Gazzetta del Vino Lazio

L’evoluzione dell’Aleatico nei vini di Antonella Pacchiarotti

L’Aleatico di Antonella Pacchiarotti: che bella sorpresa
Antonella Pacchiarotti produttrice di Aleatico a Grotte di Castro (Foto © Malinda Sassu).

Dolce per tradizione ma secco nell’anima: sulle vigne del Lago di Bolsena, il coraggio di una donna e della sua scelta senza reticenze nelle sei anime del vitigno della Tuscia viterbese

Nella bella cantina di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, l’Aleatico di Antonella Pacchiarotti parla di vino a chi il vino lo ama davvero, mostrando un’anima diversa da quella tradizionale, volutamente dolce e passita.

Caparbia, tenace e visionaria, fiera della sua scelta in controtendenza e di quella “vigna che fa come le pare”, Antonella Pacchiarotti ha così guidato il territorio verso un nuovo cambiamento, diventando protagonista di una Tuscia operosa, quella del fare e del talento tutto femminile.

Ispirate visioni in rosa di una donna che ha osato sfidare sé stessa in un contesto che parlava solo al maschile e che, prima fra tutti, ha regalato all’Aleatico, sei volti diversi, ognuno con la propria identità e carattere.

Aleatico per passione, il motto della cantina di Antonella Pacchiarotti
Antonella Pacchiarotti declina l’Aleatico in sei volti diversi, ciascuno con una propria identità (Foto © Malinda Sassu).

L’Aleatico di Antonella Pacchiarotti: l’anima vulcanica delle vigne sul Lago di Bolsena

I Vini Pacchiarotti hanno un’identità precisa, un tributo al mondo femminile nei nomi e nelle intenzioni di Antonella che, coadiuvata dal lavoro dell’enologo Daniele Di Mambro, realizza una piccola ma preziosa produzione di circa 10.000 bottiglie che vedono solo acciaio e non nascondono l’anima sapida e aromatica del vitigno.

È il territorio il cuore del suo Aleatico: due ettari e mezzo di magiche vigne affacciate sul Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, in un contesto paesaggistico stupendo.

Ne conseguono suoli altamente minerali che donano carattere e sapidità ai due cloni di una vigna che prende iniziative, con una sua autonomia e una sua personalità, come racconta Antonella.

Un’esposizione felice, a circa 500 metri sul livello del mare e la determinante influenza climatica delle acque del lago fanno il resto.

Pian di Stelle il rosato Aleatico di Antonella Pacchiarotti
IGT Rosato Pian di Stelle: l’Aleatico si tinge di rosa nel primo vino nato in cantina (Foto © Malinda Sassu).

Le diverse anime dell’Aleatico nei vini Pachiarotti: in principio fu il Pian di Stelle

Una cantina spettacolare nel centro del comune di Grotte di Castro, ricavata da una galleria scavata nel tufo e che arriva fin sotto la piazza principale del paese: nasce qui il primo vino, il Pian di Stelle, il Rosato IGT dal tenue color corallo.

Breve macerazione sulle bucce, dalle 24 alle 36 ore, a seconda dell’annata  dal caratteristico aroma di rosa e ciliegia, litchi e pompelmo rosa. Decisa la spalla acida e sapida per un vino da bere e ribere, non solo come aperitivo.

Matèe e Ramatico: freschezza e sapidità da uve che nascono sul Lago di Bolsena

Il volto in bianco dell’Aleatico di Antonella Pacchiarotti si fa strada nel Matèe 2019, un vino che degustato in diverse annate ha dimostrato di saper invecchiare molto bene.

Rose bianche e salvia si alternano ad agrumi e pesche. Grande la freschezza, viva la mineralità vulcanica trasmessa dal territorio. Un cavallo di battaglia aziendale dalle enormi potenzialità.

L’estrema versatilità è, invece, tutta racchiusa nell’Igt Rosato Ramatico, l’ultimo nato in casa Pacchiarotti, ottenuto “per sbaglio” e dimenticato in pressa per colpa di un panino.

Il color rame dona il nome ad un vino che non ha paura del tempo e si esprime con struttura e persistenza aromatica: frutta gialla ed erbe aromatiche. Grande finale minerale nell’annata 2015, più speziato e fruttato nella 2019.

Cavarosso l'IGT rosso Aleatico di Antonella Pacchiarotti
Cavarosso: eleganza e raffinato corredo aromatico nell’Aleatico rosso di Pacchiarotti (Foto © Malinda Sassu).

Il volto delle donne nei vini della tradizione: Cavarosso, Turan e Butunì

Il territorio e la sua storia si riflettono nei nomi e nella vinificazione dei due vini dolci: l’Aleatico tradizionale Butunì e il passito Turan. Leggera surmaturazione in pianta per il primo e appassimento sui graticci il secondo.

Dedicato al nome della dea etrusca, simbolo della terra e dell’amore, il Turan appassisce per una durata variabile, a seconda delle annate e racchiude tutta la magia vulcanica di queste colline. Fiori e frutta appassita, volutamente più complesso e ragionato, per nulla stucchevole.

Conquista sin da subito, invece, il Rosso IGT Cavarosso 2019: di grande eleganza il rosso rubino, raffinato il corredo aromatico di marasca e more, rosa canina e spezie dolci. Tannini delicati, grande freschezza e sapidità, lunga la persistenza fruttata e floreale del finale. Straordinario anche nelle annate precedenti.

Rotondità e gentilezza che solo l’Aleatico sa dare, un vitigno che ha ancora tanto da dire e da trasmettere.

Azienda Agricola Pacchiarotti Antonella
Via Roma, 14 – Grotte di Castro (VT)
Sito web

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Malinda Sassu

Giornalista e autore Wine, Food & Travel per diverse testate giornalistiche cartacee e online, in Italia e all'estero. Appassionata della vita, dei viaggi e della gente, scopro il mondo attraverso il cibo e il vino, esplorando ristoranti nascosti, cantine e destinazioni culinarie uniche.

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