Il giovane pastaio palermitano, oggi al ristorante Grano di Dublino, conquista il titolo nazionale al DMED di Napoli. Sul podio anche Fatima Laouichi e Daniela Cocilova, in una finale che ha confermato la crescita della pasta fresca artigianale in Italia e all’estero
Il Campionato della Pasta fatta a mano 2026 ha il suo vincitore. Giovanni Mannino, ventiquattrenne di origini palermitane che vive e lavora in Irlanda, ha battuto gli altri concorrenti e ha convinto la giuria della finale con le sue “Trofie Bilingue”, un piatto che condensa le sue radici italiane e l’esperienza maturata oltremanica.
La finale nazionale si è svolta presso la Stazione Marittima di Napoli, nell’ambito del DMED – Salone della Dieta Mediterranea, e ha riunito ventidue finalisti selezionati attraverso un tour che ha attraversato l’Italia coinvolgendo scuole di alta formazione, professionisti e appassionati della pasta fresca artigianale.
Dall’Italia all’Irlanda: il percorso di Giovanni Mannino
Nato a Palermo, cresciuto a Venezia e trasferitosi in Irlanda appena maggiorenne, Mannino lavora oggi presso il ristorante Grano di Dublino. Le sue “Trofie Bilingue” costituiscono una personale reinterpretazione del pesto alla genovese attraverso ingredienti provenienti dalla campagna irlandese: trofie condite con pesto di ortiche, pinoli, Fiore Sardo e aglio, accompagnate da piselli irlandesi, baby potatoes e fiori di erba cipollina.
«Vivo in Irlanda da cinque anni e oggi risiedo a Dublino, ma la mia prima esperienza nel Paese è iniziata quando avevo diciotto anni, nella contea di Carlow, un luogo al quale resto profondamente legato. Per questo ho scelto di costruire le Trofie Bilingue partendo proprio da ingredienti provenienti da quel territorio. Ricevere questo riconoscimento è un’emozione difficile da descrivere: non me lo aspettavo. Oggi penso a quel ragazzo che, cinque anni fa, partì per l’Irlanda inseguendo un amore e una passione. Questa vittoria è anche sua.», ha dichiarato Giovanni Mannino al termine della finalissima.

Una finale che premia tecnica e creatività
A decretare il vincitore è stata una giuria composta dagli chef stellati Salvatore Elefante e Domenico Marotta, affiancati dai giornalisti Luciano Pignataro e Anna Paola Merone, con Salvatore Bocchetti nel ruolo di giudice tecnico.
Oltre al titolo assoluto, Mannino ha ricevuto il tradizionale “Pettorello”, opera in ceramica realizzata dall’artista campano Sasà Sorrentino e simbolo della manifestazione.
Sul secondo gradino del podio è salita Fatima Laouichi, pastaia marocchina cresciuta in Sardegna e oggi titolare di un pastificio nei pressi di Montecarlo. Il suo piatto, Il Viaggio di un granello, ha proposto un impasto a granellatura manuale con semola di grano duro e un ricco accompagnamento di ortaggi, burrata, bottarga di muggine e sfere di aceto balsamico.

Terzo posto per Daniela Cocilova, private chef romana di origini abruzzesi, che con Umami Laziale ha reinterpretato l’anolino in brodo attraverso tecniche ispirate alla cucina giapponese.

I premi speciali del Campionato
La competizione ha assegnato anche numerosi riconoscimenti tematici.
Fatima Laouichi ha conquistato sia il premio per il Miglior Formato di Pasta della Tradizione, assegnato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, sia il premio DMED – Equilibrio Nutrizionale dedicato ai principi della Dieta Mediterranea.
Giovanni Mannino ha invece ottenuto il riconoscimento per il Miglior Impasto, conferito da Molini Pizzuti, e quello per la Miglior Ricetta della Tradizione, promosso dalla Fondazione Vincenzo Agnesi.
A Stefania Manzi è andato il premio per la Miglior Pasta Ripiena, mentre Daniela Cocilova ha ricevuto il Premio Sostenibilità del Consorzio RICREA.
Si aggiudica invece il primo posto della “ Categoria Amanti” la salernitana Giulia Ricci con i suoi cappellacci con impasto agli spinaci.
Un campionato sempre più internazionale
Le finali di Napoli hanno rappresentato l’ultimo atto di un percorso iniziato nei mesi precedenti con selezioni organizzate negli store Eataly di Torino, Bologna, Firenze, Milano e Roma, oltre che nelle scuole di alta formazione gastronomica Ad Horeca di Bari e In Cibum di Salerno. Una tappa specifica è stata dedicata anche alla pasta fatta a mano senza glutine durante il Villaggio Gluten Free Celiakè!? di Roma.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la collaborazione con GialloZafferano: il vincitore registrerà infatti la propria ricetta negli studi del noto portale gastronomico, mentre i primi cinque classificati parteciperanno ai Pasta Lab, contenuti formativi digitali che saranno pubblicati sui canali ufficiali del Campionato.
Napoli al centro di una tre giorni dedicata alla pasta fatta a mano
Per tre giorni il capoluogo campano è diventato un vivace laboratorio dedicato alla pasta fresca artigianale, tra gare, degustazioni, masterclass e incontri di approfondimento. Un appuntamento che continua a crescere per partecipazione e livello tecnico, confermando il ruolo della pasta fatta a mano come uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana. Per restare aggiornati sulla prossima edizione e iscriversi alle tappe, consultare il sito web del Campionato.

