Gazzetta del Vino Umbria

Cantine Blasi, gusto e sapori lungo i filari di Umbertide

Dai salumi all’olio passando per il vino: passioni di famiglia e storie straordinarie di una giovane realtà nel cuore verde dell’Umbria

Cantine Blasi: storia e vini dell'azienda di Umbertide
Vini e salumi, il connubio perfetto nella produzione della famiglia Blasi (Foto © Malinda Sassu).

Un mix di bellezza e cultura dove aleggia il profumo di un mondo agreste dal sapere millenario; terra eletta di emozioni spirituali, di santi e di eremiti, l’Umbria è da sempre conosciuta come luogo di accoglienza e benessere ma anche di botteghe artigianali, prodotti agroalimentari di qualità e ottimi vini. Nella regione più verde d’Italia, dove il biologico non è tendenza ma nascita e tradizione, la cultura del vino si assaggia e si racconta, si respira tra i paesaggi dipinti a filari e uliveti: la stessa cornice paesaggistica che circonda il ritratto dei fratelli Mauro e Anna Blasi, già famosi produttori di salumi e olio extravergine, nell’Alta Valle del Tevere.

Tutto ruota intorno ad una bellissima cantina del 1742, tra vigne e boschi dove pascolano maestosi cavalli da corsa e dove il vino regna sovrano: a pochi passi, il borgo medioevale di Umbertide e, tutto intorno, bucoliche campagne che, in un continuo saliscendi, caratterizzano colline e scorci incantevoli. Un lembo di terra all’estremo nord di Perugia, benedetto da antiche chiese e dal fiume Tevere che ne ha donato ricchezza e fertilità.

Cantine Blasi: storia e vini dell'azienda di Umbertide
Scorcio della cantina del 1742 con i tini originali dell’epoca (Foto © Malinda Sassu). 

Tra modernità e tradizione, un sorso lungo una storia

Salumi e vino, due mondi che si incontrano, due gusti che si uniscono in un matrimonio d’amore che per le Cantine Blasi è anche amore per la terra. In principio fu Bino Blasi, detto il Didi, ad avviare la lavorazione di salumi e porchetta, una vera e propria istituzione da queste parti; la produzione di vino è stata affiancata solo in seguito, grazie alla passione del figlio Mauro.

Storia di Cantine Blasi

Costanza e perseveranza, un lungo percorso di orientamento e infine, nel 1997, l’acquisizione dell’affascinante cantina settecentesca appartenuta ai nobili Bertanzi: undici anni di restauro per questo gioiello di architettura conservativa. Volte in pietra e antichi tini di rovere dell’epoca si ergono tra lunghe gallerie e quattro livelli con sistema a caduta, a significare quanto il territorio fosse vocato alla vitivinicoltura già da tempi lontani. Al corpo settecentesco è affiancata la nuova sede di produzione, immersa tra vigneti e uliveti e aperta agli enoturisti nonché ad occasioni pubbliche e private in una elegantissima sala di degustazione.

La nuova generazione

Negli ultimi anni, si aggiunge in azienda anche il figlio di Anna, Michele Serafini, con l’idea in testa che fare buon vino sia la strada giusta: meno vino sfuso e più qualità, enoturismo a tutto tondo gestito insieme alla sorella Elisa e le mani sapienti di mamma Anna in cucina. Occhi protesi al futuro e all’ambiente, Michele sta conducendo l’azienda sulla strada della certificazione biologica anche se, da queste parti, come lui stesso afferma, è sempre stato così: il rispetto per la terra e la natura ha in Umbria radici antiche.

I vigneti sulle colline di Umbertide (Foto © Malinda Sassu). 

Selezione vini Blasi, tra qualità ed entusiasmo produttivo

Autoctoni e internazionali si prendono per mano negli attuali 29 ettari spalmati su tre macrozone, a un’altezza che varia dai 250 ai 500 metri. Terreni diversi e incroci di differenti microclimi che riducono al minimo indispensabile gli interventi in vigna.

Dal Sangiovese al Sagrantino ma anche Merlot e Syrah così come Trebbiano spoletino, Grechetto e Chardonnay. Grande selezione e sperimentazione in vigna per testare (e tastare) il territorio e il suo potenziale: in cantina, il lavoro dell’enologo Maurilio Chioccia ha portato alla creazione di sette etichette.

Etichette Blasi: Didi, 1742 e Rogaie

Iniziamo con Didi, interessante charmat lungo, blend di Trebbiano spoletino e Chardonnay, al quale si affianca il pregiato metodo classico 1742, interamente prodotto in azienda, Chardonnay e Trebbiano affinati sui lieviti per almeno trenta mesi.

Interamente in acciaio, originali e piacevolissimi, i tre vini della linea Rogaie, dedicata ad uno dei vigneti dell’azienda: un bianco base Chardonnay con aggiunte di Traminer e Sauvignon, succoso e saporito, che parla di entusiasmo produttivo e grandi sorprese nel futuro. Un rosato e il rosso Rogaie, suadente Merlot accompagnato alle note fruttate e speziate del Syrah: sorso avvolgente e appagante per un vino dall’animo profondo e sensuale.

Mammamia, il passito di Cantine Blasi

Pochissime le bottiglie del passito Mammamia: Malvasia, Sauvignon e Chenin Blanc affinato per dieci lunghi anni in caratello e uno in bottiglia, eleganza pura di fichi e miele, arancia candita e datteri.

Impronta 2018 di Cantine Blasi, etichetta storica dell’azienda (Foto © Malinda Sassu). 

Impronta, la mano dell’uomo e il lento trascorrere del tempo

L’etichetta storica dell’azienda, il biglietto da visita delle Cantine Blasi l’ingresso nel mondo variegato e sempre più sorprendente del panorama vitivinicolo regionale. Impronta è il fascino legato alle morbide colline umbre dove maturano le uve che danno vita a questo rosso sorprendente, per complessità e longevità: il 40% di Sagrantino dona struttura e potenza, mitigata da Merlot e Cabernet Sauvignon, entrambi al 30%.

Un’esperienza di gusto che vede le prime due varietà affinare in botte grande e in barrique il Cabernet, per 24 mesi. Un blend che vede una sosta ulteriore in bottiglia per almeno 18 mesi. Elegante la veste rubino profondo, preludio ad un ventaglio olfattivo suadente e complesso: ribes e frutti di bosco, ciliegia e prugna si alternano ad amarena e rosmarino, pepe, caffè e foglia di tabacco. Sorso lungo e accattivante, con tannini giovani che preannunciano longevità e persistenza balsamica e minerale.

Un vino che si rivela ideale nell’abbinamento a grigliate e carni in umido come cinghiale o selvaggina. Sulla mitica porchetta del Didi, è semplicemente perfetto. Un vino che racchiude l’essenza del territorio e la determinazione di produttori schietti e genuini, dall’animo forte e gentile allo stesso tempo, figli di una regione dalla bellezza straordinaria.

Cantine Blasi  
Loc. San Benedetto, Via Case Sparse, 64 – Umbertide (PG)
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Malinda Sassu

Giornalista, sommelier per passione e autore Wine, Food & Travel per diverse testate giornalistiche cartacee e online. Appassionata prima di tutto, del mondo e della vita, dei viaggi e della gente. Tra le mie cento passioni? Lo champagne, naturalmente…

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