Gazzetta del Vino Trentino-Alto Adige

Cantina Colterenzio, vini dal carattere alpino

Abbiamo degustato i vini di Colterenzio, una delle cantine più giovani dell’Alto Adige. Nata nel 1960 dall’idea di 26 soci fondatori, oggi raggruppa ben 300 famiglie produttrici

Cantina Colterenzio, vini  dal carattere alpino
Nata nel 1960 da 26 soci fondatori, oggi Colterenzio raggruppa 300 famiglie produttrici (Foto © Sito web Colterenzio).

L’elegante sala del Ristorante Kallmunz di Merano (BZ), i cui piatti si caratterizzano per l’impiego di prodotti stagionali provenienti da piccoli produttori locali, ha ospitato durante il Merano Wine Festival, la presentazione dei vini della Cantina Colterenzio di Cornaiano/Appiano (BZ).

Degustazione etichette Colterenzio
La presentazione dei vini Colterenzio al Ristorante Kallmunz di Merano (Foto © Antonio Lodedo).

Cantina Colterenzio, tra passato e presente

Colterenzio è una delle cantine più giovani dell’Alto Adige, nata nel 1960 dall’idea di 26 soci fondatori e che oggi raggruppa ben 300 famiglie produttrici.

Protagonisti della serata sono stati i vini Cru ed i vini Lafoà, linea che si identifica con l’inizio della rivoluzione qualitativa del vino in Alto Adige e del lavoro pionieristico portato avanti dall’azienda di Cornaiano/Appiano.

Luis Raifer, oggi presidente onorario, iniziò negli anni ’80 un percorso di cambiamento nello stile della vinificazione altoatesina e nella ricerca della qualità. In quegli anni il vino stava compiendo un cambiamento importante: si allontanava dall’essere una bevanda e diventava, sempre di più, un qualcosa da stappare in occasione di momenti importanti.

Raifer diresse la propria attenzione prima di tutto alla lettura attenta e corretta del territorio, per poi individuare i vitigni più adatti a essere impiantati, ricorrendo, se necessario, al cambio del sistema di allevamento.

Breg Colterenzio: Pinot Bianco in purezza

Dal pensiero e dalle intenzioni di Luis Raifer nasce Breg, Cru 100% Pinot Bianco e coltivato tra i 500 e i 600 mt su suoli calcarei, in una delle zone più vocate per i vitigni a bacca bianca.

L’area è caratterizzata da buona ventilazione e buone escursioni termiche che valorizzano il corredo aromatico del vitigno. Se per lungo tempo il Pinot Bianco è stato in Alto Adige il vino bianco più importante, prima della diffusione di Sauvignon Blanc e Gewurztraminer, il Breg Colterenzio restituisce il meritato primato ad un calice che si distingue per struttura, complessità, freschezza, mineralità, morbidezza e persistenza.

Le etichette Colterenzio presentate alla degustazione a Merano (Foto © Antonio Lodedo).

Progetto Lafoà: dal territorio alla vocazione internazionale

Tuttavia chi vuole capire lo stile Colterenzio deve calarsi nel mondo Lafoà e capirne i suoi vini. Il progetto Lafoà, iniziato negli anni ’80 e che trae il nome dall’analoga zona viticola, ha voluto dimostrare che anche l’Alto Adige poteva essere in grado di dar vita a vini importanti e di fama internazionale.

Luis Raifer iniziò quindi piantando Sauvignon Blanc e Cabernet Sauvignon passando poi, nel corso degli anni successivi, ad aggiungere anche altri vitigni, ma sempre restando fedele alla ricerca della qualità senza compromessi. Il progetto nel corso degli anni evolve e si estende su altri vigneti e su nuovi vitigni, ultimo tra questi il Pinot Nero.

Lafoà offre vini che sanno esprimerne i caratteri del comprensorio alpino da cui hanno origine; prodotti caratterizzati da una complessità di aromi che trasportano il degustatore in un vero e proprio viaggio tra le vallate e le montagne dell’Alto Adige.

L’utilizzo del legno grande, di media dimensione e la classica barrique, apportano un complemento “in punta dei piedi” ai vini, con aromi che sono solo di contorno a quelli propri dei vini.

Ecco che Lafoà Sauvignon Blanc non è mai estremamente varietale, ma ricerca in ogni annata l’intesa tra l’espressione aromatica del vitigno e l’impiego del legno. La sua sapidità dà grinta al calice, caratterizzato però anche da estrema finezza.

Nello Chardonnay, Colterenzio ha sempre creduto e profonda è la conoscenza e competenza su tale vitigno. La scelta accurata dei legni e delle partite cui far fare la malolattica è frutto di lunghi e attenti studi, oltre che di anni di prove ripetute. Obiettivo è ampliare il corredo aromatico dello Chardonnay per andare oltre il varietale, ricercando sentori tostati, caramellati, di pietra focaia e di frutta secca, solo per citarne alcuni.

Infine il Pinot Nero, ultima entrata nella linea Lafoà dopo un periodo di sperimentazione di oltre dieci anni, si conferma il principe dei vini rossi, offrendo un calice fruttato con lievi sentori di affinamento in legno e dotato di estrema eleganza e finezza.

Cantina Colterenzio Soc. Agr. Coop.
Strada del Vino 8 – Cornaiano/Appiano (BZ) 
Sito webFacebookInstagram

image_pdfimage_print
© Riproduzione vietata

Condividi su:

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati alla nostra newsletter

Antonio Lodedo

Giornalista con la passione per l’analisi sensoriale, Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, Maestro Assaggiatore ONAF e Assaggiatore di oli EVO. Mi occupo di enogastronomia quale sintesi di territorio, tradizioni, lavoro, prodotti tipici, storia, cultura, ma anche amicizia, studio, divertimento, viaggi e allegria.

GdG Channel

Categorie

Pubblicità


Pubblicità

I nostri partner