Gazzetta del Vino

Veuve Clicquot, quando sono le donne a fare la storia

Tra le invenzioni di madame Clicquot, uno Champagne rosè speciale

Cantina Veuve Clicquot
La scalinata che conduce alle cantine Veuve Clicquot (Foto © Salvo Ognibene).

La visita a Veuve Clicquot, straordinaria Maison al femminile con sede a Reims, comincia con la passeggiata su una scalinata illuminata e bellissima che porta alle cantine, o meglio, a quei 24 straordinari chilometri di crayère in cui sono custoditi il passato e il presente delle bollicine che hanno contribuito a creare il mito dello Champagne.

Storia della Maison Veuve Clicquot

La storia corre veloce da quando Philippe Clicquot nel 1772 fonda un “négoce de vin” che, grazie soprattutto alla nuora Barbe Nicole Ponsardin, avrà un ruolo fondamentale nella storia del vino spumante più famoso al mondo.

Rimasta vedova a 27 anni prende in mano le redini aziendali, divenendo di fatto una delle prime donne imprenditrici della storia moderna. A lei sono riconducibili molte intuizioni che hanno reso grande lo Champagne: dal primo Champagne millesimato del 1810, fino al perfezionamento della tecnica del remuage, passando per la messa a punto della liqueur de tirage utile alla seconda rifermentazione in bottiglia.

Negli splendidi crayère della maison (Veuve Clicquot è l’unica a possederli insieme a Taittinger, Pommery e Ruinart) è custodita una delle più vecchie annate di Champagne bevibile, quella del 1840: quarantasette bottiglie di quell’annata ritrovate nel luglio 2010 da un sommozzatore a 40 metri di profondità nel Mar Baltico (nell’arcipelago della Isole Åland), e soltanto tre regalate alla maison francese. Tali Champagne che, dopo oltre 150 anni risultano ancora bevibilissimi, hanno portato l’azienda francese a lanciare, nel 2014, il progetto “The Cellar in the Sea” che si concluderà nel 2054.

Crayère della Maison Veuve Clicquot in Francia (Foto © Salvo Ognibene).

 

Progetto “The Cellar in the Sea

The Cellar in the Sea prevede di immergere alcune delle bottiglie della Maison nelle profondità del mare per diversi decenni al fine di capire meglio il processo di invecchiamento e maturazione dello Champagne.

Veuve Clicquot: Vintage Rosé 2012

Alcune etichette degustate durante la visita, incluso il Vintage Rosé 2012 (Foto © Salvo Ognibene).

Tra le etichette più interessanti di Veuve Clicquot, c’è sicuramente il Vintage Rosé 2012, Champagne rosè in cui viene aggiunta una percentuale di vino rosso come da invenzione della signora Ponsardin nel 1818.

Per la sua specialità è stata dichiarata un’”Annata Veuve Clicquot”, divenendo la 66° della Maison dalla sua prima vendemmia del 1810. L’assemblaggio del Vintage Rosé 2012 viene ottenuto con un 13% di vino rosso fermo, proveniente esclusivamente da Bouzy, la capitale del Pinot Nero. La predominanza di quest’ultimo vitigno e il tocco legnoso, apportano al vino struttura e carattere, marchio distintivo dello stile Veuve.

Degustazione Vintage Rosé 2012

Colore rosato dai riflessi ramati ed un’effervescenza molto fine.

Al naso note di ciliegia, bacche rosse e fragoline di bosco mature anticipano gli agrumi e frutta secca.

Al palato è vivace e minerale con un finale abbastanza lungo. I tannini morbidi mostrano la particolarità di questo Champagne dalle note pepate e speziate di zafferano. Cin!

Frutti di mare, aragosta, scampi, anatra. 



Vintage Rosé 2012
Annata: 2012

Vitigni: Pinot Noir 51%, Meunier 15%, Chardonnay 34%, Vin rouge de Bouzy 13%
Invecchiamento: parzialmente in botti di legno
Dosage: Brut (da 6 a 12 g/l)
Temperatura di servizio: 10/12°C

Maison Veuve Clicquot
1 Rue Albert Thomas, 51100 Reims
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Salvo Ognibene

Salvo Ognibene

Nato a Livorno e cresciuto a Menfi, dove vivo. Ho iniziato a scrivere quasi per caso, poi anche qualche libro sul rapporto tra mafie e chiesa. Promuovo il Turismo Esperienziale in Sicilia e mi occupo di comunicazione digitale. Scrivo di vino, di cibo e delle cose belle che mi circondano.

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