Gazzetta del Vino Piemonte

La Musca Bianca ‘d Lissart, il vino che mancava in Cantina L’Autin

La Musca Bianca ‘d Lissart, malvasia moscato di L'Autin
La Musca Bianca ‘d Lissart, la nuova etichetta di Cantina L'Autin (Foto © Ufficio stampa).

Questo mosto fermentato di uva malvasia a bacca bianca è l’ultimo nato di Cantina L’Autin: arriva da un vitigno malvasia autoctono coltivato nella Val Pellice, dove l’ambiente pedoclimatico è idoneo alla produzione di vini bianchi estremamente profumati, caratterizzati da ottime acidità e mineralità

Di solito si dice che l’acqua scava la pietra. Nel caso della Cantina L’Autin il proverbio si può parafrasare con “la pietra affina il vino”. Prova ne sia che il nostro primo incontro con questo produttore è stato proprio all’interno di una miniera di Talco Bianco, in Val Germanasca (ne avevamo parlato su queste pagine): qui, nelle viscere della montagna, a un km di profondità, vengono trasportate le sue bottiglie di spumante metodo classico , perché riposino sui lieviti 36 mesi, al buio e a una temperatura costante di 10 gradi.

Lo spumante “84 mesi” affinato in miniera (Foto © Ufficio stampa).

La Musca Bianca ‘d Lissart, malvasia moscato di Cantina L’Autin

Ma lo spirito sperimentale della Cantina non si ferma mai e proprio per queste è già pronto l’ultimo nato di casa L’Autin: un malvasia moscato pensato per i brindisi delle festività natalizie. Battezzato La Musca Bianca ‘d Lissart, si tratta di un mosto parzialmente fermentato di uva malvasia a bacca bianca che cresce in Val Pellice, a cavallo tra le province di Torino e Cuneo.

Qui il Monviso incombe maestoso e la pietra, per tornare all’inizio della nostra storia, sembra indissolubilmente legata al destino di questa cantina. Mauro Camusso, infatti, pur essendo un agronomo, da anni si dedica assieme alla moglie Maura Beltramo alla gestione della Beltramo Fratelli, azienda che estrae e lavora la Pietra di Luserna. Mauro, tuttavia, non ha voluto mettere da parte la sua formazione e la sua passione per la viticoltura.

Un’avventura iniziata nel 2010 con passione e competenza

L’avventura inizia così nel 2010 con un autin – in piemontese è la “piccola vigna” destinata al consumo famigliare – un piccolo appezzamento tramandato a Mauro dal padre e, prima di lui, dal nonno. Una scommessa che in un territorio impervio potrebbe avverarsi rischiosa. Anche perché non si tratta solo di coltivare i vitigni a bacca rossa raccomandati dal disciplinare di produzione della Pinerolese Doc che si spinge fino in terra cuneese (Barge e Bagnolo), ma di impiantare anche uve bianche autoctone e internazionali. Una sfida, non solo una scommessa, e una grande dimostrazione di impegno che inizia con la formazione di una squadra determinata, accomunata dall’amore per la propria terra, per il lavoro fatto bene e la voglia di sfondare.

«Fin dalla nascita abbiamo scelto di intraprendere un percorso totalmente biologico e dal 2019 l’azienda è certificata Bio» precisa con orgoglio Camusso.

Mauro Camusso e la figlia Elisa appena entrata nell’azienda vitivinicola (Foto © Ufficio stampa).

I vigneti sono coltivati senza diserbanti, concimi o antiparassitari e si interviene in modo mirato, con mezzi meccanici e biologici. Le pratiche sono quelle tramandate, che l’esperienza ha maturato con gli anni e adattato alle esigenze della viticoltura moderna.

«La vendemmia, come vuole la tradizione, è manuale. La natura ha i suoi cicli, i suoi ritmi, ogni annata è così diversa seppur così simile alle altre. Il cambiamento climatico sconvolge i ritmi ma l’attività umana attenta, accorta, sopperisce con destrezza alle mutazioni» chiosa Camusso.

I vigneti di L’Autin e il nuovo nato

Oggi la superficie viticola dell’azienda con i nuovi impianti è di circa 10 ettari. I terreni sono di origine alluvionale, morenica, con forte caratterizzazione locale. Nella zona di Barge sono più pesanti e argillosi; il clima più mite, protetto, è accarezzato dal Monte Bracco che smorza anche gli sbalzi termici: l’ambiente si adatta bene alle uve nere e alla vinificazione in rosso.

A soli 10 km più in là, nelle campagne tra Campiglione e Bibiana, invece, il contesto è alquanto diverso: il terreno è decisamente più sciolto, sabbioso, ghiaioso con una fortissima presenza di scheletro e strato fertile sottile. Qui siamo all’imbocco della Val Pellice, in una zona meno riparata, dove le escursioni termiche giornaliere sono importanti. L’ambiente pedoclimatico è idoneo alla produzione di vini bianchi estremamente profumati, caratterizzati da ottime acidità e mineralità. Ed è proprio dalle uve malvasia autoctone di questa zona, fortemente aromatiche tanto da ricordare il moscato, che arriva La Musca Bianca ‘d Lissard.

La Musca Bianca ‘d Lissart: caratteristiche

«Si tratta di un mosto parzialmente fermentato in autoclave, ottenuto da uva malvasia moscata a bacca bianca. Era la tipologia di vino che mancava all’ampia tavolozza de L’Autin» – spiega il produttore.

Si presenta di un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli, ha un perlage fine e consistente; al naso manifesta tipiche caratteristiche varietali con miele e agrumi in risalto; al palato mostra freschezza, buone note minerali, effervescenza fine e persistente.

«L’uva appena pressata viene subito refrigerata e mantenuta al riparo dai lieviti. In un secondo momento il mosto ottenuto viene sottoposto a una rifermentazione in autoclave per portarlo a 5° alcolici. L’operazione finale, sicuramente la più complicata, è dare al malvasia la giusta dolcezza, la corretta acidità e il tenore alcolico adeguato: in una parola, l’equilibrio».

Il nome nasce da un gioco di parole, da un lato rende omaggio ai sentori tipici del moscato che si ritrovano anche in questa malvasia a bacca bianca e dall’altro vuole richiamare lo spirito innovatore e fortemente sperimentale della Cantina. Indubbiamente un gradevolissimo vino con cui accompagnare i dessert delle feste, come un buon panettone con crema di zabaione; ma l’abbinamento è perfetto anche con un plateau di formaggi alpini, preferibilmente erborinati per dare ancor più soddisfazione alle note agrumate del Musca Bianca.

Scheda del Vino

Nome etichetta: La musca bianca d’Lissart
Mosto parzialmente fermentato
Vitigno: Malvasia moscata
Fermentazione: in autoclave
Alcool: 7% vol.
Zucchero: 100 g/l
Temperatura di servizio: 5-8°C

Cantina L’Autin
Via Sant’Agostino, 40 – Barge (Cn)
www.lautin.it

image_pdfimage_print
© Riproduzione vietata

Condividi su:

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati alla nostra newsletter

Silvia Fissore

Milanese sotto la Mole, giornalista e pr. Nel 2007 sono entrata nel food come addetta stampa, col lancio di FoodLab, scuola di cucina torinese tra le prime a estendere l'impostazione professionale ai corsi amatoriali. Seguo l’ufficio stampa del Festival del Giornalismo Alimentare. Di Milano conservo la mente aperta e lo snobismo, a Torino devo la capacità di riflettere e ripartire da zero.

Ricevi informazioni utili

Segui la nostra TV

Le firme

Alessandra Piubello

Lorenzo Frassoldati

Giovanni Caldara

Esplora il magazine

Pubblicità


Pubblicità

I nostri partner