Il cuoco e volto televisivo polacco-canadese Antoni Porowski ha raccontato alla BBC i pasti che continua a ricordare dopo anni di viaggi. Tra questi c’è anche una faraona alla creta assaggiata sulle colline piacentine
Quando arriva in un posto che non conosce, Antoni Porowski ha un metodo piuttosto semplice per individuare un locale dove si mangia bene: cerca una nonna.
Il modello polacco-canadese diventato popolare soprattutto grazie a Queer Eye, la serie Netflix nella quale si occupa di cibo e cucina, non ricorre quindi ad app o classifiche sullo smartphone né sceglie i locali di cui tutti parlano.
In un’intervista rilasciata a BBC Travel ha spiegato che a incuriosirlo è soprattutto l’atmosfera e che, quando si imbatte in un ristorante con pochi tavoli e una nonna in cucina, ci sono buone probabilità che si fermi. «In quei posti presumo che si mangi dannatamente bene», afferma.
A proposito dei suoi viaggi, ha parlato di posti che continuano a tornargli in mente, un elenco personale che attraversa Paesi e cucine molto diverse e nel quale ha trovato posto anche l’Italia. Più precisamente, le colline piacentine.
Chi è Antoni Porowski
Nato in Canada da genitori polacchi, Porowski ha scritto libri e partecipato a programmi legati alla gastronomia e al viaggio. Oltre a Queer Eye, ha condotto Easy-Bake Battle per Netflix nel 2022 e No Taste Like Home per National Geographic nel 2025.
Il 7 giugno 2026 ha debuttato Best of the World with Antoni Porowski, produzione National Geographic disponibile anche in streaming su Disney+ e Hulu.
Viaggiare e mangiare, quindi, sono diventati parte integrante del suo lavoro. Quando la BBC gli ha chiesto quali fossero i pasti rimasti davvero nella memoria,Porowski non ha costruito una graduatoria di ristoranti celebri, ma ha scelto piatti legati a luoghi, incontri e circostanze precise.
Tra i ricordi gastronomici c’è una faraona mangiata nel Piacentino
La tappa italiana risale alle riprese di No Taste Like Home, programma nel quale Porowski viaggia insieme ai suoi ospiti alla ricerca delle origini familiari attraverso il cibo.
Con l’attore americano Justin Theroux il percorso lo ha portato in Emilia-Romagna e, in particolare, nel Piacentino. Qui uno dei pasti destinati a rimanergli impressi è stato quello alla Locanda del Falco di Rivalta di Gazzola, ristorante situato ai piedi del borgo fortificato di Rivalta.
Il piatto ricordato da Porowski è la faraona alla creta, preparazione che prevede una lunga cottura all’interno di un involucro di argilla. Nella versione assaggiata durante quel viaggio, la faraona era accompagnata da fichi e lardo. Non fu evidentemente un assaggio dimenticabile. Porowski racconta alla BBC che al tavolo erano in cinque e che finirono per ordinare due faraone.
Dell’esperienza italiana Porowski conserva anche un altro ricordo, questa volta legato a due prodotti che difficilmente potrebbero essere più emiliani. Justin Theroux gli suggerì di provare Parmigiano Reggiano con aceto balsamico, un abbinamento elementare per chi vive in Emilia ma che per Porowski si trasformò invece in una piccola scoperta.
L’esperienza gli piacque abbastanza da convincerlo a tornare a casa con due bottiglie di balsamico. Alla BBC ha raccontato che nel giro di un mese le aveva già finite.
I piatti che continuano a tornare in mente
Il Piacentino è soltanto una delle fermate della geografia gastronomica personale raccontata da Porowski. I suoi ricordi attraversano città e Paesi diversi, da Varsavia a Parigi, da Città del Messico a Mykonos.
Il filo che li unisce non sembra essere il prestigio dei ristoranti, quanto il contesto semplice, le persone incontrate, una preparazione particolare o qualcosa che in quel momento ha sorpreso il viaggiatore.
La battuta di Porowski coglie anche un piccolo paradosso del turismo gastronomico contemporaneo. Mai come oggi disponiamo di recensioni, classifiche, social network, fotografie dei piatti e mappe capaci di suggerirci in pochi secondi dove andare a cena. Eppure alcuni dei ricordi più persistenti nascono ancora da incontri difficili da programmare.
Un’insegna intravista passando, pochi tavoli, qualcuno che suggerisce una specialità locale. O, nel caso di Porowski, una nonna che cucina.

