Dal dress code alla scelta del menù, dal posto a tavola alla gestione del conto: tutte le buone maniere per chi invita (e per chi è invitato) a pranzo o cena in un locale, secondo il Galateo
Il ristorante è il luogo migliore per invitare qualcuno quando non si ha il tempo o la possibilità di accogliere ospiti a casa.
Che sia un locale semplice o stellato, è spesso meno impegnativo di un invito domestico ma anche in questa situazione il Galateo ha delle regole che è bene conoscere.
L’atteggiamento di chi invita al ristorante è pressoché lo stesso che avrebbe se ricevesse in casa. Cerchiamo di individuare come comportarsi, cosa fare e cosa non fare, fin dalla ideazione.
Galateo al ristorante: cosa fare prima dell’invito
Chi invita dovrà prenotare per tempo un locale che risponda alle proprie esigenze, avvisare con un po’ di anticipo gli ospiti, informandoli del motivo dell’invito e – se l’occasione lo richiede – qual è il dress code.
Se gli ospiti sono numerosi, è più elegante concordare un menù con il ristoratore, tenendo presenti eventuali allergie o intolleranze dei convitati. Se, invece, è un evento ristretto a poche persone, saranno loro stesse a scegliere dalla carta ciò che gradiscono.

Come deve comportarsi chi invita
Di rigore è giungere prima degli invitati e riceverli in piedi, presentando coloro che eventualmente non si conoscessero. Mentre si attende che tutti siano presenti, è buona regola offrire un aperitivo, magari accompagnato da uno stuzzichino o finger food che predisponga al pasto, senza però appesantire.
I posti a tavola saranno decisi dal “padrone/a di casa” secondo le regole del Galateo.
Al momento di sedersi, alle signore verrà lasciata la visuale migliore e i signori aspetteranno che esse si siano accomodate prima di sedersi.
Compito dell’anfitrione è controllare che tutto fili liscio, che in tavola nulla manchi e che la buona conversazione la faccia da regina.
E gli ospiti?
Nessun invitato dovrà rivolgersi personalmente al cameriere per ordinare, ad esempio, il vino. Sarà sempre chi invita a fare da tramite.
Mai abbuffarsi di pane mentre si attende il cibo: serve solo ad accompagnare il pasto e non andrebbe toccato prima del secondo piatto.
Il tovagliolo va posato in grembo (non al collo, come Monsieur Poirot) all’arrivo della prima portata. Non si deve augurare “buon appetito”, ma se qualcuno lo fa è comunque educato rispondere: il silenzio potrebbe mettere gli altri a disagio.
Come comportarsi con il cellulare
Liberatevi dello smartphone: non poggiatelo sul tavolo e, se possibile, spegnetelo o almeno silenziatelo. Eviterete così di disturbare gli altri commensali e la vostra serata si svolgerà più serenamente, permettendovi di godervi i piatti e la compagnia senza fastidiose interruzioni.
Stare a tavola è un’emozione che coinvolge tutti i sensi: non permettiamo a un dispositivo elettronico di intromettersi fra noi e il piacere di assaporare buon cibo, buon vino e buona compagnia.
Le occasioni speciali
In caso di compleanni, cerimonie o altre occasioni, valgono le stesse regole. È più elegante che, chi ha invitato, saldi il conto il giorno dopo: se possibile, accordatevi in anticipo con il ristoratore. In caso contrario, alzatevi con discrezione e recatevi alla cassa senza attirare l’attenzione.

E per finire…
Se alla fine del pasto il conto viene portato in tavola, non controllatelo ad alta voce, non sbandierate la cifra e non commentatela davanti agli ospiti.
La mancia va lasciata solo al personale, mai se si è stati serviti direttamente dal titolare.
Alla fine del pranzo, chi ospita si alzerà per primo e, con eleganza, congederà gli ospiti, che si accomiateranno ringraziando.

