosse il tempo trascorso davanti agli schermi. I dati mostrano invece che la vera preoccupazione dei genitori riguarda cosa fanno i bambini durante quelle ore e quanto quel tempo sia guidato da uno scopo preciso», osserva Max Azarov, CEO e cofondatore di Novakid.
La ricerca mette in evidenza quanto la scuola non offra soltanto apprendimento, ma scandisce la giornata con orari, compiti e attività. Quando le lezioni terminano, molte famiglie devono ricostruire autonomamente quell’equilibrio e non sempre è una cosa semplice.
Il digitale non è il nemico, ma servono attività con obiettivi chiari
L’indagine evidenzia che il 78% dei genitori vivrebbe con maggiore serenità il rapporto dei figli con gli schermi se il tempo trascorso online fosse dedicato ad attività educative e organizzate.
Il punto, dunque, non sembra essere la semplice riduzione delle ore davanti ai display, quanto la qualità dell’esperienza digitale.
«Non è realistico pensare di eliminare smartphone e tablet durante le vacanze. La differenza la fanno routine, obiettivi chiari e attività che producono un risultato concreto per il bambino», sottolinea Azarov.
Negli ultimi anni, del resto, l’offerta di contenuti formativi accessibili da casa è cresciuta sensibilmente: corsi di lingua, laboratori creativi, lezioni interattive e piattaforme didattiche cercano di trasformare il tempo trascorso online in un’occasione di apprendimento.
Cresce la ricerca di esperienze condivise
Accanto al mondo digitale, molte famiglie scelgono di riempire l’estate con esperienze che coinvolgano i bambini in attività pratiche e relazionali. Agriturismi, fattorie didattiche, laboratori di cucina, percorsi nella natura e visite ai borghi rappresentano occasioni per scoprire il territorio e, al tempo stesso, limitare l’uso passivo degli schermi.
Anche il turismo enogastronomico sta intercettando questa esigenza, proponendo attività pensate per i più piccoli, dalla preparazione della pasta fresca alla raccolta della frutta, fino ai percorsi dedicati alla conoscenza delle produzioni locali.

Sembra, quindi ragionevole che il tema non sia più scegliere tra tecnologia e vita all’aria aperta, ma trovare un equilibrio tra esperienze digitali e attività concrete che incontri anche il favore dei più piccoli.
Cinque idee per un’estate meno digitale
Non sempre è possibile eliminare smartphone e tablet dalla quotidianità dei bambini, soprattutto quando gli adulti continuano a lavorare. Esistono però alcune strategie che possono aiutare le famiglie a costruire giornate più equilibrate e ricche di stimoli.
- Coinvolgere i figli nella preparazione di ricette semplici, dalla pasta fresca ai dolci estivi, trasformando la cucina in un momento di condivisione.
- Programmare visite a fattorie didattiche, mercati contadini e aziende agricole aperte al pubblico.
- Organizzare brevi escursioni nei borghi o nei parchi naturali, alternando gioco e scoperta del territorio.
- Stabilire momenti precisi dedicati ai dispositivi, evitando che smartphone e tablet diventino l’unica occupazione delle giornate.
- Affiancare all’intrattenimento digitale attività educative, come corsi di lingua, laboratori creativi o letture condivise.
Un’estate da costruire giorno dopo giorno
Secondo Novakid, mantenere anche durante la pausa estiva brevi momenti dedicati all’apprendimento può aiutare i bambini a conservare abitudini positive e ridurre le tensioni legate all’uso dei dispositivi elettronici.
La ricerca suggerisce che gli schermi, da soli, non rappresentano necessariamente un problema. A fare la differenza sono soprattutto l’organizzazione familiare, la disponibilità di alternative e la capacità di trasformare il tempo libero in un’occasione di crescita, scoperta e condivisione.

