Presentati a Milano i sei volumi ammessi alla finale dell’edizione 2026: un percorso narrativo che spazia dal teatro alla viticoltura, dalle spezie indiane alle risaie, in attesa del verdetto definitivo a fine ottobre
Nell’Auditorium di Vittoria Assicurazioni S.p.A., nel capoluogo lombardo, lo scorso 16 settembre gli autori dei volumi vincitori del Premio Selezione Bancarella della Cucina si sono incontrati di persona per la prima volta.
La ventunesima edizione del riconoscimento ha presentato i titoli ritenuti meritevoli dell’ingresso in finale: sei case editrici diverse per altrettanti autori, a comporre un quadro che mostra quanto si sia allargato l’orizzonte dei libri di cucina.
A vagliare i titoli è stata una Commissione composta da rappresentanti della Fondazione Città del Libro e delle due associazioni di librai, quella dei Pontremolesi e quella delle Bancarelle. Sul giudizio hanno pesato la qualità letteraria e gastronomica degli autori, insieme alla ricchezza e alla varietà dei temi.
Finalisti dei Premi Bancarella della Cucina
Il sipario si alza con Salvatore Schiavone, autore di «A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema. L’alchimia teatrale e il mare azzurro, generano magici gusti e sapori» (Cacucci Editore), che intreccia arte culinaria, teatro e cinema evocando suggestioni di taglio mediterraneo.
Cambia ambientazione «Ermione. Vite&Vite. Fermenti femminili» di Elvia Gregorace (Trenta Editore). Il titolo gioca sul doppio senso di vite, pianta ed esistenze, e racconta l’energia femminile che anima con passione la viticoltura.
Lo sguardo si sposta poi in Asia. «Haveli: l’India nel piatto» di Giotti Singh (Il Forchettiere) attraversa il subcontinente in 25 ricette, dal Punjab al Kerala, da Goa al Bengala, tra spezie e profumi, alla ricerca della cucina indiana più autentica.
Al Giappone punta invece Giuseppe Bianco con «La cucina dei manga» (Gribaudo), un’incursione curiosa e contemporanea nella cultura pop che insegna a preparare le pietanze diventate iconiche nei fumetti. Con «La moneta bianca. Viaggio politico e sociale nei territori del riso» (Il Saggiatore), Francesca Grazioli firma invece un’indagine accurata sulle radici e sull’economia delle aree risicole.
A chiudere la rassegna è Mariachiara Montera con «Sugo. Perché il cibo della nonna è importante quanto un piatto stellato» (Blackie Edizioni). Il libro riporta agli affetti domestici e celebra memoria e valore delle ricette di famiglia, capaci di emozionare cuore e palato con la stessa dignità e nobiltà dell’alta ristorazione.
«L’appuntamento di presentazione dei finalisti dei Premi Bancarella, nel prestigioso Auditorium di Vittoria Assicurazioni S.p.A., a Milano, ci permette di far incontrare per la prima volta gli Autori finalisti, in un ambiente confortevole che trasmette grande attenzione alla lettura ed alla cultura in generale – ha dichiarato Ignazio Landi, Presidente della Fondazione Città del Libro – La grande produzione letteraria rivolta all’argomento cucina, rende ogni anno sempre più difficile la selezione. Riteniamo però di aver individuato i migliori protagonisti, le storie più accattivanti, e nella contesa finale di Pontremoli vedremo chi avrà convinto di più i librai, i giornalisti, gli esperti della gastronomia. Voglio anche ringraziare le Case Editrici, sempre al nostro fianco, nel sostegno ai premi Bancarella»
La finale e due riconoscimenti in più
Chiusa la tappa milanese, gli autori si ritroveranno a Pontremoli il 25 ottobre, per la serata che vedrà la proclamazione del Premio Bancarella della Cucina 2026.
Nel corso della stessa giornata, al termine delle presentazioni del mattino, la Commissione ha deciso di assegnare altri due riconoscimenti a «Sangue delle Langhe» di Marina Marazza (Solferino) e a «Pasta Diva» di Andrea Grignaffini (Marsilio Editori).


