Il MASAF ha annunciato la “Cambiale Frantoi Oleari”, una misura da 40 milioni di euro gestita da ISMEA. Finanziamenti per cinque anni, due di preammortamento, destinati ai frantoi attivi registrati nel SIAN con giacenze di olio extravergine di oliva
Quaranta milioni di euro per sostenere la liquidità dei frantoi nella fase produttiva. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha annunciato la “Cambiale Frantoi Oleari”, una nuova misura gestita da ISMEA che mette a disposizione finanziamenti a tasso zero da 3.500 a 50.000 euro.
Le caratteristiche del finanziamento per i frantoi oleari
L’intervento è destinato a coprire i costi di gestione e a fornire risorse finanziarie durante la fase di produzione. Il finanziamento avrà una durata di cinque anni, con due anni di preammortamento, quindi la restituzione del capitale inizierà dal terzo anno attraverso rate trimestrali. Il tasso zero è ottenuto mediante l’abbattimento totale degli oneri finanziari.
Chi può accedere alla Cambiale Frantoi Oleari
L’iniziativa si rivolge ai frantoi attivi con regolare registrazione nel portale SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale che registrano giacenze di olio extravergine di oliva.
Le domande saranno gestite interamente online attraverso il sito web di ISMEA nel corso del mese di ottobre 2026. È prevista un’istruttoria rapida per accelerare l’erogazione dei finanziamenti.
Al momento non è stata indicata una data precisa per l’apertura dello sportello, quindi modalità operative e tempistiche saranno comunicate da ISMEA.
Perché la misura punta sui frantoi
Il sostegno arriva in una fase delicata per la filiera olivicola e olearia italiana. Durante la campagna olearia i frantoi devono affrontare costi operativi e necessità finanziarie concentrati in un periodo relativamente breve.
La “Cambiale Frantoi Oleari” interviene proprio sulla liquidità e va distinta dalle misure destinate agli investimenti strutturali o all’ammodernamento degli impianti.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha collegato il provvedimento alla necessità di sostenere le attività produttive e il reddito agricolo, indicando nella solidità finanziaria dei frantoi un elemento rilevante per l’intera filiera olearia. Il Ministero ha, inoltre, richiamato il rafforzamento dei sistemi di tracciabilità dell’olio d’oliva, con particolare riferimento alla distinzione tra prodotto 100% italiano e oli provenienti da altri Paesi europei ed extraeuropei.
Nello stesso intervento Lollobrigida ha ricordato i 300 milioni di euro destinati al settore olivicolo attraverso Coltivaitalia, finalizzati al contrasto delle fitopatie, all’incremento della produzione di qualità e alla competitività sui mercati.
CIA: «Misura attesa, ora una riforma della filiera»
L’annuncio ha suscitato le prime reazioni delle organizzazioni agricole. CIA-Agricoltori Italiani ha definito l’intervento da 40 milioni una misura attesa, ricordando che era stata richiesta e condivisa nell’ultimo Tavolo di settore con le organizzazioni. La Confederazione chiede però che il provvedimento sia accompagnato da un intervento più ampio sul funzionamento della filiera olivicola.
CIA richiama, in particolare, l’attuazione del Piano olivicolo nazionale, la necessità di intervenire sulle eccedenze, il miglioramento del SIAN e lo sviluppo di accordi di filiera che riducano il ricorso a contrattazioni occasionali. CIA chiede anche tempi certi nell’assegnazione delle risorse alle imprese frantoiane.
Anche Coldiretti ha accolto favorevolmente lo stanziamento, chiedendo però una verifica puntuale dei dati relativi all’olio in giacenza e criticando gli operatori che ritiene coinvolti in pratiche speculative e commerciali scorrette.
Il requisito delle giacenze di olio
Per accedere al finanziamento non sarà sufficiente essere un frantoio attivo e registrato nel SIAN, ma sarà necessaria una giacenza di olio extravergine di oliva, cioè olio ancora disponibile nei depositi e regolarmente registrato nel sistema.
Il Ministero non ha, però, ancora indicato l’ammontare di tale giacenza né la data alla quale dovrà risultare registrata. Questi aspetti dovrebbero essere chiariti con le istruzioni operative di ISMEA.


