Gazzetta del Vino Lombardia

Castello di Cigognola, quel segreto chiamato Pinot Nero

Un patrimonio storico e una cantina che ha tracciato nel tempo la strada dei vini di qualità. Il legame indissolubile con il territorio è raccontato dal ‘More, il Pas Dosé di Gabriele Moratti

Castello di Cicognola: il Pinot Nero di Gabriele Moratti
Moratti Cuvée ‘More Pas Dosé , raffinato Metodo Classico da Pinot Nero firmato da Gabriele Moratti (Foto © Malinda Sassu).

Da Milano all’Oltrepò Pavese, la storia di Castello di Cigognola si racconta tra antiche radici e memorie di famiglia unite da un filo conduttore, il vino.

Una sapiente combinazione di innovazione e tradizione dove cambiano le generazioni ma non la passione per il buon bere e per il Pinot Nero, il vitigno identificativo di questa splendida terra.

Gabriele Moratti, la terza generazione di Castello di Cicognola

Castello di Cicognola è condotta oggi da Gabriele Moratti, figlio di Gian Marco e Letizia Moratti, con serietà e passione ereditata prima dal nonno e poi dal padre: una nuova fase della storia aziendale che pone, al centro, l’uomo e i suoi valori, l’ambiente e i diritti delle persone coinvolte direttamente e indirettamente nella filiera.

Il rispetto per l’essere umano, la natura e l’economia reale diventano quindi le pietre angolari di una visione unitaria in un’azienda che non rompe con il passato ma ne rappresenta la proiezione; una realtà imprenditoriale snella, in cui tecnica e creatività sono in dialogo continuo.

Vista del Castello di Cigognola
Il Castello, tutelato dal FAI, domina la valle di Scuropasso nell’Oltrepò Pavese (Foto © Castello di Cigognola).

Castello di Cicognola e l’Oltrepò Pavese, la storia e il fascino dello straordinario

Nato come baluardo difensivo e ora tutelato dal FAI, il bellissimo Castello documenta le sue prime notizie intorno al XIII secolo.

Una posizione strategica che domina il panorama di Scuropasso, una delle quattro vallate principali dell’Oltrepò, guardando verso la bella Emilia: per questo, fu conteso da casate come quelle dei Visconti e dei Sannazaro per poi divenire corte umanistica nel Rinascimento e possesso degli Arnaboldi-Gazzaniga prima e dei Brichetto-Arnaboldi, poi, ovvero la famiglia di Letizia Moratti.

Fu proprio il padre di Letizia a iniziare la produzione di vino, portata poi avanti dal marito Gian Marco, grande amante del Pinot Nero; ora, con il figlio Gabriele, il vitigno più capriccioso del mondo diventa protagonista del progetto di Castello di Cigognola, per dare un’espressione vera e di qualità della terra a cui appartiene, con l’obiettivo di occupare un posto nel piccolo mondo dell’alta gamma.

Castello di Cigognola di Gabriele Moratti il Pinot Nero
I vigneti di Castello di Cigognola (Foto © Castello di Cigognola).

Il Pinot Nero di Gabriele Moratti, la grande scommessa del territorio

Una combinazione di viticoltura di precisione e regime biologico, intervenendo solo e quando è davvero necessario nei 36 ettari di proprietà, di cui 28 vitati, a un’altitudine tra i 300 e i 350 metri.

Vigneti che incoronano tutt’intorno il bellissimo castello, con vitigni e cloni che traggono beneficio da diverse esposizioni.

Vigne la cui età si attesta attorno ai 25 anni, distribuite su colline serrate e pendenze tali da chiudere valli strette e che crescono su terreni di diverse composizioni: basi di Marne di Sant’Agata Fossili, strati intermedi di origine gessoso – solfifera, arenarie e conglomerati sulla sommità di Cicognola.  

Suolo e microclima decisamente vocati per il Pinot Nero, da indagare e sperimentare nelle sue diverse forme e potenzialità, prospettiva condivisa con l’enologo Federico Staderini e il professor Giovanni Bigot, supervisore del monitoraggio quotidiano di ogni singolo vigneto.

Il Pinot Nero di Castello di Cigognola firmato da Gabriele Moratti
Il raffinato perlage del ‘More Pas Dosé Metodo Classico di Castello di Cigognola (Foto © Malinda Sassu).

Moratti Cuvée ‘More Pas Dosé, vigore ed eleganza nel segno del territorio

La linea Metodo Classico da uve Pinot nero firmata Moratti comprende il Rosé Brut oltre a ‘More Brut, ‘More Pas Dosé e Cuvée dell’Angelo Brut.

Blanc de Noirs di alto livello qualitativo e di alto profilo, come il raffinato ‘More Pas Dosé Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, fresco e diretto, minerale e accattivante.

Un metodo classico da Pinot Nero con 24 mesi sui lieviti, figlio della prima selezione di uve di ogni vendemmia e che colora il calice di un bel paglierino brillante e luminoso, solcato da un fine e perlage.

Inizialmente delicato al naso, con sentori di mela, susina e sfumature di nocciola tostata si rivela lentamente vibrante, con note di scorza di mandarino, kiwi e pera matura, piccoli frutti rossi e fiori freschi.

L’assaggio è compatto e si allarga su toni sapidi e minerali, con finali tosti di lunga persistenza.

Un Blanc de Noirs che non si ferma all’aperitivo ma si offre a tutto tondo a piatti come risotti e secondi a base di pesce.

Eleganza e raffinatezza che confermano quanto Gabriele Moratti abbia voglia di andare oltre e dar vita ad un nuovo corso che parli di territorio e di grande qualità: l’azienda, infatti, non si ferma al Metodo Classico ma annovera anche altri figli prediletti, tra i quali spicca il recente Pinot Noir, prima espressione ferma e vinificata in rosso del vitigno.

Castello di Cicognola
Strada Vicinale del Pozzetto, SNC – Cigognola (PV)
Pinot Nero

 

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Malinda Sassu

Giornalista e autore Wine, Food & Travel per diverse testate giornalistiche cartacee e online, in Italia e all'estero. Appassionata della vita, dei viaggi e della gente, scopro il mondo attraverso il cibo e il vino, esplorando ristoranti nascosti, cantine e destinazioni culinarie uniche.

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